
BORGO SAN LORENZO – Enzo Squilloni è sicuramente un esperto di politica borghigiana. Oggi non ha ruoli diretti e non si è candidato. Anche se, come socialista, sostiene la candidatura a sindaco di Cristina Becchi. Gli abbiamo rivolto alcune domande.
Squilloni, come ti è parsa questa campagna elettorale?
Mi sembra di vedere una campagna elettorale diversa dal solito, soprattutto perché sento in giro più acredine e molta maldicenza. Si è scesi dalla discussione politica, anche accesa, al discredito personale e questo non mi pare un bene. E’ vero che Facebook e gli altri social ci hanno indotto a offendere e denigrare ma a livello di battaglia politica locale forse ce lo potevamo risparmiare. Poi crescono di bocca in bocca le calunnie, come un venticello che porta odio.
Tutta qui la differenza?
Certo che no. L’altra e più rilevante differenza sta nella scissione, solo a livello di elezioni comunali, delle due anime del PD. Da una parte, ovvero con Rifondazione, l’anima ex-comunista cioè quella che Bersani chiama la Ditta dall’altra quella più riformista ed ex-renziana. E qui sta il cuore dello scontro politico che si è venuto a creare perché, io penso, le diverse opinioni che sono emerse sul PNRR, sul traffico, sulle piste ciclabili, su Alia o sulle frazioni sono solo la cornice, il problema vero è la “stanza dei bottoni”.
Che cosa vuoi dire?
Con l’arrivo di Omoboni nel 2014 una parte del PD, ovvero quella che oggi si identifica con i Democratici e Progressisti, si è sentita e si sente tuttora esautorata dalla gestione del potere e vuole riappropriarsene. Tutto perfettamente legittimo ma tutto qui.
Perché dici questo?
Da una parte perché si percepiva parlando con gli ex dirigenti locali ma soprattutto perché nella prima legislatura Omoboni tutto il PD ha approvato tutto, anche le operazioni a mio avviso più negative tipo la denuncia alla magistratura dei dipendenti del cantiere. In merito a questo grave atto non ci fu alcuna manifestazione di dissenso e anzi alla fine del mandato l’Amministrazione uscente fu confermata senza se e senza ma. Ricordo che anche in quella occasione uno dei candidati di opposizione era lo stesso Romagnoli di oggi.
Nella seconda legislatura Omoboni è andato tutto bene finchè non è emersa all’orizzonte la necessità di nominare un nuovo candidato sindaco. A quel punto tutta l’Amministrazione, a cominciare da Cristina Becchi, è diventata brutta e cattiva tanto da arrivare alla scissione. Non sta poi a me commentare chi avesse ragione nel dibattito interno al PD e quindi non mi esprimo in merito a questo, ma quelli che ho descritto sopra sono i fatti.
Perché i socialisti di Borgo sostengono la candidatura di Cristina Becchi?
Perché tra le due proposte sul tavolo ci pare la più equilibrata, quella che guarda al futuro con progetti e idee pragmatiche, quella che guarda alla salvaguardia dell’ambiente e contemporaneamente alle bollette che i cittadini devono pagare, quella che guarda ai giovani non a parole ma cercando di renderli prima partecipi della vita politica poi inserendoli nella gestione dell’amministrazione pubblica. Mentre temo che l’altra opzione esprima conservazione e immobilismo, come già in passato abbiamo visto con giunte che avevano la medesima impostazione.
Credo e spero che il successo di Cristina Becchi possa essere il successo di tutti i cittadini di Borgo San Lorenzo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Giugno 2024




1 commento
Per correttezza bisognerebbe intervistare anche qualcuno dell’altra parrocchia e porgergli le stesse domande… Altrimenti uno se la canta e se la suona e siamo buoni tutti !!!!