BARBERINO DI MUGELLO – Domenica 30 Agosto sulla cima del monte Gazzaro, al confine tra i Comuni di Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero e Firenzuola, è stata celebrata l’ormai classica festa, con la Santa Messa sotto la grande croce. Per l’occasione quest’anno ospite d’eccezione sulla montagna mugellana è stato il cardinale Angelo Bagnasco (articolo qui). Pubblichiamo di seguito l’intervento letto per l’occasione dal sindaco di Barberino di Mugello Sara Di Maio:
Saluto Cardinale Angelo Bagnasco Monte Gazzaro 30 agosto 2026
Buongiorno a tutti coloro che stamani sono qui sul monte Gazzaro.
Saluto tutte le autorità civili e militari, giudiziarie e religiose. Un particolare saluto a monsignor Giancarlo Corti, mugellano, nato non molto distante da qui, a Galliano. Chissà che già da bambino non sia salito in questa vetta e ora qui da noi in rappresentanza dell’arcivescovo di Firenze monsignor Gherardo Gambelli.
Un saluto a Monsignor Wach e ai seminaristi dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote.
Saluto e ringrazio la protezione civile dell’Unione Mugello, della città metropolitana di Firenze che con tutte le associazioni di volontariato, hanno permesso la bella organizzazione di questo giorno storico di festa.
Grazie allo stabilimento dell’Acqua Panna che ha concesso di poter transitare in questa montagna incontaminata, grazie all’amministratore delegato della Nestlè e alla direttrice dello stabilimento che con i suoi collaboratori e maestranze, tanto hanno aiutato per l’organizzazione logistica e per essere quest’oggi su questo crinale in sicurezza.
Ma in particolare oggi ho l’onore di salutare sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco, a cui, con grande emozione porto il benvenuto nelle nostre comunità di Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero e Firenzuola, nel nostro Mugello e nella Città metropolitana di Firenze.
Questa mattina ho l’onore di parlare non solo in qualità di sindaca di Barberino, ma anche per l’Unione dei Comuni del Mugello e per la Città Metropolitana di Firenze, dalla cui sindaca Sara Funaro sono stata delegata a portare ufficialmente il saluto a questa cerimonia, che ha radici lontane ed è diventata una tradizione.
Vale la pena ricordare che in origine fu installata qui unaCroce dalla Parrocchia di Castro San Martino e, secondo la tradizione, ogni anno veniva celebrata la Santa Messa. Nel corso degli anni, però, questa usanza era andata perduta e col tempo la Croce fu danneggiata.
Grazie all’impegno di un gruppo di volontari della zona, qualche anno fa è stata ricostruita una grande Croce sul Monte Gazzaro, quella che vediamo oggi, con l’obiettivo di riprendere questa antica tradizione.
Inoltre, per rendere più accogliente l’area adiacente alla Croce, il Gruppo Volontari per il Gazzaro ha posato tavoli e panchine in pietra, donate da aziende che lavorano la pietra serena, e un portale in pietra serena donato dal Comune di Firenzuola, sul quale l’Associazione Scalpellini ha inciso i nomi dei tre Comuni interessati: Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero e Firenzuola.
Grazie all’Unione dei Comuni del Mugello, la Croce è stata inoltre illuminata.
Negli anni scorsi sono saliti sul Gazzaro, accolti con grande affetto dai numerosi presenti, il Cardinale Ernest Simoni e il Cardinale Giuseppe Betori.
Mesi fa quando ci siamo incontrati con il nostro parroco don Stefano Ulivi, con il comandante dei Carabinieri, con il comandante della Polizia Locale e con gli amici che da sempre con le varie associazioni si prendono cura dell’organizzazione di questa festa, parlando alla presenza del caro Vieri, che so che in altre cerimonie sua Eminenza ha definito più volte il filo conduttore, fu proposto da qualcuno di provare ad invitare il Cardinale Bagnasco.
Francamente non avremmo mai pensato di averla davvero quest’oggi tra noi, ma decidemmo comunque di trasmettere l’invito.
La sua presenza qui oggi è, quindi, per noi una meravigliosa sorpresa che interpretiamo come un riconoscimento al lavoro e alla dedizione di tanti volontari che nel tempo si sono spesi per ristrutturare e rendere non solo accogliente questo luogo, ma per abbellirlo sempre di più. Questo lo ha reso meta di pellegrinaggi e di visita per tanti turisti ed è ritonato ad essere il luogo di questa tradizionale celebrazione, che è frutto della collaborazione tra il Gruppo Volontari del Monte Gazzaro, le Parrocchie, le Misericordie e le Amministrazioni comunali dei tre Comuni interessati e quest’anno anche della Città Metropolitana.
Grazie davvero Eminenza per essere qui tra noi ad onorare i caduti in guerra, ad onorare la nostra comunità ad onorare i nostri territori ad onorare le istituzioni locali. Sappiamo quanto nel suo magistero d’Arcivescovo di Genova, di Arcivescovo ordinario militare, da presidente della Conferenza Episcopale Italiana, abbia sempre fortemente collaborato con le istituzioni locali e le istituzioni governative.
La ringraziamo sentitamente e sinceramente di essere qui tra noi.
Voglio salutare e ringraziare anche tutti i presenti, i tanti che sono venuti anche da lontano per percorrere i sentieri di questo monte, che conducono a questa Croce.
Una croce collocata in una terra che per anni è stata bagnata dal sangue innocente. Questa vetta, trasformata in un calvario nella seconda guerra mondiale.
Qui, a pochi chilometri, ancora sono visibili i resti delle fortificazioni militari della linea gotica, da questa vetta, guardando all’orizzonte, vediamo le lapidi di tanti giovani, più di 30.000, volati in cielo con violenza.
Ancora oggi mentre ci troviamo nella pace di questa montagna da cui si dominano le vallate del nostro Mugello, mentre preghiamo i caduti nei conflitti bellici, ci troviamo ancora a dover parlare, a dover riflettere e a dover soffrire per i popoli bagnati dal lutto e dal sangue della guerra.
La nostra preghiera di oggi, il nostro essere qui insieme, ci stimoli a fare ponte, come più volte e con grande fermezza ci ha esortato Papa Francesco, affinché tutta l’umanità possa presto raggiungere una pace disarmata e disarmante, parole chiave del magistero del Santo Padre Leone XIV, parole forti, parole che ci devono far riflettere.
Concludo con un pensiero che secondo me racchiude bene la celebrazione di oggi: il suono della campana che abbiamo sentito in cima a questo crinale ricorda un’altra campana, quella della chiesa sull’isola della Gorgona, al carcere. Lì è riportata una frase che ben si addice quest’oggi “chiamo i vivi e piango i morti”.
Ebbene sì, quest’oggi il suono della campana ci ha chiamato qui, ci ha radunato qui, a piangere i tanti innocenti morti di tutte le guerre. Ma ci ha chiamati qui per testimoniare la brutalità e l’insensatezza delle guerre, incoraggiandoci a costruire un mondo contraddistinto dalla pace e dalla fratellanza tra i popoli.
Gli organizzatori ringraziano, per la riuscita della bella giornata, anche la Berti Sisto pietra serena, insieme ad altre aziende del comparto, la Poli C. di Borgo San Lorenzo, Poggio del Farro, Agriambiente, ditta Geroni Leto Srl di Scarperia, L’Unica, Forno Strazza di Firenzuola, SdH Spa, camping Il Sergente e sorgente Panna. Molto importante la presenza delle varie amministrazioni, delle realtà del volontariato locale, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Locale (presente anche la Polizia Locale a cavallo di Firenze), Guardia di Finanza e altri. Una bellissima giornata, molto partecipata, che ha visto tra i presenti anche il presidente nazionale di Federmeccanica, e imprenditore mugellano, Simone Bettini.
Foto Maestri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 Agosto 2026



























