SCARPERIA E SAN PIERO – Nei giorni scorsi, nelle Chiese di San Piero a Sieve e Campomigliaio, il Pievano, Don Daniele Centorbi, ed alcuni volontari, hanno spiegato cos’è e cosa fa la Caritas parrocchiale. Questo, in una giornata nella quale la colletta era destinata proprio alla Caritas Italiana, per interventi di sostegno delle popolazioni colpite dal conflitto in Terrasanta.
Un’occasione per parlare del concetto di “carità”, come ascolto e aiuto verso l’altro. Un “altro” che può essere un vicino di casa, un conoscente, chiunque si venga a trovare sulla nostra strada e che necessiti di un sostegno.
A partire da questa spinta, che è sostanzialmente un bisogno di vicinanza e amore verso il prossimo, e quindi verso Dio, c’è chi ha scelto di entrare in un’organizzazione che – lo dice il nome stesso – ha fatto della carità il proprio obiettivo.
A San Piero a Sieve e Campomigliaio sono tanti i volontari che dedicano un po’ del loro tempo alle varie attività della Caritas, delle quali la distribuzione mensile dei pacchi alimentari è soltanto quella più conosciuta. Da anni, infatti, il servizio viene svolto mensilmente per oltre 50 famiglie aventi i requisiti Isee o seguite dai servizi sociali. E lo stesso è possibile grazie a una catena di collaborazioni che parte dal Banco Alimentare fiorentino, al quale si sommano tante donazioni – come quelle in occasione delle giornate di raccolta nei supermercati –, e i ricavati dei mercatini ai quali i volontari partecipano con un banchino.
C’è, inoltre, un Punto di Ascolto, aperto nella canonica della Pieve di San Pietro ogni giovedì dalle 18:00 alle 19:00, con lo scopo di intercettare i bisogni delle persone, indirizzandole – in collaborazione con i servizi sociali – verso percorsi che possono prevedere l’assistenza al disbrigo di pratiche burocratiche e sanitarie, l’attivazione di piccoli prestiti in caso di necessità, oppure semplicemente per dare una parola di conforto.
Il “problema” – dicono i diretti interessati – è che una simile realtà, per essere viva e al passo con i tempi, ha bisogno anche dei giovani. Ed è proprio pensando a questo che il gruppo, insieme a Don Daniele e ad alcuni ragazzi, sta organizzando un programma di visite agli anziani e ai malati, per trascorrere un’ora in loro compagnia. Programma che va ad aggiungersi a quello delle visite agli ospiti della RSA San Francesco, dove alcuni volontari si recano già settimanalmente.
L’appello, comunque, è rivolto a chi abbia voglia ed energie da mettere a disposizione di questa organizzazione che, per operare sempre meglio, ha bisogno di nuove leve.
Chiunque voglia approfondire il tema, per avvicinarsi come volontario (anche per poco tempo al mese) o utente, può contattare Don Daniele, recarsi al Punto di Ascolto Caritas negli orari di apertura, o telefonare al 339 5267222.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 marzo 2024



