BORGO SAN LORENZO – I militari della Stazione dei Carabinieri Forestale di Borgo San Lorenzo hanno accertato che, durante l’attività di trivellazione di un pozzo per uso domestico, la ditta incaricata ha prodotto fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci, abbandonandoli in modo incontrollato al suolo. Un comportamento che vìola il Testo Unico Ambientale, che vieta l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo.
Il titolare, a seguito dell’accertamento, ha cessato prontamente e spontaneamente le modalità di gestione del cantiere, interrompendo l’abbandono al suolo dei rifiuti, ed ha provveduto ad asportare i rifiuti dal suolo, a metterli in sicurezza e ad avviare a smaltimento/recupero di circa 10.000 chilogrammi di rifiuti, con i militari che hanno potuto verificare il ripristino dello stato dei luoghi.
Considerando che la condotta illecita è stata prontamente interrotta e che sono state effettuate la rimozione dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi, tenuto conto del rapporto di prova che ha classificato i rifiuti come non pericolosi, considerato che l’abbandono dei rifiuti, per gli elementi emersi, non ha cagionato danno o pericolo concreto all’ambiente, non ha interessato risorse urbanistiche o paesaggistiche protette, preso atto dell’avvenuta regolarizzazione delle inosservanze riscontrate, i Carabinieri forestali hanno disposto, in base alle previsioni del Testo Unico Ambientale, una multa pari a € 6.500 euro.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 agosto 2021





