MARRADI – “Purtroppo torno a scrivere per una comunicazione davvero terribile e totalmente inaspettata. Ci hanno informato della volontà della nuova proprietà dell’Ortofrutticola del Mugello di chiudere lo stabilimento di Marradi per spostare tutto a Bergamo. Questa è una pugnalata al cuore del nostro paese, capitale del Marrone, e della nostra comunità.
La fabbrica dei marroni, come la chiamiamo noi, è la fabbrica di Marradi, un punto di riferimento e un volano per tutto il territorio e faremo di tutto perché questo non accada. Abbiamo tutti un familiare, un amico, che ci lavora. È un presidio fondamentale per garantire la vita della nostra piccola comunità”: lo scrive il sindaco di Marradi Tommaso Triberti, dando la notizia dell’intenzione di Italcanditi, che acquisì lo stabilimento un anno fa promettendo investimenti e rilancio, di spostare la produzione a Bergamo.Domani in teatro si terrà un’assemblea dei lavoratori, con il sindacato: “Ci parteciperemo – dice Triberti-, e stiamo informando tutte le istituzioni di ogni ordine e grado. Metteremo in campo tutte le forze che abbiamo per scongiurare questo durissimo colpo, all’economia del nostro paese, certo, ma prima ancora a tutta la nostra comunità”.
Il sindaco è amareggiato: “Mai avremmo pensato di dover combattere questa battaglia. Marradi nei momenti più difficili ha sempre dimostrato di essere unita e mai come questa volta c’è bisogno di tutti. Oggi ci raccogliamo attorno ai lavoratori e alle loro famiglie. Uniamoci tutti per cercare e trovare soluzioni, per garantire un futuro alla nostra fabbrica, qui dove ha le sue radici. Ringrazio tutte le forze istituzionali, sociali e politiche che stanno facendo quadrato. Insieme combatteremo questa battaglia per il futuro del nostro territorio”.
(Foto Marta Magherini, anno 2012)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Dicembre 2021







1 commento
Dispiace molto per chi nella fabbrica dei marroni ci lavora.Ai politici poi va ricordato che sono loro che dovrebbero anticipare e prevedere e non arrivare sempre dopo, sempre in ritardo.