BORGO SAN LORENZO – Sul suo profilo Facebook il sindaco Paolo Omoboni ha riproposto il testo dell’intervista rilasciata di recente a Massimo Rossi:
“Per chi se la fosse persa -scrive Omoboni- , intervista rilasciata a Massimo Rossi. Domande e Risposte a 360 gradi.
D: Oltre al PD sei appoggiato da due liste civiche: la prima fatta di giovani alle prime armi che si sono definiti progressisti; la seconda composta da personaggi ben più scafati che si sono definiti moderati. Non credi di essere un po’ scoperto a sinistra?
R: Cosa si intende per sinistra? Guardiamo i fatti reali dell’azione amministrativa: priorità a scuola, sociale ed ambiente. Mi sembrano concetti molto progressisti. Non siamo alla ricerca di etichette o figurine, ma di persone chi condividono un’azione amministrativa di centro-sinistra. Nei fatti.
D: Diversamente che in altri comuni del Mugello, a Borgo il PD si presenta col proprio simbolo. Credi che il risultato delle Primarie, con il trionfo della sinistra a discapito dei renziani, possa giocare a tuo favore o no?
R: Il fatto che il PD finalmente abbia un segretario riconosciuto è una cosa molta positiva. Alle europee il PD è l’unico argine contro i populismi nazionali ed europei. In questo senso il Manifesto di Calenda “Siamo europei” è molto importante.
D: Rimaniamo sulle Primarie. La partecipazione, se pur in calo rispetto alle precedenti, è stata alta. Buon segno?
R: Due milioni di persone hanno votato fisicamente in un seggio per leggere il segretario, a Borgo quasi mille. È un ottimo segnale di voglia di partecipare.
D: Dopo il voto contrario al bilancio in Consiglio comunale di due consiglieri comunali del PSI su tre, quali sono i rapporti con questo partito? Il PSI è con te?
R: Una buona parte dei socialisti si riconosce ancora nel progetto del centrosinistra. Alcuni consiglieri uscenti stanno facendo scelte diverse, più personali che politiche a mio avviso. Come è naturale che sia. L’ex segretario Nencini si è sempre candidato nelle liste del PD. Nencini andava bene e io no? Il nuovo segretario del PSI ha fatto accordi con il PD per presentare esponenti socialisti nelle liste del PD. La presenza di Patrizio Baggiani nella lista Civicamente è il segnale più chiaro.
D: Avete cercato fino all’ultimo di portare Luca Margheri dalla vostra parte, ma non ci siete riusciti. C’è invece riuscita la Lega. Quindi agli antipodi. Mi chiedo: quali idee di Margheri potevano piacere sia alla Lega che al PD?
R: La domanda sarebbe quella di capire le idee di Margheri, che è stato in consiglio comunale per 5 anni. Non ha mai votato contrario sul bilancio comunale (dove si decide come spendere le risorse) fino al 2018, e spesso ha approvato col suo voto le nostre scelte sui lavori pubblici: a marzo 2018 con un bel voto favorevole al piano triennale dei lavori pubblici, quello che decide quali lavori fare, con le risorse che possiamo spendere. Con questa attività era auspicabile una convergenza sui temi amministrativi. Poi non so cosa sia successo. Ora Margheri è candidato con la Lega. Il perché va chiesto a lui.
D: Secondo te, esiste veramente a Borgo un pericolo di destra?
R: Esiste un pericolo di deriva populista e qualunquista. Senza dubbio. Sono le elezioni più difficili dal dopoguerra. La Lega sarà il partito che rischia di avere maggiori consensi dopo il PD.
D: Non sarebbe stato utile un accordo con la sinistra-sinistra? Ci avete almeno provato? Se sì, cosa è andato storto?
R: Ho profonda stima dei compagni di rifondazione comunista. In questi anni hanno fatto un’opposizione motivata sempre politicamente. A volte certi voti contrari sembravano un “sempre e comunque contro”, ma nella politica ci sta e ho sempre avuto e ho rispetto. Ci sono stati colloqui per capire se c’erano le condizioni per trovare delle convergenze, ma allo stato attuale non è stato possibile.
D: Fatto sta che ora ti trovi a competere con una lista, Borgo in Comune – Alternativa a Sinistra, che è riuscita, almeno sulla carta, ad unire quel che sta a sinistra del PD e che candida Leonardo Romagnoli, un ex PD, già stimato assessore con le due precedenti amministrazioni di centrosinistra capitanate da Antonio Margheri e Bettarini…
R: La lista che è nata a sinistra è altra roba rispetto a Rifondazione. Altra roba guidata da chi è stato assessore o direttore generale del comune per anni. Parecchi anni. E ora si presenta come novità. Attacca l’amministrazione per le presunte poltrone e chi lo dice quelle poltrone le ha perse (e probabilmente pensa per motivi personali). Si attacca Omoboni sulla gestione del personale e su una vicenda come quella del cantiere (dove c’è in corso un processo), avendo vicino persone coinvolte, dove sarebbe bene avere rispetto degli interessati. Si attacca Omoboni sul Multipiù quando quel pasticcio veniva fatto proprio negli anni in cui quelle persone amministravano. Parla di trasformismo chi aveva la tessera del PD fino a due anni fa e ora vuole essere l’alternativa al PD. La si può rigirare come si vuole, ma se quello che la cronaca racconta corrisponde al vero, la lista “rancore in comune” ha un solo obiettivo: mandare a casa l’Omoboni in nome di un regolamento di conti per scelte che abbiamo fatto. E che qualcuno ha preso male sul personale.
D: Quanto pesa in questa campagna elettorale quello che è stato definito il tuo “cambio di casacca” dal PSI al PD?
R: Di fronte ad una scelta politica oggi vedo delle dinamiche per cui: un candidato ex moderato che passa al servizio della Lega, partito che in quella coalizione prenderà probabilmente più voti delle altre liste e dunque se dovesse vincere avrebbe la maggioranza dei consiglieri e probabilmente della Giunta. Persone che appoggiano coalizioni di destra che fino ad ieri erano per il modello Riace, e saranno insieme a chi dice di presentare esposti in procura contro un bambino che frequenta il nido, solo per il colore della pelle. Il candidato sindaco di Forza Italia del 2014 ora nella Lega si trova a sostenere un altro candidato sindaco “moderato” del 2014. Insomma.. vedendo tutto ciò direi che nello spostamento politico sono stato misurato!
D: Non possiamo tralasciare i 5 anni in cui hai governato. Quale obiettivo raggiungo indicheresti a emblema del tuo mandato?
R: Il Porta a porta, la sistemazione dell’ovonda, la consegna di 20 case popolari degli ex macelli, i lavori alle scuole e il sostegno alle fragilità,
D: Diversi progetti annunciati non sono però andati a buon fine. Quale il tuo cruccio maggiore? Dove potevi fare di più e meglio?
R: Sicuramente avremmo dovuto avere prima il piano del traffico, affidato alla fine del 2018. Abbiamo lavorato 18 mesi per il progetto delle Piazze (Dante, Vittorio Veneto, Via Primo Maggio) legato alla sosta a pagamento poi andate deserte. Ma abbiamo trovato a fine 2018 la possibilità di finanziarli. E quindi le zone saranno riqualificate con i lavori che inizieranno a inizio maggio. Sulla manutenzione di strade, marciapiedi avrei voluto fare di più, ma abbiamo fatto delle scelte. I prossimi 5 anni saranno importanti in questo senso perché avremo le scuole sistemate, e potremo dedicare più risorse a quello che adesso è un po’ carente.
D: Il punto principale della tua scorsa campagna elettorale era il decoro urbano. Diversi osservatori si chiedono se l’obiettivo sia stato raggiunto o meno, tu cosa dici?
R: Dico che le risorse sono limitate, e gli avanzi di amministrazione abbiamo deciso di destinarli come priorità alle scuole. Ma alcune vie e viali hanno avuto un vero e proprio restyling: Viale della Repubblica, col rifacimento marciapiedi e messa in sicurezza incrocio con Via Buozzi, Viale Giovanni XXIII, con la realizzazione di marciapiedi, attraversamenti pedonali e illuminazione, l’ex Ovonda, marciapiedi e asfalti di via XX Settembre, il Parcheggio servizio pronto Soccorso (Area Tannino), la rotonda di Piazza Gramsci, l’intervento sulla Luco-Ronta. Per asfaltare i nostri 130 km di strade comunali occorrerebbero 6 milioni di euro. Noi abbiamo speso 750 mila euro, risorse trovate nel bilancio o tramite finanziamenti esterni. Siamo partiti dalle emergenze, iniziando da Piazza del Popolo, estremamente dissestata, coprendo le principali esigenze sia nel capoluogo (per citarne alcune: Viale Giovanni XXIII, Piazza Dante, Marciapiedi Via Caiani, Viale Kennedy, Piazza Gramsci, Via G. della Casa, Via Bandini, Via Di Vittorio e Via Galilei in partenza, insieme ad un tratto dello borgo Luco) che nelle frazioni (Salaiole, Panicaglia, Ronta, Casaglia, Luco, Polcanto, Rabatta). Inoltre, in questi 5 anni abbiamo investito per l’installazione dei giochi per bambini nelle aree verdi, sia del capoluogo che delle frazioni, con una spesa di circa 100.000 euro, oltre alle manutenzioni ordinarie.
D: Faentina tema sempre caldo. Perché l’Unione dei Comuni, a proposito del “ritrovamento” dei 31 milioni di euro stanziati con gli Accordi per il passaggio dell’Alta Velocità in Mugello, non ha tenuto la barra dritta sulle linee guida 2006 della Comunità Montana che in cambio della rinuncia all’elettrificazione aveva votato all’unanimità l’acquisto di nuovi treni? Col nuovo accordo che sposta i soldi, nel frattempo diventati 46, prevalentemente verso opere stradali destinate a Comuni che i lavori dell’AV manco li hanno visti (proprio in questi giorni il sindaco di Dicomano rivendica in questo senso un grande successo), i pendolari della Faentina hanno chiaro cosa hanno perso (nuovi treni per aumentare, subito e non chissà quando, il numero delle corse) ma non hanno mica capito cosa avrebbero guadagnato…
R: 46 milioni per il Mugello sono un investimento fondamentale per il potenziamento delle linee ferroviarie. Sento parlare di fallimento della politica, di scippo, ma stiamo parlando dell’investimento più consistente nel territorio negli ultimi anni sulle linee ferroviarie. Un miglioramento della ferrovia per un miglioramento del servizio. All’inizio si parlava dei famosi 31 milioni. Con il lavoro dei sindaci siamo arrivati a 47. Le risorse erano destinate alle infrastrutture dal Ministero. E giusto per chiarire: non ci sono solo passaggi a livello, la cui eliminazione comunque consente di recuperare tempi di percorrenza dei treni, ma ci sono investimenti infrastrutturali su stazioni e binari: una nuova tecnologia che permette alla stazione di Borgo di far viaggiare i treni senza personale in stazione nella fascia serale, agevolando non poco la fattibilità di una o più corse in quello stesso orario. I lavori sui ponti ferroviari tra Borgo e Faenza permetteranno la circolazione di treni più pesanti rispetto agli attuali Minuetto. Il tratto di binario aggiuntivo per prolungare l’attestamento della Faentina anche a Vicchio, l’adeguamento dei marciapiedi con l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle stazioni saranno un beneficio per tutti. Prossimo obiettivo è un miglioramento del Memorario. Sono già in sperimentazione una corsa notturna il sabato e un’altra i festivi. Prossimo passo nuove corse con potenziamento delle fasce 6-9 e 16-19 con due corse aggiuntive al mattino con ritorno il pomeriggio e la possibilità di corse sperimentali “fast”con fermate ridotte, ad esempio, alle sole stazioni di San Piero e Borgo.
D: Per terminare, quali sono le nuove idee che metterai in campo? Prova ad anticipare tre argomenti che reputi fondamentali.
R: Il primo: Oltre al lavoro sulle scuole, riqualificare gli impianti sportivi, con investimenti prioritari sull’area Romanelli e con una nuova palestra polifunzionale.
Il secondo: un piano asfalti e marciapiedi da 700.000 euro, per dare corso a progetti già pronti, legati alla vendita della ex scuola Don Minzoni all’avanzo di amministrazione a partire dal 2019 (quasi 100mila euro).
Il terzo: sviluppare il progetto la cittadella della Cultura a Villa Pecori Giraldi e la riqualificazione dell’area del Foro Boario”.
L’intervista di Paolo Omoboni rilasciata a Massimo Rossi è stata pubblicata sul “Galletto”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 aprile 2019



