VICCHIO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Maurizio Pieri, pievano di Vicchio, che riflette sul brano del Vangelo che racconta della tempesta sedata da Gesù sul lago di Tiberiade.
XII Domenica del Tempo Ordinario
Questa domenica ci viene offerto il vangelo della tempesta sedata da Gesù. Brano famoso, e rappresentato anche da diversi artisti, famosi i quadri di Rembrandt, Delacroix, di De Chirico. Gesù sta predicando alle folle, e decide di spostarsi e continuare nella sponda opposta del lago di Tiberiade. Durante il tragitto i forti venti, rendono la navigazione pericolosa, mettendo a rischio la barca e la vita dei passeggeri. In tutto questo Gesù dorme sul cuscino a poppa della nave. Si avverte la delusione e preoccupazione dei discepoli, nel domandare come mai Gesù stesse dormendo, che non dimostrasse interesse per loro, insomma si avverte una delusione da parte dei discepoli perché sentono Gesù distante e indifferente.
Probabilmente Gesù dorme, semplicemente perché stanco, sono giorni che è in giro per villaggi, predica, incontra, guarisce. Ci si addormenta perché siamo stanchi, ma ci si addormenta anche quando si percepisce un ambiente sicuro e tranquillo. Non ci si addormenta quando siamo tesi, preoccupati, lo sappiamo tutti quante ore perse di sonno, quando abbiamo problemi che ci assillano! Gesù si addormenta perché stanco, ma anche perché si fida, si affida ai suoi amici, che rispetto a lui sono dei pescatori, conoscono la barca e conoscono il mare, lo sa da sé di essere in buone mani! Credo che sia davvero un bel gesto di stima e affetto per i suoi amici. Ma i discepoli si imbattono in una forte tempesta, la barca è in pericolo, e con essa la loro vita. Possibile che Gesù con tutto quel frastuono e confusione non si svegli? Com’è possibile che Gesù non si preoccupi per se stesso e per i suoi amici? Davvero non gliene importa niente di loro?
Ditemi voi quante volte non abbiamo pensato a questo, quante volte anche noi abbiamo posto la stessa domanda? Dove sei? Perché non ti importa di me? Eppure Gesù è li presente in mezzo a loro. Quando Gesù si sveglia, ordina al vento e al mare di fermarsi, di tacere, torna la calma, e guarda i suoi amici, perché hanno avuto paura? Perché non si sono fidati?
La Fede è fiducia in Gesù e nel suo Vangelo. E’ prendere consapevolezza che nella nostra vita incontreremo sicuramente tante tempeste, che dovremo attraversare mari agitati, riusciremo ad arrivare all’altra sponda solo se sapremo far forza sul bene e sull’amore, uniche armi che possono distruggere il male. Gesù è li presente in mezzo a noi. Dalla sua presenza vicina, noi attingiamo la forza e la capacità di affrontare le situazioni problematiche e difficili, superandole. Non ci è mai stato promesso che non avremmo incontrato tempeste, ma sull’esempio di Gesù avremmo imparato a viverle e a superarle. La grandezza del nostro Dio, sta proprio nel renderci capaci di affrontare i problemi, trovare la soluzione, ricercare l’unità tra di noi, perché uniti si risolvono meglio i problemi, piuttosto che rimanere soli. Non possiamo chiedere continuamente un miracolo per risolvere le difficoltà, il Signore ci fornisce lo strumento, la capacità di avere la forza di andare avanti.
La consapevolezza che il Vangelo, fonte di amore, è la chiave per vivere sempre. Quante volte in questo tempo ci sentiamo perduti, questo mondo cosi impazzito, le violenze, le guerre, i disordini, le incomprensioni. Quante volte abbiamo perso la speranza, quando tutto sembra che vada al contrario. Eppure ancora oggi c’è un modo soltanto per uscire da queste tempeste. La capacità di guardarci con sguardo fraterno, essere consapevoli che non sono le vendette o le rigidità che potranno ristabilire ordine e armonia. Soltanto la fiducia nell’Amore, potrà salvare l’uomo. E per noi l’Amore vero non è un sentimento o un buon proposito, ma è una persona, è il volto di Dio, è Gesù, che ancora una volta ci dice: abbiate fiducia, il bene sconfiggerà sempre il male, fidatevi, non lasciatevi convincere che la forza e la prepotenza avranno la meglio.
don Maurizio Pieri, pievano di Vicchio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Giugno 2024


