
MUGELLO (giù di lì, nei dintorni fra Barberino e San Piero a Sieve) – Si parla tanto di turismo che rispetti l’ambiente, per valorizzare il territorio favorendo il camminare a contatto con la natura, e ne abbiamo un esempio eclatante: La Via degli Dei frequentata da migliaia di viandanti, con una ricaduta importante per l’accoglienza turistica locale. Dati di fatto. Però, poi, nelle pieghe del progetto Cafaggiolo, villa medicea elevata a Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, ecco che i propositi idealistici sulla fruizione del paesaggio vengono sopraffatti dalla proprietà che chiude antichi sentieri al passaggio pedonale. Ne parliamo con Tatiana Bertini, capogruppo di Liberamente a Sinistra nel consiglio comunale di Scarperia e San Piero.
Oltre al tracciato e alle varianti dell’oggi famosa Via degli Dei, ci sono anche altri percorsi, discretamente frequentati, lungo antichi sentieri curati dal CAI che si snodano fra località e edifici storici, e uno dei più conosciuti è quello fra le ville medicee di Trebbio e Cafaggiolo, qual è la situazione? Vista l’istanza pervenutami, in consiglio comunale ho presentato una domanda di attualità riguardo alla chiusura di percorribilità del sentiero CAI Soft trekking n. 8, che da Casa Doccioli scende verso il castello di Cafaggiolo (e viceversa). La chiusura del sentiero fatta con una catena, per passare soltanto a piedi, potrebbe essere anche funzionale, non contestabile; il problema è che se la percorri, ti vengono incontro con il cavallo chiedendoti di andartene, in quanto proprietà privata. Alla domanda di attualità posta, mi è stato risposto che essendo appunto proprietà privata, possono fare quello che vogliono e che verranno a questo punto rivisti i sentieri CAI. E che farà il nuovo proprietario di Cafaggiolo, chiuderà tutti i sentieri intorno al Castello?

Indubbiamente, la zona fra le due ville medicee, con l’estensione fino a San Giovanni in Petroio e a Spugnole, si presta molto per le camminate e in qualche caso anche per escursioni in bici, ma cosa succederà? Ricordo che nell’assemblea pubblica, dove venne presentato il progetto “Cafaggiolo”, ci venne detto che la sentieristica intorno al castello, essendo questo “Patrimonio dell’Umanità”, sarebbe stata percorribile, anche con la costruzione di una parte di ciclabile, al fine di non togliere dalla vista dell’umanità, quello che per la stessa è stato dichiarato Patrimonio. Mi sembra che la decisione presa invece, vada nella direzione completamente opposta!
Quindi è un progetto che tutela la proprietà privata e chiude ad ogni possibile interlocuzione con le altre realtà del territorio che operano nel settore turistico? Con queste decisioni, le premesse perché il Castello di Cafaggiolo rimanga accessibile alle persone in quanto patrimonio Unesco, non ci sono, visto che per tutelare l’interesse del privato, si viene meno alla garanzia della tutela di un interesse collettivo! E se anche il proprietario della tenuta di Tagliaferro chiudesse il passaggio pedonale, che si farebbe, si chiuderebbe la via Degli Dei?
(immagini, cortesia Sergio Mariotti)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 04 Aprile 2023






9 commenti
Secondo me di sta ritornando al feudalesimo. Se per caso avete in mente una petizione che sblocchi la situazione almeno a piedi,la firmerei, visto che il sentiero C.a.i. è di interesse storico- culturale, ed anche cruciale, per chi volesse intraprendere una strada diversa e pur sempre molto bella, verso il Castello del Trebbio, passando per i boschi anziché per banali carrabili dove tutti i turisti vengono convogliati. Ho sempre avuto il massimo rispetto per questi boschi.
Il Padrone compra… Il padrone decide. Questo succede a vendere beni Unesco a privati!!!
Se non vuole che le persone passino a piedi nei sentieri, viottoli o nei boschi, il comune deve dirgli che deve creare un fondo chiuso e pagare quanto dovuto. So che la forestale permette di andare in certi ambienti anche se sono riserve di caccia o con divieto di raccolta funghi o altri prodotti agresti.
Allora, da una parte si vuole il recupero e lo sviluppo, poi però si contesta la chiusura del viottolino per il viandante. Io direi che se si ha voglia di camminare il posto non manca.
Avendo comprato anche il golf, che fine farà la strada vicinale che lo attraversa?
La proprietà la chiuderà con la complicità del comune di Scarperia e San Piero declassificando la strada vicinale per autorizzarne la chiusura oppure il comune si opporrà o chiederà una strada alternativa?
La strada alternativa c’è già ed è quella che collega Gabbiano a San Gavino, che era stata costruita anni fa dai precedenti proprietari del golf in cambio della chiusura della strada vicinale che attraversa i campi di gioco. Il comune non ha mai preso in consegna questa strada in quanto soggetta, più volte, a frane. Mi sa che adesso il pericolo frane verrà in qualche modo superato; attendiamo comunque la risposta del nostro sindaco
Il problema non è di questi giorni. Sono ormai decenni che i proprietati hanno chiuso i fondi e i taglialegna hanno distrutto sentieri millenarisenza che nessuno abbia richiamato all’ordine gli uni e gli altri. Come sempre, ci si accorge solo dei fenomeni eclatanti….
Ma… sai ai politici piddini della Toscana che gliene importa del “turismo lento”, dell’escursionismo, dei valori del paesaggio, della fruibilità della sentieristica da parte della collettività, tutte cose con cui demagogicamente si riempiono la bocca (e le campagne elettorali)?
Basta vedere il “riguardo” con cui renziani e piddini mugellani, e l’amministrazione regionale stessa, hanno considerato il SENTIERO EUROPEO E1, che IN TEORIA dovrebbe essere oggetto della massima tutela, ma che, con la scusa di una produzione energetica RISIBILE, è stato graziosamente regalato alla speculazione e alle colossali ruspate di un investitore privato, che farà poi, certamente, un po’ di donazioni volontarie a qualche fondazione della “giusta” area politica…
si preoccupano di un sentiero che in realtà è solo un raccordo e non si fa una battaglia a proposito della variante alla statale, quella sì che sarà devastante. Rovinerà tutta la zona attorno a S.Giusto a Fortuna, una angolo di campagna intatto….francamente a me sembra che gli amministratori di S.Piero a Sieve non si distinguano per l’amore per il loro territorio. Sono come tutti gli altri, pensano solo a cementificare…