Niente più “1000 miglia” sulle strade del Mugello. Il percorso della mitica corsa automobilistica è stato deviato e non passerà più dai passi della Futa e della Raticosa, come sempre accadeva. Due appassionati di corse denunciano questa decisione.
La 1000 MIGLIA è una delle corse automobilistiche che con la 24 ore di Le Mans ed Indianapolis, ha fatto la storia e lo sviluppo dell’automobile.
Questa corsa nelle sue 24 edizioni dal 1927 al ’57, interrotte solo a seguito di un incidente nel ’39 e nel periodo bellico ’41-’46 ha trovato sui passi della Futa e della Raticosa i suoi momenti più epici, travalicando i confini dello sport ed entrando nel costume nazionale: era diventata la corsa che passava sotto casa, e da questo la sua popolarità intramontabile.
(Solamente nel ’40 si svolse su un circuito ridotto al triangolo Brescia – Cremona – Mantova e nell’edizione del ’49 passò per la Cisa.)
Come dimenticare il duello Nuvolari – Biondetti del ’48 entrambi su Ferrari o lo struggente inseguimento nell’edizione del ’52 della Ferrari di Bracco alla Mercedes SL300 “Ali di Gabbiano” di Kling che proprio sulla logorante salita della Futa recuperò il ritardo di 4 minuti che aveva a Firenze e taglio il traguardo a Brescia con 4 minuti e mezzo di vantaggio?
Dal 1977 la «Mille Miglia» rivive sotto forma di gara di regolarità per auto d’epoca portata avanti con grande serietà e fedeltà storica. Infatti la partecipazione è riservata alle vetture, prodotte non oltre il 1957, che avevano partecipato (o risultavano iscritte) alla corsa originale e le 1000 miglia del percorso Brescia-Roma-Brescia si snodano sulle strade della gara originale in cui il punto di partenza/arrivo in Viale Venezia (all’altezza dei giardini del Rebuffone) ed il passaggio Futa- Raticosa hanno sempre rappresentano i cardini inviolabili per far vivere per sempre la memoria della corsa più bella del mondo.
Ma quest’anno il passaggio per la Futa è scomparso, senza alcuna reazione da parte di chi dovrebbe presiedere ai ricordi e valori della nostra terra, e la gara non solo non passa da noi ma nemmeno dalla Cisa dove almeno una volta la vide passare ma è stata deviata sull’Abetone.
Possiamo dire che come nel 1957 il tragico incidente della Ferrari di Alfonso de Portago fece calare il sipario sulla più bella corsa del mondo, così senza alcuna motivazione tecnica od sportiva il sipario cala per la seconda volta alienando, e questa volta per sempre, i ricordi più belli come la leggenda dei fari spenti di Nuvolari, il dominio incontrastato per molte edizioni delle Alfa Romeo, il sorgere dell’astro Ferrari, la prestazione eccezionale di una macchina di serie come la Lancia Aurelia.
Piero Ballini
Ing. Giorgio Gomiser
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2015




