Errare è umano, anche nella pubblica amministrazione. Capita così che si continui a sbagliare il nuovo nome del Comune di Scarperia e San Piero che non è stato ancora metabolizzato, visto che si trovano note della Prefettura dove c’è ancora solo “Scarperia”, e della Regione Toscana che scrive “Scarperia e San Piero a Sieve”-.
E a proposito di strafalcioni, nel bando regionale recentemente pubblicato, relativo all’alienazione dell’ex-ospedale di Luco Mugello balzano agli occhi due errori, uno dei quali piuttosto curioso.
Il primo errore riguarda la via. Si ubica infatti il grande immobile da vendere, in via Traversari a Luco, quando invece, si sa, la via luchese si chiama “Via Traversi”. Questo poco male, l’edificio –piuttosto… vistoso!- lo si trova anche se l’indicazione della via è errata.
Poi c’è un richiamo, nel testo del bando, alle “Leggi Saccardi”… “i beni mobili, valutati come pertinenziali, dovranno essere conservati e manutenuti nelle attuali collocazioni, in quanto parti essenziali ed originale del Convento Camaldolese, soppresso nel 1808 dalle leggi napoleoniche, poi ripristinato da Ferdinando III di Toscana ed infine definitivamente soppresso con le leggi Saccardi del 1867”.
Così scrive la Regione. Peccato però che le leggi Saccardi non esistano. Le norme che consentirono allo Stato di incamerare i beni ecclesiastici sono infatti le “Leggi Siccardi”. Siccardi, non Saccardi. Forse un lapsus freudiano, quello di attribuire a queste leggi il nome della potente assessore regionale Stefania Saccardi…
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 agosto 2015






