
SAN GODENZO – Il Consiglio di Stato, con due diverse sentenze ha rigettato i ricorsi del Comune di San Godenzo e di Italia Nostra e Cai (articolo qui). Emanuele Piani, sindaco di San Godenzo, da sempre critico verso questo tipo di impianto eolico, commenta questa importante notizia e approfitta per precisare alcuni aspetti della sua posizione. Abbiamo perso tutti, afferma, ma soprattutto ha perso la Regione Toscana. Di seguito la sua intervista
Cosa significano queste due sentenze?
“Da un punto di vista amministrativo è la fine dei nostri ricorsi, nati dai nostri dubbi di natura tecnico amministrativa. Ricorsi che contenevano diverse eccezioni, presentate prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Da parte del Comune di San Godenzo, una molto importante era quella sulla visibilità delle pale dal nostro parco”
Questi dubbi sono stati sciolti?
“No, il Tar si è espresso rigettando il nostro ricorso, ma non ha sciolto i nostri dubbi. Speravamo che lo avrebbe fatto il Consiglio di Stato, specialmente in merito alla visibilità e all’inserimento paesaggistico. Invece si è fatta ancora più confusione, perché alcuni mesi fa una sentenza su un caso analogo, per il territorio grossetano, ha dato ragione ai ricorrenti. In questo casoi invece rimane l’amaro in bocca”.
Un’occasione persa?
“Accettiamo la sentenza, perché in democrazia è così. Questo non vuol dire però che ne siamo soddisfatti. I nostri dubbi rimangono, per un procedimento che secondo noi non ha avuto da un punto di vista amministrativo tutti i passaggi chiari. È una sconfitta, avevamo la convinzione che questo procedimento potesse essere in qualche modo bloccato”.
Perché?
“Il proponente è un privato che ha fatto i suoi interessi. Noi non abbiamo niente contro il privato, ma come ente pubblico, abbiamo avuto dei dubbi. Questi non hanno avuto riscontro in sede giudiziale e ne prendiamo atto e fine. Da un punto di vista politico però ribadiamo il nostro pensiero: che questi impianti, che sicuramente vanno fatti, devono essere costruiti iniziando dalle zone già infrastrutturate, già compromesse da un punto di vista ambientale. Iniziando invece così, dalle zone con maggior fragilità, con alto livello naturalistico, ci sembra di fare un processo al contrario. Pensare al Giogo di Villore, una delle zone più incontaminate, più difficilmente raggiungibili, in cima al crinale principale dell’Appennino, francamente, ci sembrava l’ultimo posto dove doverli vedere”.
Alla fine invece chi ha perso?
“Secondo me non ha perso solo il Comune di San Godenzo. Hanno perso le soprintendenze, ha perso il Parco Nazionale, le varie associazioni legate all’escursionismo, alla fruizione lenta di territorio, tutti quelli si sono foste in maniera contraria a questo progetto. Però in particolare a mio avviso, ha perso la Regione Toscana. Una regione nella quale io credo molto ed ho ancora molta fiducia. Credo che abbia le capacità, la storia, la cultura per poter fare delle scelte in accordo e non in contraposizione alle soprintendenze. Spero che questo possa essere un esempio, anche se stavolta secondo me si è sbagliato, ma che possa aprire invece in futuro un sistema per fare una sintesi delle competenze”.
La notizia delle sentenze è stata offuscata da quella dei sabotaggi. Chi è il più danneggiato da questa situazione?
“Naturalmente la parte lesa è l’azienda che sta svolgendo lavori. E lo sono i lavoratori per il danno hanno avuto, anche per la paura. Però l’aspetto mediatico danneggia di più il fronte di chi si sempre posto in maniera critica rispetto a questo impianto. Perché adesso finiscono in secondo piano le ragioni, secondo me valide e positive, di chi critica costruttivamente. Che, a prescindere dall’esito finale, aiutano tutta la popolazione ad accrescere il proprio senso critico, ad una presa di coscienza. Quindi, semplicemente, fanno male a tutti degli atteggiamenti del genere”.
Ritieni che tutto il processo autorizzativo, per come si è concluso, sia entrato a sufficienza nel merito della questione al di là dei formalismi giuridici? In caso contrario, quale rimpianto rimane?
“A me personalmente rimane un dubbio circa il passaggio iniziale, come si possa aver superato la valutazione di incidenza ambientale, cioè la “vinca”. Si tratta del il primo scalino, senza il quale il “Paur”, non può arrivare il provvedimento autorizzatorio unico regionale Paur. La Regione ha una convenzione per acquisire le informazioni necessarie per il suo eventuale superamento. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha rilasciato un parere fortemente negativo, nonostante questo, a nostro parere l’unico parere endoprocedimentale, la Vinca è stata superata. Superata a nostro avviso senza una giustificazione plausibile, tant’è che abbiamo provato in comune a fare l’accesso agli atti. Questo passaggio – conclude – è sempre rimasto, a mio avviso, il più incomprensibile. Come è possibile che la Regione abbia stravolto questo parere negativo. Non so se era mai successo fino ad oggi”.
Cosa farà allora adesso il Comune di San Godenzo?
“La regione ha emesso il PAUR, ma i controlli sono demandati ai Comuni, noi nel nostro piccolo stiamo cercando di svolgerli al meglio. Abbiamo anche affidato degli incarichi esterni per controllare che questo si svolga con la massima serietà. Purtroppo i picoli Comuni non hanno mai avuto il personale necessario per svolgere lavori sui impianti di questo tipo, per cui noi ci siamo anche dovuti rivolgere a professionalità esterne proprio per adempiere a questo obbligo che la regione ci dà, e quindi quello del controllo. Quindi lo faremo, come ho detto, con la massima trasparenza e la massima serietà. La nostra opposizione non è una cosa ideologica o strumentale. Noi cerchiamo di portare avanti la nostra azione amministrativa in maniera seria, maniera trasparente, come un ente pubblico dovrebbe fare.
Qualcosa da aggiungere?
“Che il Comune di San Godenzo non è contrario alle rinnovabili. Abbiamo installato impianti fotovoltaici su tutti gli edifici comunali, abbiamo due impianti a biomasse e tutta l’illuminazione pubblica da diversi anni è a led, infine stiamo lavorando ad una comunità energetica per Londa e San Godenzo. Siamo critici invece dal punto di vista politico in merito al fatto che un privato veda l’Appennino come un’opportunità di guadagno”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Luglio 2025




