BORGO SAN LORENZO – Una lettrice ci scrive la sua disavventura nel cercare di avere il rimborso per la stagione teatrale 2019/2020 al Teatro Giotto di Borgo. Una storia di burocrazia ed esasperazione. E l’l’assessore alla cultura Cristina Becchi risponde: “La signora ha ragione”.
Non avrei mai immaginato che una cosa tanto semplice si riuscisse a farla diventare quasi impossibile. Mi riferisco agli abbonamenti della stagione teatrale 2019/2020 al Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo. Il Covid 19 ovviamente ha provocato l’annullamento di alcuni spettacoli che i titolari di abbonamento avevano già regolarmente pagato.
Nei primi giorni di chiusura obbligatoria, nel mese di marzo, ricevo una telefonata dove gentilmente mi viene comunicato che posso richiedere il rimborso parziale degli abbonamenti mio e di mio marito e per questo devo inviare una mail con tutti i dati anagrafici di entrambi ed allegare le copie fronte/retro degli abbonamenti. Seguo le indicazioni ed in data 07 aprile invio la mail completa con gli allegati richiesti.
All’inizio di maggio ricevo una mail dove mi viene comunicato che per ottenere il rimborso devo accedere ad un link, fare la registrazione, riempire tutte le maschere, allegare le copie degli abbonamenti ed indicare il numero di Sigillo Fiscale. Questo due volte, una per me ed una per mio marito. Mi cimento nell’impresa, e dopo vari tentativi riesco ad arrivare ad un certo punto e tutto si blocca. Riprovo il giorno successivo ed arrivo al punto in cui devo allegare la copia fronte retro dell’abbonamento (attenzione separatamente un allegato per il fronte ed uno per il retro). Se no sarebbe troppo semplice.
Non ci posso credere. Dopo tutto questo lavoro, non accetta l’allegato. Non va bene il formato pdf.
Allora mi arrabbio e rispondo alla mail che avevo ricevuto chiedendo di semplificare le cose e lamentando la complicazione inutile creata.
La risposta :”può allegare le copie che aveva già allegato alla mail iniziale”. No, non posso perché sono in pdf. E questo formato non viene accettato.
Basta, mi rifiuto di andare avanti nella procedura… ed invio una mail lamentando la complessità dell’operazione ed anche il pensiero che molti fruitori degli spettacoli essendo anche non più giovanissimi, troveranno difficoltà a fare tutta questa procedura.
Ora, specialmente in questo periodo in cui la burocrazia andrebbe assolutamente eliminata, è mai possibile che la Fondazione Toscana Spettacolo non riesca a rimborsare gli abbonati avendo già una mail iniziale completa di tutti i dati richiesti?
Evidentemente anche qui ci sono apparati complessi che mettono in moto procedure tali da indurre chi ne ha il sacrosanto diritto a rinunciare al rimborso per non fare tutta la trafila prospettata.
L’assessore alla cultura del Comune di Borgo San Lorenzo Cristina Becchi condivide la protesta e il disagio della spettatrice borghigiana: “La signora – nota Becchi – ha ragione. Abbiamo fatto presente anche noi alla Fondazione Toscana Spettacoli che la procedura per i rimborsi era eccessivamente complicata. Purtroppo a volte enti e organizzazioni perdono il rapporto diretto con il cittadino, prevale il peso burocratico, e si diventa incapaci di semplificare. Il rapporto che abbiamo instaurato con Toscana Spettacoli è ottimo e dura da anni e lo dimostra la buona riuscita delle nostre stagioni teatrali: grazie alla collaborazione con la Fondazione abbiamo spettacoli di alto livello, costi contenuti, una efficace pubblicizzazione. Su questo specifico aspetto, purtroppo, si è evidenziata una lacuna. E auspico che l’esperienza fatta porti a migliorare e semplificare i meccanismi di rimborso”.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 maggio 2020



