VICCHIO – Officina Vicchio 19, gruppo politico di sinistra, più volte ha polemizzato con l’amministrazione comunale guidata da Fiippo Carlà Campa. Al capogruppo Emiliano Salsetta abbiamo rivolto alcune domande.
A Vicchio c’è un clima politico parecchio teso. Tutta colpa del sindaco? Il nostro obiettivo di lista civica non è quello di dispensare colpe né colpevolizzare chi la pensa diversamente da noi, ma mostrare pubblicamente gli atti amministrativi che a nostro parere non sono pensati per la collettività o risultano incompleti o totalmente fuori bersaglio. Crediamo che il potere e il dovere di controllo datoci dall’Istituzione che rappresentiamo, debba esser esercitato in maniera corretta e mai per tornaconto personale o politico. Veniamo accusati strumentalmente e gratuitamente di esser contrari e negativi ma probabilmente il sindaco a volte dimentica che noi siamo rappresentanti dei cittadini e le nostre istanze sono anche le loro.
Cosa imputate in particolare a Filippo Carlà Campa? Questa assoluta visione del “o con me o contro di me”. A noi non interessa.
Ovviamente se avessimo condiviso la sua visione e quella delle liste a lui collegate saremmo in maggioranza, no?
La nostra visione di “bene comune” diverge fortemente da come è stata interpretata da Carlà Campa finora e questo si ripercuote nei rapporti tesi e offensivi nei nostri confronti ma anche nelle difficoltà relazionali con cittadini ed altri enti.
Sicuramente alcuni tratti di trasparenza sbandierati in campagna elettorale sono stati completamente disattesi, come gli incontri pubblici ogni primo lunedì del mese per ascoltare la cittadinanza (mai fatti neanche in periodo pre-epidemia) e la totale assenza di una chiara presa di posizione sull’impianto eolico di Villore, giocando a nascondersi dietro al parere tecnico per fuggire dal prendersi responsabilità politiche nei confronti della cittadinanza.
Inammissibile.
Ci sarà qualcosa di buono e positivo nel suo operato e nelle sue scelte… Me ne dici almeno uno? A costo di risultare antipatici e altezzosi, non vediamo nessun risultato tangibile di cui esser contenti.
Se proprio dovessimo trovare una nota “positiva” forse risiede nell’aver comunque portato avanti gli eventi di memoria della lotta al fascismo avvenuti nel nostro paese anche in questo ultimo anno molto particolare.
Parliamo del lavoro dell’opposizione? Non deve essere un compito facile. Perché? Quali le difficoltà maggiori che incontrate? È un lavoro sporco, ma qualcuno lo deve pur fare (cit.).
Scherzi a parte, non è semplice perché, soprattutto agli occhi di chi non è molto dentro ai meccanismi istituzionali e non conosce a pieno poteri e possibilità dei consiglieri, sembriamo quelli polemici che trovano solo problemi e sono insoddisfatti.
In realtà è un lavoro lungo, (perché prima ci documentiamo sempre e in modo minuzioso) e utile a livello democratico (perché ricorda alla maggioranza e all’amministrazione che tutte le decisioni devono esser prese, giustificate e rendicontate in maniera ineccepibile), perché quel che si trovano a gestire è di tutti e rappresenta realmente ognuno degli 8184 cittadini vicchiesi, non solo a livello propagandistico ed elettorale.
Dicono che vi limitate e a polemizzare, ma senza proporre… E’ così? Assolutamente no. I fatti lo dimostrano in maniera incontestabile.
Tante mozioni presentate in consiglio (ovvero atti reali proposti per rispondere a nostro giudizio alle istanze dei cittadini, che si tratti di diritti o un maggior numero di cestini in paese) e votate anche dalla maggioranza del centrosinistra, e iniziative di collaborazione anche col PD vicchiese come la raccolta fondi per il banco alimentare, la partecipazione alla raccolta di rifiuti abbandonati, le firme per la proposta di legge antifascista, la distribuzione delle mascherine. Senza dimenticare iniziative fatte in solitaria, coi nostri (pochi purtroppo) fondi, per donare alle famiglie in difficoltà durante il primo lockdown dei pacchi scuola per i figli.
No, direi che non siamo a tutti gli effetti soltanto polemici.
Che sensazioni avete, rispetto alle reazioni della gente? I vicchiesi sono interessati alle polemiche politiche locali? Che atteggiamenti trovate? Purtroppo c’è molto timore a dire pubblicamente “bravi, continuate così”. E questo è frutto anche del clima citato inizialmente, creato da un carattere non certo accomodante né democratico verso pensieri divergenti.
Però girando per il paese e in privato riceviamo attestati di stima che ci confermano che, comportandosi in maniera trasparente e cristallina, anche gli inizialmente scettici stanno cominciando a capire l’importanza e la correttezza del nostro operato.
E in Municipio, nella macchina comunale, che clima avvertite? Sarebbe una domanda da rivolgere a loro, non vogliamo strumentalizzare le situazioni che conosciamo e mettere così in difficoltà i dipendenti comunali che nei nostri confronti si sono sempre dimostrati disponibili e aperti a rispondere alle nostre domande.
Sicuramente alcune scelte riorganizzative fate dall’amministrazione rischiano di penalizzare professionalità acquisite nel tempo e capacità personali, nonché creare malumore.
Avete eccepito anche sulle vicende recenti del Pd vicchiese. Cosa non vi torna? Non abbiamo niente a priori contro i nuovi reggenti, anche perché praticamente non li conosciamo così come crediamo neanche gli iscritti vicchiesi.
Il nostro era un ragionamento di più ampio respiro che mirava a stigmatizzare il comportamento, per certi versi dispotico, del primo cittadino che ha portato conseguenze su più livelli, sociali e politici.
In periodi di crisi di rappresentanza politica servono, a livello comunale così come nazionale, figure che sappiano e vogliano unire le già frammentate aree della cd sinistra, non figure accentranti a livello decisionale e comunicativo come ormai sono diventati molti sindaci, non per ultimo quello di Vicchio.
Come se ne esce, dunque? È dura, perché servirebbe una clamorosa inversione di marcia, un bagno di umiltà e la consapevolezza che, vincendo col 44%, significa che la maggioranza dei concittadini non ha condiviso e probabilmente non condivide tuttora il modo di fare di Carlà Campa. Tornare a confrontarsi serenamente, accettare le critiche e ancor maggiormente i buoni consigli che possono arrivargli anche dalla sua parte, troppe volte forse inascoltata.
Si ricordi il suo “#8184 ognuno conta”. Meno slogan e citazioni, e più fatti soprattutto nei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. Il Lago di Montelleri e la situazione di manutenzione del paese non sono mai stati così indecorosi in nessuna delle precedenti amministrazioni, dopo due anni le scuse stanno a zero.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 marzo 2021



