BORGO SAN LORENZO – Riceviamo da Andrea Banchi, candidato della lista “Borgo in Comune”, un’analisi sugli schieramenti che si fronteggeranno alle elezioni. Come è buona abitudine de “Il Filo”, che cerca di dar voce a tutte le forze politiche, pur essendo evidentemente una lettura “di parte”, volentieri lo pubblichiamo.
Le elezioni amministrative si avvicinano, come è noto si svolgeranno insieme a quelle europee l’8 e 9 giugno prossimo. Propongo ai lettori un esame critico delle tre coalizioni che si sono formate e che si propongono per il governo della cittadina, ognuna con un candidato sindaco e un programma, ancora non del tutto definito. Per sgombrare il campo annuncio che sono della partita, mi sono candidato per Borgo in Comune che propone Romagnoli quale sindaco. Non credo però che questo mi impedisca di ragionare con elettori che mi sono lontani per scelte e visioni delle prospettive del nostro comune. Ben vengano altri a suggerire altre ipotesi. A dicembre scorso fui ospitato dal Filo per un confronto tra le politiche del 2022 e le precedenti amministrative, e concludevo: alla destra manca un candidato, alla sinistra una strategia.
Le tre coalizioni: caratteristiche, partiti di riferimento, consistenza ipotetica
Siamo nella situazione d’interregno, sono già chiare le coalizioni che si sono formate ma ancora non si conoscono le liste, dunque i nominativi che le comporranno, e nel dettaglio il programma che propongono. Il voto amministrativo che viene espresso per il candidato sindaco si riferisce spesso al programma elettorale e alle liste che lo propongono. Dunque mancano ancora alcuni elementi di conoscenza agli elettori, ma crediamo che già si possano esprimere orientamenti e valutazioni.
La destra solo negli ultimi giorni ha formato la coalizione: si è riunita sotto la candidatura di Fulvia Penni già avanzata da Borgo Rosso, la sua lista civica il cui programma finora è consistito nell’affermazione impolitica di fare di questo nostro grigio paese una più colorata e vivace realtà. Nella presentazione della lista ha segnalato l’esigenza di una cura maggiore del paese, di una più attenta gestione della sua immagine esterna, dell’esigenza di fare. Lamenta le difficoltà di viabilità, i servizi carenti, i giovani senza risposte, dubbi sui progetti finanziati col PNRR. Senza preoccuparsi della inopportunità, come imprenditrice di servizi privati sanitari, fa critiche all’ospedale del Mugello. Esprime entusiasmo per fare una Borgo San Lorenzo nuova, in crescita, dinamica, ma ripropone piccoli negozi di vicinato, e una comunità fiera delle proprie identità. Fulvia Penni è una conosciuta imprenditrice, proprietaria di Bioscienze ha di recente aperto Bellezza mia in via Pananti, un centro di salute e bellezza.
La coordinatrice di zona di FdI, Caterina Coralli, ha annunciato che, riunito tutto il centrodestra locale in un’unica lista, Borgo Visione, questa appoggerà la candidatura a sindaco della Penni e la sua linea programmatica. Probabilmente la Coralli sa assai di più degli obiettivi programmatici della Penni. Chi conosce solo la presentazione di Borgo Rosso, ha raccolto solo generiche indicazioni, non certo un programma. Ne sapremo di più in seguito. Tra i borghigiani serpeggia l’idea che l’accordo fosse in preparazione da tempo: la destra mancava di un candidato sindaco pur con una consistenza d’elettorato che supera il 30%. Peraltro si tratta di capire se ci sono energie e capacità di formare un gruppo dirigente che spalleggi la Penni in caso di vittoria, e questo sarà palese solo vedendo la lista di Borgo Visione che riunisce FdI, Lega, Forza Italia, Udc, Popolo della Famiglia, tutti presenti col proprio simbolo nazionale dentro a quello di Borgo Visione. Non pare un’operazione priva di rischi e di dubbi, prendere un capo esterno, conosciuto ma non caratterizzato politicamente, che per personalità non sembra tanto accondiscendente. Ma certo il centrodestra riunito mostra di non voler rimanere avulso dal dibattito politico e vuol far pesare i propri voti. A poco più di un mese dalle elezioni mancano ancora quegli obiettivi caratterizzanti politicamente che indichino senso e direzione di marcia. Il ritardo potrebbe penalizzare elettoralmente la coalizione.
Ci sono invece due coalizioni a sinistra.
La prima coalizione di centrosinistra ha quattro liste: PD, IV e due liste civiche (Insieme per Borgo e A sinistra!). Presenta come candidata Cristina Becchi, vicesindaca attuale da cinque anni, precedentemente assessora.
Come molti sapranno il PD locale si è spaccato in due in occasione della scelta di Becchi come candidata, ben prima di aver definito il programma elettorale. Il gruppo di iscritti che aveva chiesto l’effettuazione delle primarie, presentando Timpanelli come alternativa alla Becchi, avrebbe voluto un’apertura verso le forze di sinistra presenti in consiglio tra le opposizioni. L’assemblea, con maggiornza qualificata, ha ritenuto di procedere senza quelle consultazioni e ha stabilito che fosse la Becchi la candidata del PD. Ho molto sintetizzato uno scontro che ha rivestito toni duri e asprezza di contrasti; la divisione era già emersa con i divergenti risultati tra la votazione del circolo (maggioranza Bonaccini) e quella dei gazebi (grande maggioranza Schlein) in occasione delle primarie di partito. Nell’attività di amministrazione le dimissioni di Timpanelli da assessore, nel gennaio 2022, avevano evidenziato visioni profondamente diverse sulle piscine da quelle del sindaco Omoboni. La maggoranza PD ha preferito tagliar corto piuttosto che cercare di elaborare strategie politiche di ampio respiro. Questa rigidità ha però condotto la minoranza di sinistra a uscire e formare una propria lista alternativa al PD per risultare coerente con la propria coscienza politica e fedele a elettori e simpatizzanti che avevano appoggiato pubblicamente il gruppo, con la raccolta di 400 firme per chiedere le primarie.
Questa traumatica rottura all’interno del PD è una delle vicende che segna in modo forte le elezioni amministrative borghigiane del 2024. Non è certo l’unica avvenuta nel PD in Toscana in questa tornata elettorale, e questo dovrebbe far capire che ciò che è successo, con opposte letture a seconda della propria visione politica, è il segno di uno scontro politico che non c’è stata capacità di gestire politicamente.
Al PD si è unita IV, più altre due liste, Borgo Insieme, che è stato anche il motto che ha accompagnato Becchi nelle sue iniziative pubbliche, e A sinistra! Non è chiaro per ora se trattasi di liste civiche che hanno consistenza, persone e natura politica propria. Potremo capirlo solo nel tempo. Certo non si può non ricordare l’esperienza delle due liste delle precedenti amministrative, Civicamente e Borgo città aperta, che portarono oltre l’11% di voti a Omoboni, ma che sono rapidamente sparite come movimenti autonomi, nonostante avessero eletto ognuna un consigliere.
La caratteristica di questa coalizione, che si presenta forte della continuità amministrativa con l’attuale maggioranza, ha la particolarità d’aver definito la candidata prima della definizione del programma amministrativo. Si è forse ritenuto implicitamente che sarebbe consistito nella semplice prosecuzione dell’attività già svolta, visti anche gli investimenti in corso realizzati con i fondi del PNRR. La Becchi però nelle iniziative elettorali ha cercato di darsi una immagine di novità che mal si concilia col suo ruolo di vicesindaca e assessora, rivestito negli ultimi 10 anni. Riguardo poi ai progetti in corso di realizzazione, poco conosciuti dalla popolazione, c’è il dubbio che i costi per arredi e per la gestione possano porre in difficoltà il bilancio comunale dei prossimi anni. Il mandato ora al termine si è caratterizzato, secondo gli avversari, per chiusura politica e poca trasparenza, molte polemiche ed accuse di insensibilità ai conflitti d’interesse. Il sovrapporsi di incarichi istituzionali con incarichi di partito non giova a tal riguardo.
Difficile ipotizzare quanti voti potrà raccogliere la Becchi, occorre capire quanto è vasta l’emorragia subita dal PD e quanto richiamerà invece, anche fuori elettorato, la continuità amministrativa che ritiene di assicurare.
L’altra coalizione di sinistra, detta Borgopartecipa, si compone di tre liste: Borgo in Comune, che era già all’opposizione con due consiglieri nel precedente mandato, Progressisti Democratici, che è composta dal gruppo uscito dal PD, Movimento 5 stelle, già presente con un consigliere. Indicano Leonardo Romagnoli candidato a sindaco. Romagnoli ha grande esperienza amministrativa: è stato consigliere per i Verdi, poi assessore allo sviluppo economico per anni coi sindaci Baggiani, Margheri, Bettarini fino al 2008. Per gli avversari Romagnoli non ha il dinamismo e la freschezza necessaria per il complesso governo del Comune, gli è però riconosciuta misura ed equilibrio, senso politico e lungimiranza. Borgo in Comune negli ultimi 5 anni si è distinto in Consiglio per una opposizione serrata, ma sempre propositiva. La nuova coalizione ha destato volontà di partecipazione e buoni entusiasmi; prima di indicare il proprio candidato ha organizzato tavoli tematici molto affollati per la definizione di un programma amministrativo. E’ riuscita ad evitare personalismi e spirito di rivincita per approfondire le modalità di coinvolgimento degli elettori che sono il vero obiettivo della compagine. Le questioni che dividono la due coalizioni di sinistra, oltre ad una diversa modalità di rapporto con i cittadini e le frazioni, riguardano alcune scelte del piano regolatore e del piano del traffico, una diversa valutazione della multiutility e del suo accesso in borsa.
Le tre coalizioni si pongono ai nastri di partenza con consistenze elettorali analoghe, ognuna però ha caratteristiche politiche e operative molto diverse, così come molto differenti sono i candidati sindaci. Al ballottaggio, inevitabile viste le premesse, ne andranno però solo due.
Andrea Banchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 maggio 2024


2 commenti
Quella di Andrea Banchi, che io stimo molto e che rappresenta una garanzia di serietà, è una analisi corretta e molto documentata.
Alla sua disamina mancano tuttavia a mio avviso due elementi di non poco conto.
Il primo è la lunga appartenenza, anzi militanza, della attuale candidata del centrodestra unito a partiti della sinistra. Sarà forse solo una nota di colore ma io ricordo benissimo una giovane Fulvia Penni ancora infermiera dell’ospedale con al polso un orologio gadget del PDS raffigurante nel quadrante il simbolo del partito occhettiano (quercia ecc.).
Il secondo punto, più importante, è la previsione di Banchi su come, nel caso di un probabilissimo ballottaggio, voteranno gli elettori afferenti alla sua coalizione.
Io ho la mia idea e la voglio esprimere qui. È tale la acrimonia che si è creata tra il transfuga Bettarini e la sua ex coalizione e comunque tra tutta la lista capeggiata da Romagnoli e la attuale amministrazione che penso questo.
In caso di ballottaggio arriverà la indicazione a votare per il centrodestra per fare perdere la coalizione Becchi.
La mia è una affermazione un po’ forte ma credo veritiera e realista.
Non è certo una cosa che favorisca l’unità della sinistra ma io ricordo sempre la definizione di politica che dette un noto esponente della DC tanti anni fa. È molto datata ma sempre validissima.
Ho detto una grossa stupidaggine.
Mi scuso e provvedo a correggere subito.
L’autore della nota definizione di politica non era democristiano ma socialista.
Per la precisione Rino Formica.