Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una lettera di un lettore che denunciava l‘intorbidimento delle acqua della Sieve in seguito alle piogge di inizio Giugno (articolo qui). Un fenomeno segnalato anche al Comune di Scarperia e San Piero, che ha a sua volta attivato Arpat, che annuncia un sopralluogo per i prossimi giorni. Nel frattempo arriva in redazione questa nuova e dattagliata lettera, che richiama quanto accaduto tra il 2008 ed il 2011, quando in Mugello vennero scaricati i fanghi della Tav, e negli anni successivi, quando si verificarono fenomeni simili a quello attuale. E adesso, che quelle terre soono state dissequestrate e che c’è un procedimento in corso, ci si chiede se il fenomeno attuale non sia collegato a quei fanghi. Scrive il lettore, un pescatore, nella sua dettagliata lettera che ricostruisce la vicenda:
Dal 2008 al 2011 le Ditte che lavoravano per la TAV hanno scaricato i fanghi di trivellazione del sottoattraversamento TAV di Firenze in Zona Campati – S.Agata – Scarperia, e l’area è stata sottoposta a sequestro dal Tribunale di Firenze nel febbraio 2011.
Successivamente la Provincia di Firenze, ufficio Bonifiche e Rifiuti, ha emesso in data 08/03/2011 l’atto n. 873 diffidando la ditta dal riprendere le operazioni e impartendo specifiche prescrizioni, compreso l’allontamento del materiale e il suo smaltimento in luoghi idonei. Nel gennaio 2013 è stata presentata da Lorenzo Verdi in Consiglio provinciale una domanda d’attualità su Tav e terre di scavo in rapporto alla località Campati a Scarperia, alla quale rispose l’Assessore all’Ambiente Crescioli.
Negli anni successivi sono state più volte segnalate da più persone, delle torbide anomale e prolungate delle acque del fiume Sieve, che durano per decine di giorni dopo le piogge più intense e che arrivano a interessare l’intero corso, iniziando dalla zona di Borgo-San Piero fino allo sbocco in Arno.

Il 28/06/2019 viene individuata, fotografata e filmata l’origine di tali torbide: la melma trasportata dal Torrente Anguidola, è evidente l’abnorme quantità di tali sedimenti e la loro anomala consistenza. Vengono fatte varie segnalazioni ad ARPAT da parte di cittadini, pescatori e club pesca a mosca, in tempi successivi viene avvisata anche la locale Stazione dei Carabinieri Forestali di Borgo san Lorenzo.

In data 26/07/2019 viene inviata una ulteriore segnalazione ad ARPAT tramite email, chiedendo specificatamente che si verifichi la situazione di tali discariche in merito al fenomeno segnalato, si accerta che la melma è presente sul fondo del Torrente Anguidola senza individuarne l’origine. Si evidenzia che il tratto superiore dell’Anguidola, dal quale ha origine la melma, è interessato dalla discarica di fanghi di Campati, e a poca distanza è presente una seconda discarica degli stessi fanghi che interessa la riva sinistra del Fosso di Campati, il quale confluisce nel Torrente Anguidola poco più a valle.
In un altro punto il documento ARPAT riporta: “Dalle analisi dei campioni prelevati risulta che l’acqua più profonda mostra un incremento notevole di solidi sospesi, ma anche di valori di ferro, alluminio e manganese, così come di fosfati ed ortofosfati”. Va precisato che la Bentonite, un’argilla usata come lubrificante nelle trivellazioni, è un minerale
composto prevalentemente da Montmorillonite un fillosilicato ricco di alluminio.

A questo punto sarebbe indispensabile un’analisi di laboratorio che confronti i fanghi delle discariche, con la melma sul fondo dell’Anguidola e cone quella presente nel Fiume Sieve, che si rammenta è usato per scopi potabili da migliaia di persone.
Alla fine di Maggio inzio Giugno 2023 il fenomeno si ripresenta con maggiore intensità e gravità, chiaramente non è attribuibile a cause naturali, stante la localizzazione puntuale della sua orgine, l’intensità e durata del fenomeno, la natura e soprattutto lo spessore dei depositi che decresce scorrendo verso valle, invece di aumentare come farebbe un sedimento naturale.
Non escludendo l’origine di altra natura dello sversamento, se doloso o colposo, di soggetti noti o ignoti spetterà a chi di dovere accertarlo, si ritiene comunque che dopo oltre dodici anni questo ennesimo crimine ambientale debba essere una volta per tutte affrontato e risolto dalle Autorità preposte.
Attualmente le discariche sono dissequestrate e il processo penale e’ ancora in corso, ma una adeguata copertura dell’area con teli impermeabili eviterebbe che i fanghi, sottoposti all’azione delle piogge, vengano dilavati finendo nel fosso di campati, nell’Anguidola e nella Sieve, in attesa della prescritta ma mai ottemperata rimozione degli stessi.
Lettera firmata
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Giugno 2023


