SCARPERIA E SAN PIERO – E’ confermato. Dal 19 settembre prossimo San Piero a Sieve resterà privo di qualsiasi sportello bancario. Chiuderà infatti la filiale sanpierina di Banca Intesa San Paolo (Ex-Cassa di Risparmio di Firenze).
E anche l’azione del sindaco Federico Ignesti per ora non ha fatto cambiare idea ai vertici della banca. Di recente si è tenuto un incontro tra Ignesti e due rappresentanti della banca, il responsabile di area retail e il direttore della filiale di San Piero. Che sono stati incontrati anche dal presidente del Centro Commerciale Naturale Marco Lavacchini e dal governatore della Misericordia Alessandro Chiesi.
Il sindaco è uscito deluso: la banca ha messo nero su bianco le proprie decisioni, e non ci sono concessioni di rilievo. Si ribadisce che “la nostra rete filiali è da tempo oggetto di piani di riorganizzazione che portano inevitabilmente a razionalizzare l’assetto territoriale. Il principio che ci guida è quello di mantenere un forte contatto con i nostri clienti, garantendo loro il supporto necessario per approcciare i canali innovativi e alternativi che, nel tempo, abbiamo reso disponibili”.
Ed ecco le soluzioni decise dalla banca “per mitigare i disagi” e “accompagnare i clienti in questo importante momento di cambiamento, dover servizi bancari tradizionali possano essere fruiti grazie a strumenti nuovi e informazioni diverse. Al posto della filiale Intesa San Paolo propone “Banca 5”, ovvero la possibilità nelle tabaccherie di effettuare operazioni di prelievo e di pagamento. Poi c’è la “Filiale online” e la “consulenza a distanza, su appuntamento e a domicilio del cliente”.
Infine una “grande” concessione”: “Abbiamo raccolto -scrivono al sindaco-. la vostra richiesta di mantenere un presidio ATM (ovvero un bancomat, ndr) nel territorio di riferimento”.
Ignesti non è certo soddisfatto, e lo ha detto chiaramente ai rappresentanti di Intesa San Paolo: “Intanto non ci è piaciuto che abbiano fatto saper la cosa a decisione già presa. Lo abbiamo letto prima sui giornali. E questi tempi ristretti rendono più difficile anche trovare soluzioni alternative o stabilire una cessazione più morbida. Peraltro abbiamo contattato altri istituti, ma non sarà cosa facile”.
Pure le motivazioni sono poco convincenti: “Hanno fatto notare che in fondo nel comune ci sono due filiali e ne può bastare una. E allora a Firenze hanno una filiale sola? E se per ipotesi il nostro comune si fondesse con Borgo San Lorenzo, toglierebbero un’altra filiale? E chissà se non rimanga la filiale di Scarperia solo perché il fondo è di loro proprietà.”
Ignesti continua: “Non si è tenuto conto dei tanti correntisti costituiti da quella fascia di persone che hanno ben poca dimestichezza con le nuove tecnologie. E una valutazione più aperta poteva esser fatta, nei confronti di un territorio che alla Cassa di Risparmio ha sempre dato molto, in termini di raccolta dei risparmi, e non è un caso che gli ottimi risultati della Cassa di Risparmio abbia frenato l’arrivo a San Piero di altre banche. Fatto sta che l’abitato di San Piero, che è un paese molto transitato, rimarrà senza banche, e il fatto di andare a prelevare i soldi dal tabaccaio non mi sembra una gran soluzione. C’è stata ben poca considerazione nei confronti dei tanti correntisti. Peraltro quando contattai dirigenti superiori pareva che la soluzione fosse diversa: si sarebbe soppressa la filiale, ma lasciando comunque aperto lo sportello. Invece la decisione è stata diversa, e sono molto amareggiato, per la chiusura dell’unica banca del paese, peraltro in un’area viva”.
Il sindaco non si ferma: “Sembra di veder le Poste, che chiudono gli uffici senza alcuna discussione. Io credo che anche le banche abbiano una responsabilità sociale. Certo non è compito del sindaco gestire aperture e chiusure di sportelli, ma ci aspettavamo un atteggiamento diverso. Con queste chiusure a me pare che si tradiscano gli ideali della vecchia Cassa di Risparmio di Firenze, che era caratterizzata per il proprio radicamento sul territorio. Ora è proprio un’altra cosa: si è chiuso a Galliano, a Ronta, a Palazzuolo, e ora a San Piero: ulteriore abbandono e segnale preoccupante”.
Ignesti farà comunque un ultimo tentativo: “Scriverò ai vertici della banca, per cercare di far cambiare loro idea”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Luglio 2020






1 commento
Un disastro annunciato in paesi che sono del tutto Morti, dove vige il Nulla, mi spiace per il Sindaco ma la realtà è molto ben diversa da quella di un Paese Vivo basta respirare l’aria per capire che c’è qualcosa che non va…..Un Banca non chiude gli sportelli in un paese Vivo……Non credete?