
MUGELLO – Siamo a una svolta decisiva, nei movimenti societari destinati con ogni probabilità a cambiare completamente il panorama della produzione del latte mugellano.
Perché, come già evidenziato su queste pagine alcuni giorni fa (articolo qui), nelle Centrali del Latte d’Italia, società che comprende anche la “nostra” Mukki, sta entrando un’altra realtà, il gruppo Mastrolia, ovvero la “Newlat Group”, che sta acquisendo la maggioranza delle quote della società. Da questi movimenti nascerà a brevissimo il terzo terzo operatore italiano del settore Milk & Dairy che controllerà marchi come Polenghi, Giglio, Ala, TappoRosso, Mukki, Tigullio e Vicenza. Newlat Group, infatti, ha raggiunto un accordo vincolante per l’acquisto, previsto il 1 aprile, della maggioranza delle Centrali del Latte d’Italia. L’intesa prevede l’acquisto del 46,24% delle azioni al prezzo di un euro per ogni 0,33 azioni ordinarie di Newlat. Al termine dell’offerta pubblica d’acquisto le Centrali avranno in mano il 5,30% di Newlat Food.
L’intesa dovrebbe permettere di consolidare il mercato lattiero-caseario italiano grazie all’integrazione di due operatori che “presentano importanti elementi di complementarietà come posizionamento geografico, oltre ad un significativo potenziale sinergico”. Il progetto industriale prevede che Centrale del latte d’Italia diventi la piattaforma di riferimento per l’intero mondo lattiero-caseario del nuovo gruppo “facendo leva, tra l’altro, sulle filiere produttive di alta qualità regionali della Toscana e del Piemonte e sulla continuità manageriale”.
Newlat Food (che controlla altri marchi storici come i prodotti caseari di Optimus, la pasta Delverde e le fette biscottate Buitoni) ha fatto il suo esordio nel segmento Star della Borsa di Milano il 29 ottobre. Pochi giorno dopo Mastrolia aveva spiegato in un’intervista a Tuttosoldi della Stampa avrebbe utilizzato i fondi raccolti per continuare il percorso di crescita aziendale anche attraverso nuove acquisizioni con l’obiettivo di incrementare il fatturato di almeno il 60-70%”. E così è stato perché “l’acquisizione della quota di maggioranza di Centrale del Latte perfettamente nei piani e nelle tempistiche previste dalle strategie di sviluppo per linee esterne e di utilizzo del capitale preannunciate in fase di IPO, permettendo così alla società di raggiungere la soglia di fatturato di 500 milioni”.
Un movimento tutto da valutare, e che apre scenari nuovi, e per molti aspetti preoccupanti, nel mondo della produzione locale. Anche se occorrerà capire intendimenti e strategie del nuovo gruppo.
(Foto: Fotocronache Germogli)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 Marzo 2020



2 commenti
Ancora una volta agricoltura e nutrimento si concentrano in poche mani quotate in borsa. Vecchie logiche causa di grandi disastri che stiamo vivendo. Anche il Mugello nella morsa dell’economia ultraliberista. Forse abbiamo bisogno di segnali ancora più forti per mettere in discussione i modi di produzione concentrazione distribuzione adottati sino ad oggi?
Vai, bisognerà smettere di comprare anche la mukki