BORGO SAN LORENZO Proviamo a parlare di ripartenza. Un blocco improvviso di 2 mesi, può sembrare un tempo breve, ma le ripercussioni e i cambiamenti che ne derivano hanno senza dubbio un impatto notevole.
Queste riflessioni nascono dalla lettura di un intervento del dottor Massimo Principe (articolo qui), intervento che condivido nella sua analisi e nella sua prospettiva, e del quale vorrei riprendere la sollecitazione a formulare proposte per ripartire.
Molte sarebbero le considerazioni della fase 1, ma non è questo il tema, per cui veniamo al presente e nello specifico al nostro territorio. Una piccola considerazione la vorrei fare, per fortuna al momento il Mugello ha avuto un impatto covid contenuto e non è un dato indifferente e soprattutto non trascurabile. Gli eventi avvengono per caratteristiche e conseguenze per cui sicuramente, a mio avviso, le nostre caratteristiche territoriali, sociali e ambientali, hanno giocato un ruolo fondamentale.
Quello che per noi mugellani rappresenta, a mio avviso, un difetto , cioè la nostra tra virgolette , chiusura , questa volta si è rivelata una risorsa ed allora tutto questo pandemonio, può farci capire qualcosa in più, può regalarci un resettamento sul quale riflettere e dal quale ripartire rinnovati.
Mi fermo qui con le riflessioni altrimenti scrivo un libro, questo è lo spazio del contributo e delle proposte e vi ringrazio di darmi questa opportunità.
Partirei dal mio settore di attività, la salute, protagonista purtroppo della nuova realtà che ci ha travolti. Non a caso uso la parola protagonista , perché la salute dovrebbe essere sempre in primo piano, non solo oggi e non solo per colpa del covid.
Occupandomi di salute sul territorio da 10 anni , ne ho viste tante di cose che mi hanno fatto drizzare i capelli e che adesso alla luce di quanto avviene, risuonano ahimè pericolose.
Mi spiego meglio, purtroppo ,non credo di sbagliare, nell’ osservare che i servizi sanitari ospedalieri e territoriali si sono impoveriti e decentrati per far spazio a logiche di risparmio e di accentramento, comportando una diminuzione delle prestazioni fornite e quel che è peggio anche ad una diminuzione della qualità del servizio, nonostante gli sforzi in difesa dei presidi.
Anche per questo ha trovato spazio una realtà sanitaria privata come la mia, perché c è privato e privato e nel futuro imminente dovremo pensare a questo, a collaborare, gli ultimi 2 mesi lo evidenziano ancora di più, il covid non ha fermato l infarto, ne il cancro ne altre malattie, e per questi pazienti non c era nessuno.
Di conseguenza ho sentito ancora di più il dovere di restare operativa adeguandomi in tutto alle nuove necessità per garantire ancora di più il diritto alla cura,mi sono sentita anche io servizio pubblico, ma non nego di aver percepito una certa solitudine che in dei momenti mi ha spaventato.
Unire le forze per il bene comune può far solo bene e può tranquillamente andare incontro a quelle logiche di risparmio che non devono penalizzare la qualità, anzi le facilitano e proprio in Mugello abbiamo le caratteristiche di progetto pilota. Una realtà piccola come la nostra dove ci conosciamo, dove il confronto è piu diretto, tutto questo è facilitato. Creare una rete territoriale di catena sanitaria, così la definirei, dove i medici di base le strutture sanitarie e l ospedale strutturano insieme un progetto di cura. E qui viene anche il risparmio perché, l appropriatezza della prestazione porta ad una diminuzione di costi economici e temporali e in salute la tempistica fa spesso la differenza. In poche parole se un mdb può confrontarsi con lo specialista per un paziente il percorso diagnostico o terapeutico sarà più mirato quindi più efficace e meno dispendioso. Paradossalmente da 10 anni è questo che faccio, ma deve essere strutturalizzato.
Uno scoglio da superare è il concetto di collaborazione tra pubblico e privato puro, perché essere autorizzati come struttura sanitaria comporta adempimenti indispensabili e non essere convenzionati consente un maggiore spazio di azione ad esempio le liste di attesa e i luoghi di svolgimento dell’ esame, un cittadino del Mugello può fare l eco a Borgo san Lorenzo al costo ticket in tre gg, invece che a Pistoia in 3 mesi.
Altra cosa rilevantenella fase 2 sanitaria, gli screening. I dati che emergeranno avranno un importanza fondamentale per fotografare lo stato del territorio, quindi sarà importante averne riscontro.
Sul sanitario aggiungo anche che l aspetto educativo/informativo è e sarà indispensabile, informare la gente parlare di bisogni di salute, creare strumenti divulgativi che raccontino il nuovo domani.
Adesso non scindo il sanitario da tutto il resto, perché mangiare bene a avere meno inquinamento, gli spazi verdi , le nostre tradizioni contadine, anche loro ci hanno protetto dal virus.
Promuovere i nostri prodotti e consumarli deve essere un impegno. Le attività di ristorazione potrebbero creare una catena con la filiera in modo che tutto il percorso sia Mugello doc.
Il rispetto dell’ ambiente, un ok suo verde non lo trova da nessuna parte del mondo perché è un pigmento della nostra acqua che da il colore alle nostre piante per cui è unico, noi non siamo più puliti di altri , ma sporchiamo meno che è diverso , non inquiniamo…….fare una vacanza in Mugello potrebbe e dovrebbe voler dire fare una vacanza di benessere. Qui son presuntuosa, ma potremo anche insegnare un po’ la qualità della vita.
Insomma creiamo un marchio MUGELLO .
Fulvia Penni, direttrice di Bioscienze
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Maggio 2020








1 commento
Riflessioni interessanti e condivisibili.