
MUGELLO – 9 dicembre. Una data che il Mugello non dimenticherà presto. Un anno fa, era notte fonda quando, intorno alle 4.30 i mugellani sono stati svegliati da una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.5. Impauriti ed infreddoliti sono scesi tutti in strada. E tanti sono stati i danni: alle case, con centinaia di persone sfollate; alle strutture pubbliche, come il Municipio e l’ufficio postale di Barberino e le chiese tra cui la Pieve, Santa Maria a Vigesimo e l’Oratorio della Misericordia a Barberino, poi le chiese di Bosco ai Frati e di Petrona, la Pieve di Sant’Agata a Scarperia e San Piero e quella di Vaglia.
È passato un anno da quella notte ed ancora i segni si possono vedere: a Barberino il Municipio è ancora inagibile e saranno necessari almeno un paio di anni per ristrutturalo, e anche la Pieve di San Silvestro attende un consolidamento e restauro per poter riaprire, come ci spiega don Stefano Ulivi:”Il primo lockdown e la pandemia in generale hanno reso più difficile lo svolgimento dei lavori. I progetti di interventi sono pronti però dobbiamo muoverci avendo il consenso della Soprintendenza e del Genio Civile per avere l’approvazione del progetto. Inoltre essendo un lavoro grosso, da circa 50 Mila euro, ho bisogno anche del consenso dell’Arcivescovo. Speriamo di avere i preventivi entro Natale e poter partire con i lavori alla Pieve entro metà gennaio. I lavori per renderla agibile dureranno circa 5 mesi e poi potremmo abbandonare il tendone e tornare a dir Messa, seppur con i ponteggi. Per restaurarla, invece, serviranno ancora molti soldi e un altro anno. Alla fine di questi lavori decideremo, insieme ai fedeli, su cosa concentrarci: sulla chiesa di Badia o la cappella dell’Oratorio. Ma ora la priorità è la Pieve così da uscire dal tendone che d’estate è un forno e d’inverno un congelatore, nonostante le stufe”.
A Scarperia e San Piero, il punto più colpito è stato Sant’Agata, con danni alle abitazioni ed alla Pieve, ma neanche il capoluogo è stato risparmiato. Palazzo dei Vicari, la Pieve e la chiesa di Lumena hanno subito danni.
Senza contare Bosco ai Frati, la chiesa di Petrona e l’Oratorio della compagnia a San Piero a Sieve. “Non tutti gli interventi sono stati completati – spiega il sindaco Federico Ignesti – ma sia Palazzo dei Vicari che la Pieve di Sant’Agata sono stati messi in sicurezza e resi agibili in breve tempo, così come l’Oratorio di San Piero a Sieve. Per quanto riguarda Bosco ai Frati gli interventi sono in programmazione e comprenderanno anche la parte della canonica ed i locali della chiesa. Adesso stiamo aspettando il dipartimento nazionale della Protezione Civile e la Regione per definire le risorse che saranno stanziate in base alle priorità. Per quanto riguarda invece le abitazioni tutti i cittadini sfollati hanno ottenuto il contributo di autonoma sistemazione e stiamo iniziando a liquidare gli anticipi per le famiglie che hanno presentato i progetti ed hanno cominciato i lavori di messa in sicurezza delle case. Ricordo, fra l’altro, che la Regione Toscana ha stanziato 25 mila euro extra, oltre ai 25 mila già messi a disposizione dalla Protezione Civile”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Dicembre 2020



