MUGELLO – Il 18 è alle porte, ma ancora c’è molta confusione ed incertezza su quello che lunedì potremo trovare aperto o meno. Confusione che attanaglia anche chi deve aprire, in quanto continuano a tardare indicazioni sia di livello regionale che nazionale. E se proprio in queste ore è in corso un Consiglio dei Ministri allargato ai presidenti di regione dal quale escono notizie ancora da confermare di una tabella di marcia di riapertura molto cauta e scaglionata dal 18 maggio al 3 giugno prossimo, la Regione Toscana con il suo presidente Enrico Rossi continua a perorare la propria ricetta in vista del 18 maggio: riapertura scaglionata delle attività, con un calendario che da domani, sabato 16 maggio, per due settimane permetterà piano piano il via libera a negozianti di vicinato (a partire proprio da domani), poi parrucchieri ed estetisti (da giovedì 21) ed infine i ristoranti (da lunedì 25). Una soluzione che però non piace ai sindaci, a partire dai primi cittadini di Firenze Dario Nardella e di Prato Matteo Biffoni, che parlano di tensione sociale troppo alta per rimandare l’apertura.
Di rimando, il governatore Rossi continua a predicare calma con lo scopo di evitare di dover richiudere tutto tra due settimane: “Non si può dire che 30 casi al giorno siano pochi e siamo ben lontani dal contagio zero – ha detto Enrico Rossi a La7 – E ci aspettiamo ancora di capire come le riaperture del 4 incidono su questo quadro epidemiologico. Come sappiamo tutti, gli effetti li vediamo dopo 7-10 giorni. I movimenti rimessi in circolo delle persone su mezzi pubblici, nelle fabbriche, in generale in tutti gli ambienti dovrebbero dare un effetto a fine settimana, inizi della prossima. Questo è l’altro aspetto di cui tenere di conto. Non si deve assolutamente sottovalutare la situazione”.
Andrea Pelosi
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 maggio 2020



