SCARPERIA E SAN PIERO – Dopo 16 anni e 7 mesi è stata depositata la sentenza della Corte di Appello, nella sua seconda determinazione, per il pagamento dei terreni espropriati, dall’allora comune di San Piero a Sieve (oggi Scarperia e San Piero), oggetto dell’urbanizzazione nell’area di Pianvallico. Un progetto realizzato dalla società omonima, un tempo a prevalente capitale pubblico, poi totalmente pubblica. Un conto da 14 milioni di euro, interessi compresi, più o meno, per pagare il giusto valore di indennizzo ai proprietari originari.
La sentenza n. 2959/2019, pubblicata il 9 dicembre 2019, ribadisce il giudizio su una vicenda annosa, un garbuglio fortemente voluto dalla politica locale, impiastricciato con tanta superficialità, in assenza di una reale competenza imprenditoriale. Ecco il risultato: un conto di 10.520.977,92 euro, oltre agli interessi legali maturati dalla data del decreto di esproprio. Quindi un totale di quasi 14 milioni di euro, più o meno, che l’odierno comune di Scarperia e San Piero eredita dalla fusione amministrativa dei due municipi, fatta qualche anno prima. Una determinazione reiterata, ampiamente prevista, e non occorreva, per questo, far ricorso a sfere di cristallo e carte, insomma ai ferri del mestiere di qualche veggente o cartomante, per prevederne l’esito. Ma ripercorriamo quanto accaduto.
Era l’11 aprile 2001 quando l’allora comune di San Piero a Sieve deliberava di attuare un insediamento produttivo, poi anche commerciale, nella zona di Pianvallico. Sicché le aree di quella zona vennero espropriate ai relativi proprietari, con un indennizzo ritenuto insoddisfacente, riduttivo rispetto le reali quotazioni commerciali. E, appunto, per opporsi a questo esproprio venne notificato un atto di citazione con cui i proprietari chiedevano la giusta determinazione del valore di mercato di quei terreni. La data era quella del 7 maggio 2003, cioè 16 anni e 7 mesi fa. Inutile commentare i tempi, appunto la durata di questo procedimento civile.
Avevamo seguito la vicenda, anzi l’affare, fin dalle prime battute. La realizzazione di quell’area produttiva, poi anche commerciale (e non si capisce il senso di decretare un esproprio per costruire un centro commerciale, forse caso unico in Italia), era stata motivata come una “riqualificazione dei terreni”, che erano agricoli, per la quasi totalità, di certo con una vocazione specifica e non da riqualificare. Ma la vanagloria di qualche personaggio, un tempo ben in vista, con una forte aspirazione a costruirsi un profilo da manager con i soldi pubblici, infischiandosene del rischio d’impresa, volle dar vita a questo progetto. Un esempio della potenza, o della forzatura, di una politica autoreferenziale che in tanti sostennero, per poi sfilarsi e dichiararsi smemorati o reduci incolpevoli.
Adesso questa nuova sentenza. Sicuramente ci sarà un ennesimo ricorso. Verrà trattata, e probabilmente concessa, la decurtazione del valore delle opere pubbliche costruite, per circa 1,7-1,8 milioni di euro, ma il conto resterà salato. Probabilmente l’amministrazione comunale farà rivalsa sulla Pianvallico s.r.l., la società a totale capitale pubblico, cui sarà chiesto di far fronte al pagamento di quell’indennizzo milionario. Ma sarà difficile che quest’ultima possa riuscirvi alla luce dei suoi ultimi risultati d’esercizio conosciuti, cioè in negativo per oltre 1,7 milioni di euro, con le esperienze del servizio mensa fallito e dell’incubatore d’imprese sopraffatto dalle spese e dall’inconsistenza dell’offerta. Questo potrebbe essere lo scenario finale, plausibile, sostenuto dai dati di fatto. O, chissà, forse un colpo di scena che cancelli tutto. Mai dire mai.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 gennaio 2020





2 commenti
Purtroppo il Sindaco del 2001 non ne risponderà perché morta prematuramente.
Saranno i cittadini di San Piero e Scarperia a farsene carico, spero!! Fare pagare scelte sbagliate a tutto il Mugello sarebbe solo un “ladrocinio”, ma dall’Unione del Mugello ci sarebbe da aspettarsi anche questo provvedimento.
Il sindaco si S. Piero di allora c’entra solo in parte; la faccenda fu pilotata dalla Pianvallico S.p.a. al capo della quale c’erano il gatto e la volpe.