BORGO SAN LORENZO – A Ronta c’è un negozio che sta per compiere ottant’anni di attività. È quello della “Cooperativa di Consumo del Popolo di Ronta”, oggi una società cooperativa a responsabilità limitata con tre dipendenti più uno stagionale, la cui storia inizia con la fondazione il 17 febbraio 1946. Fu proprio nel ’46, infatti, che la cooperativa nacque con il contributo di 151 soci che versarono la propria quota, a seconda delle condizioni economiche, dopo una guerra disastrosa che aveva privato tutti di tutto. In quell’occasione versò la propria quota anche il parroco del paese, nonostante allora la cooperativa fosse considerata comunista.
Il 5 giugno 1946, poi, vennero eletti i primi Consiglieri e quindi il primo presidente; e il 12 giugno iniziò l’attività di vendita, con un solo dipendente. Fu prevista anche la possibilità di un libretto nominativo, sul quale veniva annotato l’importo delle spese per chi non poteva pagare subito. Poi, a fine mese, quando il capo famiglia riscuoteva il salario, provvedeva a saldare il debito. Succedeva però che, durante i mesi invernali, gli uomini che erano quasi tutti scalpellini e boscaioli, non lavorassero. La lista delle spese non pagate allora si allungava; ma poi, con la ripresa del lavoro, piano piano tutti riuscivano a pagare i conti arretrati.
La storia della cooperativa si interseca anche con le storie e le cronache del paese. Ad esempio a metà degli anni Cinquanta, un operaio manovale si ferì gravemente ad una gamba, e rimase per alcuni mesi senza lavoro. Aveva moglie e tre figli piccoli, e anche quando finalmente tornò a lavorare, non poteva pagare i mesi arretrati avendo a carico una famiglia numerosa, e allora il consiglio della cooperativa concordò all’unanimità la cancellazione del debito.
La cooperativa ha sempre avuto un’attenzione per il territorio anche nella scelta della manodopera. I dipendenti sono sempre stati abitanti di Ronta, e anche oggi nel periodo estivo, quando viene assunto un lavoratore stagionale, questo viene cercato tra i rontesi, sia studenti che giovani in cerca di lavoro.
Ci sono delle tappe importanti nella storia della cooperativa. Nel 1994, ad esempio, il Consiglio direttivo, con coraggio e lungimiranza, decise di acquistare i nuovi e più ampi locali dove a tutt’oggi si trova il punto vendita, lasciando così la storica sede. Nel 2013, poi, fu colta un’altra opportunità: l’edicola del paese stava chiudendo, e la frazione rischiava di rimanere senza giornali e articoli di cancelleria per la scuola. Il Consiglio, in quell’occasione, decise allora di fare richiesta di permesso di distribuzione e, ottenuta la licenza, da allora svolge anche questo servizio per il paese; seppur con qualche difficoltà per il negozio che da allora deve rimanere aperto anche la domenica mattina.
“Durante la pandemia – spiega l’attuale presidente Mara Romagnoli – abbiamo portato le spese a domicilio a chi, per vari motivi, non poteva uscire di casa, sia a Ronta sia nei paesi vicini Razzuolo e Panicaglia. Ora i soci sono 545 e gli abitanti di Ronta circa 1300, alcuni nostri clienti sono persone anziane ed i nostri dipendenti spesso li aiutano anche nello svolgimento della spesa, li seguono ed assistono nella scelta dei prodotti dagli scaffali. Sopravvivere alla grande distribuzione che si trova a poco meno di 8 km di distanza dal paese – aggiunge – non è affatto semplice, e ogni anno è sempre più dura far quadrare i conti ma per noi chiudere in pareggio e a volte in perdita è motivo di orgoglio per aver dato lavoro ai nostri dipendenti e aver fornito servizi essenziali alla nostra comunità”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Agosto 2024





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