BORGO SAN LORENZO – Un appello per salvare la Cooperativa di Legnaia, che “è parte della storia e della cultura della Toscana”. A lanciarlo è il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, ricordando che per i fiorentini e soprattutto per chi, come lui, è cresciuto proprio a cavallo tra il quartiere di Legnaia e il comune di Scandicci dove la cooperativa nacque 115 anni fa, quello “non è mai stato solo un negozio o un centro commerciale, ma una parte integrante della comunità”.
Cerza ricorda brevemente le origini della Cooperativa di Legnaia, “fondata da un piccolo gruppo di contadini, raccolti attorno a Padre Pancrazio, un frate cappuccino, figlio di contadini” che seppe “dare uno sbocco concreto alle lotte sociali di quegli anni, proponendo l’idea della cooperazione per affermare la loro dignità di lavoratori, i vantaggi dell’unirsi, il prendere coscienza dei propri diritti umani e sociali.”
Un percorso che ha portato alla cooperativa di oggi, “che opera in tutta la Toscana, aiutando tanti contadini e allevatori a far conoscere e vendere al giusto prezzo i loro prodotti”, e che ovviamente è presente anche a Borgo San Lorenzo.
Cerza si impegna, a nome del sindacato, a “difendere prima di tutto i lavoratori, i loro posti di lavoro”, ma, afferma “serve qualcosa di più: tutto il territorio deve essere coinvolto per salvare questa esperienza.”
Da qui l’appello, lanciato “in primis al mondo della cooperazione, a quello dell’agricoltura e delle imprese, alle banche, oltre che ai comuni interessati e alla Regione, per mettersi tutti insieme e trovare una soluzione” perché, spiega il segretario Cisl, difendere quella Cooperativa “ha a che fare, oggi più che mai, anche con il futuro: un futuro fatto di mutualità, difesa dell’ambiente, buona occupazione e prodotti del territorio.”
Di seguito l’appello completo di Riccardo Cerza:
Per tutti noi, uomini e donne di Firenze e delle prime campagne intorno alla città (e soprattutto per chi come me è nato e cresciuto tra l’estremità ovest di Firenze e Scandicci), la Coop di Legnaia non è mai stata solo un negozio o un centro commerciale, ma una parte integrante di questa comunità, di Scandicci e di Firenze. Con una storia lunga ben 115 anni, è stata una delle prime cooperative, fondata da un piccolo gruppo di contadini della piana intorno a Legnaia, raccolto attorno a Padre Pancrazio, un frate cappuccino, figlio di contadini. Padre Pancrazio fu il primo a dare uno sbocco concreto sul nostro territorio alle lotte sociali di quegli anni. A proporre l’idea della cooperazione, per affermare la loro dignità di lavoratori, i vantaggi dell’unirsi, il prendere coscienza dei propri diritti umani e sociali. Da lì, da quella sfida al sistema, moltissimi altri contadini si unirono ai fondatori, per arrivare alla coop di oggi che opera in tutta la Toscana, aiutando tanti contadini e allevatori a far conoscere e vendere al giusto prezzo i loro prodotti. Questo piccolo excursus storico, per far capire che la crisi di oggi della Coop di Legnaia non è la crisi di una delle tante aziende del territorio o di un qualunque piccolo supermercato, ma è la crisi di una storia importante, di un progetto, di un’esperienza di cooperazione, di una comunità.
Bisogna difendere prima di tutto i lavoratori, i loro posti di lavoro, ma anche salvaguardare questa esperienza, figlia di una cultura diversa da quella della grande distribuzione, con una valorizzazione della filiera corta e dei prodotti del territorio, a Km 0. Noi del sindacato faremo la nostra battaglia nei luoghi deputati, apriremo i tavoli di crisi e cercheremo con gli amministratori un piano per salvaguardare il lavoro; ma serve qualcosa di più. Tutto il territorio deve essere coinvolto per salvare questa esperienza. Faccio un appello in primis al mondo della cooperazione, a quello dell’agricoltura e delle imprese, alle banche, oltre che ai comuni interessati e alla Regione, per mettersi tutti insieme e trovare una soluzione per questa cooperativa che è un pezzo della storia e della cultura della Toscana. Difenderla ha però a che fare, oggi più che mai, anche con il futuro: un futuro fatto di mutualità, difesa dell’ambiente, buona occupazione, prodotti del territorio al giusto prezzo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 settembre 2019


