
MUGELLO – I parroci del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta del pievano di Vicchio, don Maurizio Pieri.
Ancora un Vangelo, questa domenica in cui incontriamo Gesù che sta percorrendo un tratto di strada verso Gerusalemme con i suoi discepoli. Ha appena annunciato, per la terza volta, la sua passione, morte e resurrezione, eventi che avverranno proprio a Gerusalemme, luogo della meta del loro cammino.
Marco ci presenta un Gesù maestro che istruisce i propri discepoli lungo la strada in cammino, metafora del cammino della nostra vita in sua compagnia. E la meta è anche per noi Gerusalemme il luogo cioè del dono totale di se stessi, proprio come Gesù.
E cosa ci insegna il maestro? Prima di tutto credo voglia farci entrare in una logica nella quale è necessario distaccarsi dal proprio io e sgonfiarlo, ponendo come logica di base del nostro vivere, il donarsi, l’amore per gli altri e per Dio.
Seguire uno stile di vita in cui al centro c’è il proprio io, comporta il perdere di vista un orizzonte più ampio, si perde quell’armonia verso il disegno di Dio voluto per tutta l’umanità, per me come per i miei fratelli, e la parte di questo disegno che riguarda me, non potrà mai essere in contrasto con quello dei miei fratelli.
Se rimarrò nella logica in cui al centro di tutto c’è il mio io, sarò spinto a farmi spazio, magari calpestando i piedi di mio fratello, oppure ad assumere uno stile di vita fondato su una competizione, che talvolta diventa disumana, cioè con perdita di umanità.
Oggi molti rapporti umani si basano su questa competizione: dal mondo del lavoro, al mondo dello sport, talvolta anche nei rapporti affettivi e di amicizia. Gesù ci chiama a cambiare rotta, ci insegna che avere uno sguardo più ampio e uno sguardo carico d’amore verso se stessi e verso gli altri, comporta un arricchimento di umanità, che genera gioia nei nostri cuori. Perché è questo il fine dell’uomo, vivere nella gioia.
Gesù ci insegna che la strada della gioia è donarsi, è mettersi a servizio. Mi tornano in mente i volti stanchi, ma felici di tanti giovani volontari nel periodo del lockdown dell’anno scorso, li ho visti disponibili, attenti , interessati, impegnati nello svolgere un servizio per il bene comune. Stanchi, ma davvero felici. Questa esperienza è stata per loro un esperienza forte e umanizzante, credo che quel servizio per molti sia stato un gradino bello della loro crescita.
Don Maurizio Pieri – Parroco di Vicchio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Ottobre 2021

