Ci scrive un lettore, a proposito di “Ingorgo sonoro”: “Sabato prossimo ancora Ingorgo Sonoro a San Piero, ovvero bevute senza limiti. Una pro Loco ovvero un’associazione sostenuta dal pubblico che fa delle bevute il suo main sponsor? Lo scorso anno una rissa e un ragazzo fiorentino con il naso rotto. La Proloco annunciò “per il prossimo anno e tutte le future edizioni un ulteriore aumento delle misure di sicurezza”. Solo parole, parole, parole o che cosa? Sapete qualcosa voi?”
Sappiamo che in effetti il numero delle bevute alcoliche è superiore ai brani musicali messi in onda dai dj in tutta la serata. E pensiamo che la pubblica amministrazione un messaggio più forte e più chiaro dovrebbe darlo.
In caso di eventi che vedono assembramenti e spostamenti di masse numerose, il Prefetto o chi per lui stabilisce limiti alla somministrazione di alcol.
Potranno storcere il naso tutti coloro che dalla vendita di ettolitri di birra, vino e cocktail ci guadagnano parecchio. Ma certo un comune, una Società della salute, un asl non possono farsi belli con i controlli anti alcol, con la diffusione di alcol-test, con sporadiche iniziative di sensibilizzazione, e poi non prendere provvedimenti, che almeno frenino gli eccessi, facendo finta di niente.
Bisognerebbe dirlo forte e chiaro, che ci saranno per tutta la notte controlli massicci di polizia, vigili e carabinieri per il controllo del tasso alcolemico di chi guida. E a monte, occorrerebbe un’ordinanza di divieto di somministrazione degli alcolici, di tutti gli alcolici, nell’area dell’evento. La formula di successo di Ingorgo Sonoro non sarebbe sminuita dal fatto che quella notte sarà più difficile sbronzarsi. Aspettiamo fiduciosi che le pubbliche autorità, prima o poi, battano un colpo più coraggioso. Anche perché sarebbe sciocco aspettare il fattaccio per correre ai ripari.
il filo
p.s.: Abbiamo intervistato sull’argomento il sindaco Federico Ignesti. Ecco quello che ci ha detto.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Luglio 2015






