MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO – Giovedì 9 aprile – Giovedì Santo
Esodo 12,1-8.11-14 Salmo 115 Prima Lettera ai Corinzi 11,23-26 Giovanni 13,1-15
Dio ha ordinato a Mosè di fare perenne memoria della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto attraverso un rito ben preciso: “Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”.
Anche Gesù lo ha celebrato. Gesù non compie un rito nuovo, diverso, alternativo: no! Celebra proprio lo stesso rito e lo porta a compimento. Se il rito antico ricordava un atto del passato, semplicemente per non dimenticare e rendere grazie a Dio del suo amore fedele, il rito nuovo di Gesù è un atto che si compie nell’oggi, è attualizzazione dell’opera di Dio. Ogni volta che mangiamo il pane e beviamo il vino siamo resi partecipi della Pasqua di Gesù. Egli diventa nostro contemporaneo. Uniti a Lui oltrepassiamo la morte ed entriamo nella vita.
Non è possibile non commuoversi nell’ascoltare queste parole dell’apostolo Giovanni riferite a Gesù: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”.
L’amore di Gesù non ha mai un termine, sia nell’ordine del tempo che dell’intensità.
Pensiamo alle generazioni di persone che hanno vissuto di Gesù lungo la storia: è una schiera infinita di uomini e donne che non è possibile contare. Tutti amati sino alla fine! E noi oggi! Come non essere grati!
Buon Triduo Pasquale!
don Luciano



