MUGELLO – Sono molte le storie che ci sono state raccontate in questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Storie di burocrazia maldestra, di troppa rigidità nell’applicazione delle regole da parte di chi deve controllare, o di troppa negligenza da parte di chi queste regole le deve rispettare. Ebbene la storia che trova spazio sulle pagine del quotidiano La Nazione in edicola oggi vede come protagonista Giugnola ed i suoi residenti. Sessantasette anime, una cinquantina di case per un paesino in pieno Appennino tosco-emiliano che di fatto è diviso in due: metà è frazione di Firenzuola e metà è frazione di Castel del Rio.
Una situazione ideale per raccontare i paradossi delle regole legate al lockdown ed alla rigidità di tali regolamenti, che non permettendo iil transito alle persone fuori dalla propria regione, di fatto hanno ricreato quella dogana che ormai da oltre 150 anni è stata abbandonata, creando non poche difficoltà ai cittadini. Anche nelle cose più piccole, come andare a fare la spesa: i residenti nella parte di frazione emiliana hanno potuto recarsi a Castel di Rio, distante solo 10 minuti, mentre chi abita nella parte toscana ha dovuto prendere la macchina ed andare a Firenzuola, ben 40 minuti di tragitto. E c’è anche chi, come racconta la signora Alessandra al quotidiano nazionale, si è preso 500 euro di multa perché, residenti nella parte emiliana, sono andati a Piancaldoli, nella parte Toscana, a prendere un po’ d’acqua a una vecchia fonte.
Insomma, storie di burocrazia e regole, che troppo spesso non tengono a mente i casi particolari che la vita ci mette di fronte.
A.P.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 maggio 2020




1 commento
purtroppo questi fatti spregevoli sono dovuti a gente che fa le regole a tavolino ,senza valutare le reali cause o conseguenza possibili che si potrebbero scatenare da provvedimenti emessi a BISCHERO SCIOLTO come si dice in toscana. Spero che quel povero diavolo con il foglio della multa ci abbia pulito il posteriore. Sarebbe la miglior risposta.