FIRENZUOLA – Si terrà domani, martedì 25 aprile, alle ore 11 una messa di ringraziamento con il Card. Betori nella chiesa di San Giovanni Battista a Firenzuola. Al termine si terrà la tradizionale processione, con l’immagine della Venerabile Suor Diomira Allegri e l’immagine della Madonna del Buonconsiglio alla croce degli Allegri, un’altura che sovrasta il cimitero firenzuolino. Da qui , si benedirà il paese di Firenzuola e tutto il territorio comunale. Ecco le parole di Suor Carmela Prencipe, Stabilite nella Carità, sulla figura di Suor Diomira Allegri, in un articolo pubblicato su Toscana Oggi:
Martedì 25 aprile alle ore 11 saremo a Firenzuola per lodare e ringraziare il Signore dei doni e delle grazie concesse alla venerabile suor Maria Margherita Diomira Allegri del Verbo Incarnato, nata a Firenzuola il 26 aprile 1651. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, che con noi ringrazierà il Signore per il dono concesso alla Chiesa, in particolare alla Chiesa Fiorentina, al popolo di Firenzuola e alla comunità delle suore Stabilite nella Carità. Il 16 maggio 2023, alle ore 16, siamo convocati, nella bellissima Basilica della Santissima Annunziata, dove il cardinale Giuseppe Betori, con la comunità fiorentina, a nome della Chiesa, renderà lode al Signore per il dono concesso.
La Chiesa ha riconosciuto le virtù eroiche della religiosa il 19 gennaio 2023 e l’ha proclamata “venerabile” ma nel cuore delle suore Stabilite e della popolazione di Firenzuola, in tutti questi anni di attesa trascorsi, non si è mai affievolito il ricordo di suor Diomira Allegri, che continua a parlare e a educare interiormente. La sua è una storia d’amore, la storia di un’anima che, in tenera età, intuisce, per dono di Dio, la grandezza di Maria, Madre del Verbo, avvocata e “mediatrice”, e di Cristo, il Verbo, modello di amore e obbedienza al Padre, di umiltà e abbandono. La Parola, ascoltata e accolta, è per suor Diomira un messaggio personale di Dio all’anima, la quale vive e si nutre dell’Eucaristia. Ricca di carità, umiltà, preghiera e accoglienza, gli scritti della religiosa ci scoprono un’anima semplice, grande per il suo vivere in Cristo e per Cristo, in grado di sacrificare per lui il proprio Figlio, Cristo, Vergine Madre, ma anche di una grande perché l’uomo sia salvato.
Tutto è dono per disponibilità interiore: così è stata arricchita di suor Diomira ma anche per noi: Dio, che non si intuizioni profonde e doni che la religiosa fa mai superare in generosità, si china con riconosce umilmente, ma non può fare a meno amorevolezza e benevolenza sulle anime che si aprono a Lui e le riempie di grazie. La chiamata alla vita, in particolare alla vita cristiana e religiosa, il dono dei Sacramenti, dell’Eucarestia, di Maria, nostra mamma e mediatrice, sono espressione della sua infinita misericordi. Suor Diomira non ci appare staccata dalla realtà politica e sociale della sua città e del suo tempo, trepida per tutti e per tutti prega. Se da bambina si privava del cibo per mandarlo ai carcerati, grazie alla complicità del fratello Girolamo, poi vescovo e servita, in seguito nella sua cella, alla “Carità”, offre e si offre per i bisogni del mondo: prega per la pace, per il suo “Castello”, Firenzuola, per Firenze, per il Santo Padre, per la Chiesa, per i governanti, si preoccupa di quanti non ascoltano Cristo, dei peccatori, degli ordini religiosi….Vorrebbe poter rivestire i poveri, avvolgere con panni le fanciulle in pericolo, perché povere, andare in missione, in India. Da meditare e ripetere con fede la sua supplica al Padre perché sparisca l’ingratitudine dai cuori degli uomini affinché tutti amino l’Amore. Sono molto attuali le sue preghiere e ricordo quella per i genitori: suor Diomira conosce bene l’importanza dell’educazione familiare, lei che aveva scoperto la grandezza dell’amore di Dio grazie alla formazione cristiana ricevuta dalla mamma e dalla madrina di battesimo. Ma suor Diomira sapeva appena leggere e scrivere: chi le ha suggerito riflessioni teologiche tanto profonde che leggiamo nei suoi scritti? Senz’altro lo Spirito che spesso invocava, frutto della Parola accolta e vissuta, dell’Eucarestia, dell’amore alla Vergine Madre, ma anche di una grande disponibilità interiore: così è stata arricchita di intuizioni profonde e doni che la religiosa riconosce umilmente, ma non può fare a meno di meravigliarsi e anche lagnarsi con Dio perché “accarezza” (è sua l’espressione), perdendo tempo con le e impazzendo per una formica, un insetto.
Sono passati oltre tre secoli dalla morte di suor Diomira Allegri, 346 anni, ma il suo messaggio e le sue parole risuonano incredibilmente attuali, capaci di interrogarci: quanto ami Dio, hai compreso che il libro da cui è possibile imparare tutto è il “crocifisso” che parla dell’amore di un Dio che si è fatto uomo e ha sofferto per te? Quando non riesci a pregare, ci suggerisce suor Diomira, provi aridità e timori, spalanca la finestra e contempla la grandezza di Dio. Ricordiamo una grande verità sulla quale suor Diomira si è soffermata con meraviglia e stupore: l’obbedienza di Cristo ai sacerdoti ai quali si sottomette sempre al momento della consacrazione, diventando pane per noi: quale mistero e privilegio! La venerabile, come ciascuno di noi, ha ricevuto il dono dell’incontro: come ciascuno di noi, ha incontrato una Persona che l’ha chiamata e lei ha detto “sì”, semplicemente, come la sposa dei Cantici. Così ha scoperto la bellezza della vita e la grandezza dell’Amore, che si concretizzano in un sì senza timori. Il dialogo intimo e la preghiera hanno concesso a suor Diomira occhi nuovi e l’hanno aiutata a crescere perché, in particolare, ha compreso un segreto: nei momenti più difficili basta passare attraverso le piaghe di Cristo e rifugiarsi nel suo costato per ricevere forza; così è cresciuta interiormente ed è stata sollecitata dal Padre a cercare “Gesù in Gesù”, a guardare la creatura nel Creatore per cui in lei amore di Dio e del prossimo risultano complementari. Dio ha fatto a lei dei doni, le ha concesso di comprendere verità profonde perché le ridonasse alla Chiesa, a noi, a me, a ciascun cristiano. Accogliamo il suo ultimo insegnamento, ricordiamo tre grandi mezzi, che sono strada per l’unione con Dio e la salvezza: «Maria, Misericordia, Meriti di Cristo».
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 aprile 2023






