MUGELLO – Lunedì 19 Gennaio, giorno del primo viaggio sulla ferrovia Faentina completamente riaperta, abbiamo dato voce ai sindaci ed alle istituzioni (articoli qui e qui), ma cosa pensano i pendolari della linea e dell’importante novità?
Massimo Rossi, coordinatore del gruppo “Mugello attaccati al treno” ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Nazione, uscita oggi, martedì 20 Gennaio, nella quale, al netto della soddisfazione per la riapertura completa, ricorda le esigenze dei viaggiatori che ogni giorno, per studio o per lavoro, si spostano lungo la linea. Necessità che finalmente hanno potuto far presenti al nuovo assessore regionale ai trasporti, che, a differenza dei predecessori, li ha convocati ed ascoltati: “Siamo soddisfatti – afferma Rossi – Dopo anni nei quali non c’era riuscito ad avere neppure un incontro con gli assessori regionali ai trasporti che si erano susseguiti, è stato un bel risveglio vedere il nuovo assessore che ci ha contattati, considerati, e ha organizzato un primo incontro che come format ci è piaciuto tantissimo. Sui risultati vediamo. Ma si è cominciato bene“.
I problemi, dicevamo, però per il momento rimangono. Anzitutto per i tempi di percorrenza. Afferma Rossi: “Tra Borgo San Lorenzo e Firenze ancora deve essere ripristinato il collegamento normale, che ci faccia tornare a corse di 39 minuti e non di 46-48 com’è oggi. Poi la qualità dei treni: “Ci avevano garantito – spiega – la totale sostituzione del materiale rotabile. Perché i treni Minuetto dovevano esser sostituiti tutti con il treno ibrido Blues, ce lo promisero tre anni fa, e invece non solo di treni nuovi non ne abbiamo visti, ma sembra uscito dai radar anche il ragionamento di sostituirli”.
Un problema annoso rimane anche quello della partenza dei convogli per il Mugello dai binari 17 o 18 di Santa Maria Novella. “È un disagio – afferma Rossi – che colpisce in particolare i viaggiatori saltuari, e quelli che hanno una qualsiasi difficoltà motoria. Quando scoprono dal tabellone che il treno parte da quei binari, non saranno in grado di raggiungerlo in tempo“. E aggiunge: “Non riusciamo a capire perché in venti anni debba essere sempre il nostro treno mugellano ad attestarsi su quei binari. Dà l’idea che siamo il territorio più ‘fuori’, più lontano, più debole”
Il tutto in vista di lavori tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve. Se fino ad ora si è parlato della loro progettazione, bisognerà vedere i tempi e le modalità in cui si effettuerà l’intervento. “Un conto – afferma – è chiudere la linea un paio d’ore, un conto un mese. Non è accettabile – conclude – che non sia possibile lavorare di notte“
Tornando all’inaugurazione di ieri, comunque, anche il giudizio dei pendolari appare positivo. “Non si può non essere contenti che siano riusciti, e in tempi una volta tanto ragionevoli, a ripristinare una linea che aveva subito danni importanti. Questo è un fattore molto positivo”.
Anche se rimane la spada di Damocle dell’allerta Sanf, legata alle condizioni meteo e ora estesa anche al tratto tra Marradi e Crespino del Lamone: “Uno va a dormire la sera convinto di poter prendere il treno – conclude Rossi – poi il treno non c’è, perché è piovuto troppo, e parte così l’odissea dei bus sostitutivi, dei loro orari, del sovraffollamento nei mezzi”
“Non solo – conclude Rossi – segnalo che da due giorni è completamente in tilt il sistema di bigliettazione elettronica, ci dicono che è un problema che non si risolverà in breve tempo”. Insomma, la quotidianità dei pendolari, nonostante gli sforzi delle istituzioni, è ancora complicata.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Gennaio 2026






