MUGELLO – Sembra passato un secolo da quando il 19 febbraio scorso presentai una interrogazione, la n. 3890 del protocollo dell’Unione nella quale chiedevo una urgente convocazione del Consiglio dell’Unione per adottare le misure precauzionali, come fra l’altro l’adozione di dispenser di gel antisettici per ridurre i rischi di diffusione del contagio. Oggi registriamo nel nostro territorio situazioni critiche come quelle che hanno riguardato il contagio in alcune RSA senza che, evidentemente, ci sia stato un sufficiente controllo da parte della USL-Società della Salute.
Ma è tempo di pensare, durante l’emergenza ancora in corso, al futuro economico dei nostri territori e soprattutto delle aziende e delle famiglie del Mugello e dell’Alto Mugello. Mi balzano alla mente tre dei problemi che coinvolgono la nostra area in questo tempo. L’Ospedale di Borgo, l’immediata necessità di riavviare i lavori stradali nell’Alto Mugello, e la questione della produzione mugellana del latte in presenza dell’arrivo del “socio forte” Newlat in Mukki. L’Unione dei Comuni deve immediatamente pronunciarsi chiaramente ed attivarsi. Più in generale, prorogare le misure di contenimento è facile, il problema è cosa fare dopo. Non abbiamo sentito una strategia su come controlleremo l’epidemia e su come ricostruire un Paese in profonda sofferenza. Le commissioni vanno bene, ma serve la politica, quella che decide e risolve. Vorrei un governo che governi con gli uomini migliori e competenti di tutte le forze politiche.
In questa drammatica situazione per l’Italia come consiglieri comunali di Forza Italia nei Comuni del Mugello ed Alto Mugello, molti di noi si sono ispirati ad un imperativo categorico: niente scontri in questa fase, se vogliamo guardare al futuro c’è una precondizione: coesione, unità, condivisione, altrimenti non si va da nessuna parte Devo dire che alcuni sindaci di centro-sinistra si sono comportati correttamente informandoci costantemente discutendo con noi le migliori soluzioni da adottare ascoltando i nostri suggerimenti. Così non è stato purtroppo in molti altri contesti comunali, regionali e soprattutto a livello nazionale.
Ma oggi vorrei parlare solo di futuro, continuando a smorzare le polemiche maggioranza-opposizione, che pure potrebbero legittimamente manifestarsi, per ragionare su come contribuire a far ripartire questo Paese per un nuovo inizio che chiede un’operazione verità sulla crisi e le strategie per la ripartenza, marcando la distanza da chi fra gli alleati ha sbagliato quando in difformità dal voto degli italiani ci ha regalato Conte ed i cinque stelle proprio come fanno ora in barba alla volontà popolare Renzi ed il Pd. L’Italia ha bisogno per rialzarsi economicamente dopo aver difeso il bene primario della salute dei suoi cittadini di utilizzare a tutti i livelli tutti gli strumenti a disposizione, senza pregiudizi ideologici, non possiamo permettercelo. Bisogna guardare ai fatti alla nostra disponibilità nei confronti del Governo la maggioranza parlamentare e soprattutto Conte, nonostante gli inviti del Presidente della Repubblica, finora ha risposto con poca attenzione e ingiustificate polemiche, come nella conferenza di Conte dell’altra sera quando ha attaccato Salvini e la Meloni dimenticando che chi è al governo ha un dovere di responsabilità in più, non si attacca l’opposizione a reti unificate e senza contraddittorio.
I fatti: per la nostra esperienza sul territorio registriamo che l’unico intervento che sta andando a buon fine è quello dei buoni spesa messo in campo attraverso le Amministrazioni Comunali, che ovviamente deve essere completato e ripetuto. Per il resto non è possibile che a 5-6 settimane dal lockdown non sia arrivato un euro a nessuno, cassintegrati, imprese, famiglie, partite IVA che aspettano ancora i pochi 600 euro. All’estero i soldi stanziati sono arrivati in pochi giorni sui conti correnti dei cittadini. Serve chiarezza, immediatezza e semplicità. Non si possono fare Dpcm in serie, decreti da 100 pagine e cambiare le autocertificazioni 5 volte. Manca una strategia. Non si può navigare e vista e rincorrere i problemi.
Noi insistiamo: una moratoria per il 2020 sugli adempimenti fiscali e contributivi per chi è stato colpito dalla crisi, come turismo, spettacolo, commercio non food etc. Non si possono rinviare le scadenze di un mese alla volta, è un’agonia. A chi è stato in prima linea va aumentato sensibilmente lo stipendio, penso a medici infermieri e a tutti coloro che hanno operato in prima linea. Nel settore privato vanno azzerate le tasse ai lavoratori dell’alimentare e affini. E poi alle imprese non basta solo la liquidità per ripartire.
Ci vuole anche un risarcimento per il periodo di chiusura, ci sono filiere che avranno danni per mesi se non per anni. Come Forza Italia abbiamo proposto fin dall’inizio della crisi sanitaria 100 miliardi, compresi i 25 stanziati a marzo e non ancora spesi. In aprile c’è da fare il Def e nessuno ha ancora detto una parola chiara su questa crisi. Quest’anno rischiamo meno 11-12% di Pil e poi un rimbalzo del 6-7% l’anno dopo. Sono cifre mai viste, choc spaventosi che rischiano di ammazzare l’economia e la società italiana. Se continuiamo a navigare a vista rischiamo grosso, a fine mese comincia la stagione della valutazione del rating del nostro debito e noi siamo a due passi dal livello spazzatura. Se subissimo un downgrade sarebbe difficile anche per la Bce continuare a comprare i nostri titoli. Serve un’operazione di concretezza per dare risposte prima di tutto alla gente e poi anche ai mercati. II Fondo disoccupazione e i finanziamenti della Bei sono utili ma non risolutivi. Quanto al Mes, l’Italia ci ha messo dentro 14 miliardi di euro, ora prendiamoci i 36 che ci spettano, dato che è una linea di credito senza condizioni, per rifare la nostra Sanità. Non vorrei regalarli agli altri per ragioni di pregiudizio ideologico. Vanno usati tutti i fondi disponibili e subito. Per quanto riguarda i coronabond Il punto centrale è capire le condizioni. Se è un fondo con garanzie europee, a tassi bassi e alta potenza da 500-1.000 miliardi, evviva. Ma se non ci sta la Germania, non serve a nulla.
Rodolfo Ridolfi – Capogruppo Forza Italia
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Aprile 2020




