BARBERINO DI MUGELLO – A Barberino di Mugello, nel capannone che ospitava l’azienda Fondic sarà realizzato un impianto per la trasformazione in biocarburanti dei rifiuti da cartiera (clicca qui). Visto che la prospettiva ha destato un certo dibattito, anche in merito dall’esclusione dell’impianto dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale, sarà utile, grazie alla documentazione presentata in Regione, capire più nel dettaglio quali saranno i processi produttivi seguiti.
Il proponente, la società Opportunità Solare Srl, si occupa di progetti per la realizzazione e l’esercizio di stabilimenti di produzione di carburanti avanzati mediante la tecnologia di pirolisi (ossidazione temochimica). I rifiuti trattati (codice E.E.R. 03.03.07) sono definiti “Scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone (pulper di cartiera)”.
Ma cosa è il pulper da cartiera? Lo scarto di pulper viene generato dalle cartiere nel momento in cui spappolano la carta da riciclare. Carta che contiene al suo interno impurità, ma anche alcune parti non cellulosiche. Le uniche destinazioni ad oggi disponibili per lo scarto di pulper sono la discarica e il recupero energetico tramite combustione in impianti di termovalorizzazione.
Lo scarto di pulper è composto da una miscela costituita da tutti quei materiali che non sono riciclabili nel processo produttivo cartario per la produzione di nuova carta, che si possono ritrovare nella carta da riciclare (c.d. macero). In particolare, si tratta di plastiche, oggetti o parti in metallo, vetro, sabbia, e anche alcune tipologie di carte che non sono spappolabili, oltre alle fibre di cellulosa che rimangono adese ai materiali di cui sopra. Lo scarto complessivo tal quale rappresenta comunque meno di un decimo del rifiuto evitato grazie al riciclo.
Per questo l’impianto di Barberino seguirà varie fasi: 1) selezione meccanica 2) triturazione ed omogeneizzazione 3) infine la trasformazione chimica. Si legge nella scheda tecnica che: “La potenzialità dell’impianto, riferita ad un periodo lavorativo di 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno è pari a 35040 tonnellate / anno (96 tonnellate al giorno) di rifiuto in ingresso chesarà sottoposto alle varie operazioni (ad esempio la selezione meccanica avverrà su due linee di trattamento).
Per poter svolgere queste operazioni l’edificio esistente, che ospitava la ex Fondic, esistente sarà modificato esternamente, con l’apertura nel lato Nord di un portone della larghezza di 6 metri. Sarà realizzata anche un tettoia sull’angolo Sud-Ovest dell’edificio a copertura degli impianti di frazionamento (colonne) e una tettoia per il carico e scarico del combustibile, distaccata dall’edificio principale.
L’arrivo dei rifiuti avverrà all’interno del capannone e questi saranno trasportati da camion in cassoni scarribili e al loro interno rifiuti saranno a loro volta contenuti in balle, che saranno movimentate con carrelli elevatori.
La prima fase del trattamento sarà, come detto, la selezione meccanica. Il primo trattamento è la riduzione dell’umidità per essiccazione all’aria (senza impiego di calore prodotto). C’è poi un sistema verticale di separazione composto da albero di separazione e tamburo di separazione. Tramite palette inclinate l’albero accompagna il materiale al moto centrifugo. Durante questo percorso il materiale plastico si separa dalla bmiscela acqua-pasta di carta. Gli imballaggi sono così separati e avviati in nastri e raccolti in cassoni per l’essiccazione.
Al termine di questo processo si originano pasta di carta e acqua da smaltire come rifiuto, e frazione secca da selezionare. Questa, ancora composta da materiali vari (anche con sacchetti di plastica, lattine tetra pak) viene avviata alla selezione manuale che si svolge all’interno del capannone in modo da garantire la seprazione dei materiali non iodonei alla produzione di carburanti . Ci sono poi dei magneti per togliere i rifiuti ferrosi e dei selezionatori ottici e ad infrarossi per selezionare le plastiche non idoneee
Infine si passa alla trasformazione termochimica. Infatti la frazione di materiale secco idoneo e opportunamente selezionato è avviata al trattamento termochimico pirolitico per la produzione di oli idonei al blending con diesel fossile. Si tratta di un processo termochimico che avviene in assenza di agenti ossidanti (come l’ossigeno) e a alte temperature (400-600 gradi).
Piccola curiosità: gli stessi materiali di scarto andranno ad alimentare il forno nel quale avverrà il processo di pirolisi. Gli oli ottenuti come prodotto principale, invece, saranno stoccati in otto serbatoi fuori terra dotati di bacino di contemimento in grado di contenere, in caso di emergenza, tutto il materiale stoccato dei serbatoi. Materiale che sarà poi caricato su camion.
Si è già detto che Publiacqua ha dichiarato di non poter ricevere al depuratore di Rabatta le acque prodotte dall’impianto (qui il primo articolo). Nel procedimento utorizzativo si chiede quindi al propoonente di presentare una soluzione alternativa di gestione delle acque, con la finalità di tutelare le acque superficiali che finiscono poi nel lago di Bilancino. Per questo, si legge, possono essere prese in esame varie opzioni tra cui il riutilizzo in impianti per fini produttivi, antincendio ed irrigui o la loro gestione come rifiuti liquidi.
Altro aspetto, nelle note di Ausl Toscana Centro nel contributo del 17 Ottobre 2022 per il processo autorizzativo si chiede tra le altre cose di “specificare le misure per prevenire la disprsione di polveri nell’ambiente interno durante l’operazione di riduzione volumetrica nel granulatore”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Giugno 2023






1 commento
Ci mancava questa ora Bastava la Sira che quando fa quel puzzo si sente da Barberino tanto da farci chiudere le finestre e non sappiamo fino a che punto è tossica per la popolazione
Ma il Comune che dice????
Si fa come sempre che la parte negativa si viene a sapere solo a lavoro fatto?