
MUGELLO – Purtroppo anche il Mugello ha fatto la sua comparsa un nuovo parassita delle palme. Si tratta della farfalla “Paysandisia archon”, conosciuta anche come “Castnide delle palme”, che si aggiunge al già noto “Punteruolo Rosso”.
Originaria del Sud America, questa grande farfalla (può raggiungere i 10 cm di apertura alare) è stata introdotta accidentalmente in Europa, ed è diventata uno dei parassiti più temuti dai giardinieri. A differenza di molte farfalle che ammiriamo per la loro bellezza, questa specie è un vero killer delle palme.
Il danno non è causato dall’adulto, ma dalle sue larve: bruchi voraci che scavano profonde gallerie nel cuore della pianta, interrompendo il flusso della linfa. Tra le specie più colpite troviamo: Chamaerops humilis (Palma nana), Trachycarpus fortunei (Palma di San Pietro), Phoenix canariensis e dactylifera, Washingtonia
Riconoscere tempestivamente la presenza della Paysandisia è fondamentale, ma ci sono dei segnali ai quali è bene prestare attenzione. Tra questi
Fori sulle foglie: Quando le nuove foglie si aprono, presentano fori simmetrici o tagli a forma di “V”.
Rosura (segatura): Presenza di residui simili a segatura bruna all’attaccatura delle foglie o sul fusto.
Sviluppo anomalo: La chioma appare asimmetrica, stentata o con foglie ingiallite precocemente.
Presenza di bozzoli: Spesso si trovano i resti delle crisalidi (esuvie) che spuntano tra le fibre del tronco.
Spiegano gli specialisti di Asa Giardini: “Molti proprietari di giardini tentano approcci amatoriali con insetticidi generici. Purtroppo, la Paysandisia vive all’interno dei tessuti della pianta. I trattamenti superficiali sono quasi sempre inutili perché non raggiungono il cuore del problema (le larve). Inoltre, l’uso errato di prodotti chimici può danneggiare l’ecosistema del giardino e non risolvere l’infestazione, portando alla morte inevitabile della palma in 2-4 anni”.
Serve quindi che giardinieri esperti, eseguano un protocollo rigoroso per contrastare la minaccia. Con monitoraggio professionale e analisi dello stato di salute per intercettare l’infestazione ai primi stadi. Il tutto seguito poi da trattamenti endoterapici o localizzati, eseguiti utilizzando prodotti specifici e tecniche di distribuzione che portano il principio attivo direttamente dove si nutrono le larve.
In alcuni casi è possibile anche impiegare tecniche di lotta biologica, con l’uso di nematodi entomopatogeni, una soluzione ecologica ed efficace che elimina le larve senza inquinare.
Insomma, i tecnici della ditta mugellana Asa Giardini (qui) possono risolvere il problema, e affermano: “Se noti foglie bucate o una crescita rallentata delle tue palme, il tempo è il tuo peggior nemico. Una diagnosi precoce può fare la differenza tra una palma rigogliosa e un tronco morto da abbattere (con costi molto più elevati). Vuoi proteggere il tuo giardino? Contattaci per un sopralluogo tecnico. Analizzeremo le tue piante e studieremo il piano di difesa più adatto alle tue esigenze”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Febbraio 2026




