PALAZZUOLO SUL SENIO – “Le nostre imprese non chiedono privilegi, chiedono condizioni eque per poter competere in un mercato sempre più selettivo. In cinquant’anni abbiamo dimostrato che anche in un piccolo comune montano si possono creare occupazione qualificata, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile”. Lo ha affermato giovedì 9 Aprile a Palazzuolo sul Senio Roberto Ridolfi, amministratore unico dell’azienda Elettromeccanica Misileo-Novatec, una delle maggiori aziende del distretto industriale metalmeccanico del paese dell’Alto Mugello, che nel 2026 festeggia i 50 anni di attività.
L’occasione è stata il convegno “Le aree montane, come favorire lo sviluppo agricolo ed industriale” al quale ha partecipato anche l’assessore regionale all’agricoltura e attività produttive Leonardo Marras (articolo qui), e durante il quale si è parlato sia dei problemi agricoli (articolo qui) che delle prospettive industriali.
Perché quella di Palazzuolo sul Senio è una situazione per certi versi eccezionale, basta pensare che il distretto, formato da cinque aziende, garantisce occupazione a 230 persone in un paese con meno di mille abitanti. Si tratta di imprese che però ogni giorno devono fare i conti con molte difficoltà, prima tra tutte quella dei collegamenti difficili. E anche per questo Mauro Toccafondi, già presidente di Confindustria Mugello, ha detto che gli imprenditori di Palazzuolo si meriterebbero un monumento.

Ai lavori è intervenuto anche l’imprenditore Oriano Grementieri, che ha affermato: “Il nostro è un grido di allarme, se perde questo polo industriale, Palazzuolo è finito”. È stato invece Ridolfi a dettagliare le richieste palazzuolesi all’assessore regionale. Prima ha ricordato che mai il paese è stato classificato nelle aree depresse, e non ha utilizzato quindi di particolari agevolazioni. Come a dire che lo sviluppo industriale di questi cinquant’anni si è basato solo sulle capacità di fare impresa dimostrata dall’imprenditoria locale.
Prima richiesta quella di migliorare la viabilità verso la Romagna, anche intervenendo su alcune curve, che adesso rendono difficoltoso il passaggio per i mezzi pesanti: “Le infrastrutture – ha detto Ridolfi – non sono un dettaglio tecnico: rappresentano una condizione essenziale per la competitività delle imprese e per la qualità della vita dei residenti.” Poi la richiesta di non equiparare la situazione dell’Alto Mugello con quella di Comuni molto più avvantaggiati in termini di accessibilità. E, per questo, di sostituire il concetto di “aree interne” con quello di “aree montane”. Oggi infatti, ha concluso Ridolfi, tra le aree interne sono compresi comuni con caratteristiche e condizioni molto diverse. “Ma – ha affermato – Palazzuolo non è come Barberino di Mugello”.
Da qui la proposta di “prevedere misure per i comuni montani della Toscana sotto i 5.000 abitanti, che presentano criticità strutturali paragonabili, in termini di isolamento geografico, fragilità demografica e costi di insediamento, ad altri comuni italiani”. E Ridolfi ha sottolineato l’importanza di misure di attrazione di investitori esterni, attraverso semplificazioni amministrative e pacchetti territoriali integrati; il sostegno alla creazione di consorzi e reti di impresa, favorendo anche l’ingresso di aziende di altre Regioni per rafforzare massa critica e competitività, e infine, agevolazioni fiscali e contributive dedicate alle PMI operanti nei comuni montani sotto i 5 mila abitanti, con riduzione del costo del lavoro e incentivi all’assunzione di giovani qualificati”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Aprile 2026






