Il laboratorio di Immunologia del Meyer guidato dalla prof.ssa Chiara Azzari utilizza un sistema di diagnosi batteriologica che permette di riconoscere il batterio della meningite e di altre infezioni in tempi ristrettissimi, dando un contributo salvavita alla salute pubblica: in massimo 45 minuti si ha la risposta, invece dai due giorni alla settimana che sono necessari alla procedura della coltura batterica, che per altro è almeno 15 volte più costosa.
Il brevetto, datato 2007, che negli anni ha portato a diversi riconoscimenti internazionali, consente di individuare in un campione di liquido biologico DNA batterico e farne la diagnosi di germe e la tipizzazione (ad esempio di tipo B o C per il meningococco).
“Paradossalmente in Italia abbiamo ottenuto riconoscimenti successivi a quelli raccolti a livello internazionale – dice la prof.ssa Azzari – ma ora i campioni arrivano da Bolzano a Siracusa: abbiamo insegnato il metodo a molti laboratori”, anche se ancora il sistema non è diffuso ovunque.
Nel frattempo sono stabili le condizioni della donna di Pontassieve di 69 anni ricoverata mercoledì scorso a Ponte a Niccheri per una meningite dal ceppo di tipo C. Le trenta persone venute a contatto con lei sono sottoposte a profilassi antibiotica.
Sul versante della prevenzione la ASL di Firenze ha inviato una lettera alle direzioni scolastiche per consigliare il vaccino contro la meningite a tutti i ragazzi delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo poi di coprire fra maggio e giugno circa 95mila dei 320mila che nel territorio fiorentino hanno un’età compresa tra gli 11 e i 45 anni.
Fabrizio Nazio
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2015





