SCARPERIA E SAN PIERO – La lista LiberaSinistra in Movimento” interviene sulla questione dell’aggiudicazione del bando per la gestione dell’Asilo Nido “Panpepato” in località Pianvallico. Una struttura d’eccellenza che, scrivono “è gestita da molti anni da una Cooperativa Sociale che ha investito in maniera convinta in formazione, sicurezza del lavoro, progetti educativi e attività innovative che hanno fatto di quell’Asilo Nido una struttura d’eccellenza, come testimoniano da sempre anche i livelli di soddisfazione dell’utenza rispetto all’offerta educativa di alto livello proposta dalle educatrici, un gruppo da sempre coeso, motivato e professionale”.
Gli esponenti di LiberaSinistra in Movimento, però, mettono in luce quelle che sono, a detta loro, alcune criticità in merito al bando, che è stato vinto da un’altra cooperativa. Evidenziano che la cooperativa vincitrice ha presentato un ribasso della base d’asta del 15%, evocando il sospetto di “dumping contrattuale”. Ossia, scrivono, la pratica “per cui si propone un’offerta in apparenza non sostenibile (in quanto troppo bassa) dal punto di vista economico, con il solo scopo di guadagnare quote di mercato”. Ed esprimono il timore che questi risparmi si realizzino a spese delle condizioni dei lavoratori.
E affermano: “Che un soggetto pubblico sul nostro territorio avalli nei fatti queste pratiche, noi lo riteniamo scandaloso, specialmente se il partito di governo locale, a parole, fa della difesa del lavoro un cardine dell’azione amministrativa: bello dirlo, poi quando c’è da risparmiare soldi. L’ Autorità per la Vigilanza dei Contratti Pubblici fissa dei criteri per “offerta economicamente più vantaggiosa”, mettendo in guardia dal fatto che il massimo ribasso non può essere il criterio unico, ma va ponderato con aspetti qualitativi, ma ovviamente con tali cifre si sbaraglia la concorrenza”.
E ancora: “La stazione appaltante (in questo caso la nostra Amministrazione) poi procede a dei controlli in prima istanza, che però in sostanza si limitano al controllo della regolarità del DURC (il versamento dei contributi ai lavoratori; infatti, molte ditte magari non pagano i dipendenti ma versano i contributi proprio per partecipare ai bandi pubblici)”.
LiberaSinistra in Movimento solleva anche la questione del tipo di contratto applicato: “Ma la cosa che più ci preoccupa in prospettiva e francamente ci scandalizza, l’abbiamo notata in un secondo momento. La nuova Cooperativa non applica il CCNL “Cooperative Sociali”, bensì il contratto “Aninsei”, che è usato nelle scuole paritarie laiche, e presenta livelli retributivi inferiori del 20% (avete letto bene, venti per cento) oltre che un trattamento largamente peggiorativo della malattia: infatti non è riconosciuto né firmato dal sindacato più rappresentativo della categoria, FLC
CGIL, in quanto contratto cd. “pirata”. L’art. 30 del d.lgs. 50/2016 e s.m.i., infatti, accorda una tutela che si potrebbe definire “privilegiata” alla salvaguardia dei lavoratori impiegati negli appalti pubblici attraverso la previsione dell’applicazione al personale impiegato del contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro.
Gli Enti Pubblici sul territorio hanno più volte ribadito la volontà di riconoscere il CCNL Cooperative Sociali come riferimento, proprio per la tutela della dignità del lavoro, e quindi della qualità dei servizi rivolti all’utenza”.
E concludono: “Spetta quindi al nostro Comune il triste primato d’introdurre per primo elementi “tossici” in questo settore così delicato, perché riguarda la formazione e lo sviluppo delle nuove generazioni, per risparmiare sui costi, introducendo elementi di sfruttamento e quindi abbassando la qualità del servizio all’utenza. La stessa Assessora Ciani un anno fa ha partecipato a un’iniziativa educativa dentro il Panpepato, ribadendo l’ottima qualità del servizio e la volontà dell’Amministrazione di investire nell’educazione. Se davvero si vuole dare risposte alla crisi del welfare con questi mezzucci, forse è il caso che le famiglie comincino a preoccuparsi sul serio. Noi faremo la nostra parte per non lasciare cadere l’attenzione su questo episodio, per difendere la qualità dei servizi educativi, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, per proporre un modo diverso di valorizzare e mettere al centro il welfare pubblico e le buone pratiche per rispondere ai bisogni delle famiglie e delle giovani generazioni”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Maggio 2024


