
BARBERINO DI MUGELLO – È stato un lungo periodo di reclusione quello vissuto dal sindaco di Barberino di Mugello Giampiero Mongatti risultato positivo al Coronavirus, nella variante Delta, lo scorso 9 ottobre. Oltre un mese e mezzo chiuso in casa, compresa la quarantena preventiva. Un periodo lungo che ha fatto riflettere il Primo Cittadino, ma anche dandogli alcuni motivi per essere grato.
Innanzitutto, come hai scoperto di avere il Covid? Niccolò, mio figlio, è stato messo in quarantena fiduciaria perché è stato a contatto con un positivo, di conseguenza ho pensato che fosse la cosa più responsabile da fare attendere il risultato del suo tampone senza avere contatti e quindi non rischiare di contagiare nessuno. Si è rivelata una scelta saggia.
Che sintomi hai avuto? Premetto che sono stato fortunato, sono stati lievi: raffreddore, mal di gola, mal di testa, tosse, lacrimazione degli occhi ed una leggera febbre per i primi 4/5 giorni. Tutte cose riconducibili ad una banale influenza anche se accompagnate da un forte senso di spossatezza che mal si accomunava con i sintomi che avevo.
In molti hanno provato una specie di senso di colpa, soprattutto di aver contagiato altre persone, è così anche per te? No, assolutamente no. Perché mi sono isolato molto prima, per estrema precauzione, e quindi sono sicurissimo di non aver contagiato nessuno.
Oltre un mese e mezzo in casa, è tantissimo tempo, cosa comporta, cosa hai provato? Psicologicamente non è facile perché manca il rapporto con le persone, a parte i familiari ovviamente. Avere rapporti con le persone attraverso uno schermo non è la stessa cosa che incontrarle dal vivo. Ecco, questa è stata la cosa che mi è pesata più di tutto. Sì, mi è mancata totalmente la socialità, sia quella legata ai rapporti affettivi che quella che il mio lavoro comporta.
Siamo già stati chiusi in casa per lungo tempo durante i lockdown, che differenza c’è? Sì, è vero, abbiamo già vissuto una situazione simile ma, tuttavia, ho sentito lo stesso un grosso senso di perdita.
Però, rispetto al lockdown, eri solo tu “richiuso”, non ti sei mai sentito come in punizione, come se tutti si divertissero tranne te? No, capisco che possa essere una sensazione che alcune persone possano provare ma non è il mio caso. Forse è anche a causa del fatto che io, a differenza di molti altri, non ho mai smesso di lavorare. Anzi, al contrario mi ci sono buttato a capofitto ed avevo difficoltà a staccare. È un problema che ho sempre, ma quando monto in macchina o apro il portone di casa “spengo la spina”, in questo caso mi sentivo sempre “in servizio”.
A proposito, qual era la tua routine? [ride] È difficile parlare di routine! Mi alzavo, facevo colazione ed andavo nello studio a lavorare!
Un vero stakanovista! Ma hai avuto anche modo per riflettere o lavorare è stata una specie di via di fuga per non pensare? No, sicuramente ho avuto anche modo per riflettere, è una cosa inevitabile quando sei in isolamento ma, ammetto, di essere arrivato sempre alle stesse conclusioni: bisogna cercare di non dimenticare mai l’importanza della normalità. Tutto quello che abbiamo è importante e te ne rendi conto quando ne vieni privato e la mancanza si fa sempre più forte. Cerchiamo di mettere ordine alle nostre priorità e diamo importanza ai nostri valori ed ai nostri obiettivi.
In quanto sindaco hai passato tutto il periodo della pandemia a raccomandarti di seguire comportamenti responsabili, allo scopo di non contagiarsi e diffondere la malattia. Poi, ti sei ammalato tu, lo vivi come una sorta di “fallimento”? No. Pur essendo una persona che si fa molti sensi di colpa, per tante cose diverse, non è questo il caso. Questo perché ritengo, in tutta onestà, di essermi comportato correttamente. Sta accadendo a molti di ammalarsi, nonostante il vaccino ed i buoni comportamenti, è un rischio che si corre anche a causa del fatto che, rispetto ad un anno fa ma anche prima, siamo più liberi, partecipiamo a molte più attività sociali e questo comporta un’esposizione maggiore. Mi sono sentito fortunato, e non “fallito”, perché ho avuto modo di vaccinarmi, prima di contrarre il virus. Ripeto, non mi sento in colpa anzi, penso di essere uno dei tantissimi casi che dimostrano quanto il vaccino sia importante. È vero, non impedisce il contagio al 100% ma riduce moltissimo i sintomi. Infine, questo mi fa pensare alle persone che hanno avuto il Covid prima che fosse disponibile ed alle pesanti conseguenze sulla salute o, ancora peggio, hanno perso la vita. E, ancora, mi sento fortunato.
Sei stato contagiato da tuo figlio, e come te molte altre persone. Questo perché i giovanissimi non sono stati vaccinati. Dobbiamo vedere la scuola come una specie di bomba ad orologeria? No, assolutamente. Dire che la scuola è un focolaio non è esatto e non è una una bomba ad orologeria. Sappiamo per certo che la variante Delta, rispetto alla precedente, colpisce anche i bambini, facendone veicolo di contagio. Per questo invito tutti, quando sarà approvato il vaccino per i più giovani e dovrebbe essere a breve, di aiutarci a combattere la pandemia immunizzando anche i nostri figli. Non penso che il problema sia la scuola ma il fatto che i bambini non sono vaccinati ed hanno mille ed una occasioni di contagio, non solo tra le mura scolastiche.
Qual è la prima cosa che avresti voluto fare, e che hai fatto, una volta negativo? [Ride] Sono molte in realtà ma…sinceramente? C’è una cosa che vorrei fare e che ancora non ho avuto modo. Ho passato il mio compleanno in quarantena e quindi vorrei festeggiarlo con mia mamma e la famiglia di mio fratello, oltre alla mia. Questo momento conviviale, familiare, mi è mancato e vorrei recuperarlo.
Ora che “ci sei passato” c’è qualcosa che vuoi dire, una sorta di messaggio? Diciamo che, nel corso di questa intervista, ho detto molte cose che sentivo di voler condividere. Non mi stancherò mai di ripetere che la salute è qualcosa di estremamente importante. Cercate di proteggerla il più possibile, di proteggere dal Covid voi stessi e gli altri e questo è possibile attraverso la vaccinazione ed i comportamenti responsabili. Mi raccomando!
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 novembre 2021



