
MUGELLO – Con le scarpe sporche di terra. Me lo ricordo così, Adriano, oppure vestito all’inglese, di un’eleganza antica, quasi austera, e con il sorriso sulle labbra. E impegnato. Un imprenditore moderno e illuminato eppure di stampo ottocentesco, di quelli che la terra ce l’hanno nel sangue. Già, la terra. Da Valdastra la bellezza è così forte che mentre ti libera t’incatena. Me l’immagino, Adriano, la prima volta quassù, afferrato da una seduzione selvaggia. Lo stridio dei grilli, i cinghiali, la lepre. I Medici. Vi ricaricava le pile. Chi vive in campagna ha un doppio sguardo sulla vita. Lento e veloce. È un vantaggio. Quando lo chiamavo, rispondeva dalla stalla delle vacche, dal bosco, dal trattore. Lento. Oppure dalla sala di un convegno, da un mercato, dalla fiera del bestiame. Veloce. Poche parole e andavamo subito al punto.
La terra, si, e il Mugello. Un braciere di emozioni, peggio di una droga. Ovunque andrà se ne porterà un pezzo con sé. Gli farà compagnia.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Marzo 2021



