
Di Niccolò Grifoni
Quando ti devi dedicare alla scuola dei tuoi bambini scopri una piccola e meravigliosa comunità di ricchezza e dolcezza che costituisce la base sociale del mondo che verrà.
Mi è capitato in questo periodo di seguire le vicende degli asili nido di Borgo, in qualità di rappresentante di una classe di nido, e di cominciare a guardare al futuro del mio bambino con l’iscrizione alla scuola dell’infanzia. Due momenti importanti che mi hanno aperto un mondo pieno di riflessioni e di richieste che, credo, la maggior parte dei genitori possa comprendere.
Per prima cosa mi sono accorto di quanto sia ritenuto scontato che un paese come Borgo disponga di ottime strutture sia come asili nido che come scuole dell’infanzia (la materna come si diceva con qualche principio di capello bianco in meno). Ho infatti avuto modo di scoprire un’organizzazione capillare di tutti gli aspetti principali che abbracciano il primo approccio culturale ed educativo dei nostri bambini. A Borgo i genitori, pur con eccessi credo normali quando si parla dei propri figli, sono attenti e partecipi a tutto quello che è la scuola e la sua funzione e anche per questo mi è sembrato di scorgere una buona efficienza generale sia negli asili nido che , per ora solo da osservatore, nella scuola dell’infanzia. Alle obiezioni sui singoli aspetti, mensa, programmazione, strutture etc, posso dire che c’è la consapevolezza che la macchina scolastica si sforza di rimanere efficiente anche a fronte di tagli sempre più pesanti.
Credo di poter affermare anche che i bambini ormai sono una comunità costituita e riconosciuta nella sua interezza e non più come somma dei singoli. E’ un concetto che si scorge quando capita di confrontarsi con altri genitori avendo come principale preoccupazione quella di far si che i nostri figli costituiscano, fin dalla tenerissima età, una comunità coesa con diritti e doveri. Non è un concetto banale secondo me perché nel mondo dei diritti individuali si nota comunque una tendenza a far si che l’infanzia sia riconosciuta e tutelata come comunità e come comunione di intenti.
E’ veramente una bella vittoria incontrare tanti genitori che hanno a cuore le sorti di tutti i bambini di Borgo e non solo del propri. E’ una bella vittoria che nonostante il mondo scelga inconsapevolmente una sorta di “individualismo assodato”, causato da fattori più o meno noti, ci sia ancora spazio per una lotta a difesa della “comunità del futuro” come la definisco e la intendo io.
Credo che questa bella vittoria sia figlia di due fattori:
1) della famiglia intesa come nucleo educativo principale e come prima organizzazione basata sulle relazioni.
2) della voglia, ancora esistente e forte, da parte sia delle istituzioni che dei genitori di puntare e scommettere sulla crescita dei cittadini di domani declinati come comunità e non come insieme di individui.
Per questi motivi possiamo tirare un sospiro di sollievo perché a Borgo (e non ho dubbi che sia così anche altrove) i bambini e la scuola costituiscono ancora un binomio incredibilmente coeso, che sconfigge molte criticità tipiche della comunità degli adulti attraverso la voglia di coesione tipica di due piccoli cittadini che si guardano negli occhi senza vergogna.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2015





