MUGELLO – La giovane mugellana Teresa Falchi si è recentemente laureata a pieni voti in architettura del paesaggio (articolo qui), con una tesi nella quale tratta la riqualificazione di viale Kennedy, il distretto industriale a Scarperia, e la mobilità attiva dell’intero territorio mugellano. In particolare propone una nuova ciclopedonale che potrebbe mettere in connessione tutti i principali nodi abitativi tra cui Scarperia, Campomigliaio, Vaglia e Borgo San Lorenzo. Nell’articolo che segue Teresa presdenta il suo lavoro di ricerca:
La tesi affronta la riqualificazione paesaggistica e funzionale di Viale Kennedy, asse della Strada Provinciale che collega Scarperia e San Piero a Sieve al distretto industriale di Pianvallico, nel Mugello. Nato storicamente come infrastruttura di collegamento, questo tracciato si presenta oggi, come uno spazio fortemente dominato dal traffico veicolare e strettamente legato allo sviluppo produttivo dell’area, con scarsa attenzione alla dimensione pedonale e paesaggistica.
L’obiettivo della ricerca è riconfigurare Viale Kennedy da semplice infrastruttura viaria a corridoio urbano e paesaggistico, capace di garantire sicurezza agli utenti più vulnerabili, promuovere forme di mobilità sostenibili e offrire luoghi di sosta e di socialità per i lavoratori e gli utenti delle aziende circostanti.

La spina dorsale del progetto è la realizzazione di una ciclopedonale che collega i centri abitati di San Piero a Sieve e Scarperia, attraversando l’area industriale di Pianvallico e mettendosi in relazione con il sistema territoriale della Via degli Dei, e rafforzando le connessioni tra l’ambito produttivo, il paesaggio agrario e i percorsi di mobilità attiva. L’asse viario diventa così parte integrante di un sistema più ampio di spazi aperti, in cui il paesaggio assume un ruolo di connessione e di qualità percettiva.
Il progetto si articola in una serie di azioni progettuali lungo l’asse viario, tra cui la realizzazione di una nuova ciclopedonale, di attraversamenti sicuri e di spazi verdi per la sosta degli utenti, affiancati dalla riorganizzazione dei margini stradali e dalla reinterpretazione della trama agraria storica. Le soluzioni adottate mirano inoltre a favorire il drenaggio urbano sostenibile e la gestione delle acque meteoriche mediante dispositivi ecologici e superfici permeabili, contribuendo al miglioramento ambientale complessivo dell’area.
Tale strategia mira a integrare funzioni produttive, esigenze di mobilità e qualità paesaggistica, restituendo al viale una nuova identità inclusiva e sostenibile.
L’approccio sperimentato lungo Viale Kennedy non è inteso come un episodio isolato, bensì come un modello replicabile per altri tratti infrastrutturali del fondovalle mugellano, estendendo i benefici a una scala territoriale più ampia. Infatti, il progetto non viene inteso soltanto come riqualificazione puntuale di un tratto di compartimento industriale, ma come occasione per riflettere sulle connessioni tra il distretto industriale di Pianvallico e la rete dei percorsi storici e contemporanei che attraversano il territorio del Mugello.
Nonostante la presenza di importanti itinerari escursionistici, il territorio del Mugello presenta ancora molte criticità legate alla mobilità attiva. La via degli Dei ,infatti, attraversa il territorio senza creare un reale sistema di collegamenti con i centri abitati e le aree produttive del fondovalle; anzi, genera una rete di mobilità lenta, frammentata e poco integrata.
Il progetto propone quindi una riflessione su come la nuova ciclopedonale possa diventare un elemento di connessione territoriale, capace di mettere in relazione il sistema dei percorsi storici con gli spazi della vita quotidiana.
Attraverso nuove connessioni ciclabili e pedonali sarebbe infatti possibile collegare tra loro diversi centri del territorio — come Scarperia, San Piero a Sieve, Vaglia, Campomigliaio e Borgo San Lorenzo — creando un sistema continuo di mobilità lenta.
L’obiettivo del progetto è quindi quello di costruire una rete territoriale integrata, in cui la ciclopedonale di progetto diventa un punto di connessione tra i diversi itinerari esistenti. In alcuni punti strategici il percorso si collega direttamente alla Via degli Dei, contribuendo a rafforzare la relazione tra i cammini escursionistici e il sistema urbano del fondovalle.
Il progetto propone quindi una riflessione su come la nuova ciclopedonale possa diventare un elemento di connessione territoriale, capace di mettere in relazione il sistema dei percorsi storici con gli spazi della vita quotidiana.
In questa prospettiva, l’intervento su Viale Kennedy non è inteso come un episodio isolato, bensì come un primo tratto di una rete più ampia che potrebbe essere progressivamente estesa ad altri ambiti del Mugello.
Attraverso nuove connessioni ciclabili e pedonali sarebbe infatti possibile collegare tra loro diversi centri del territorio — come Scarperia, San Piero a Sieve, Vaglia, Campomigliaio e Borgo San Lorenzo — creando un sistema continuo di mobilità lenta.
L’obiettivo del progetto è quindi quello di costruire una rete territoriale integrata, in cui la ciclopedonale di progetto diventa un punto di connessione tra i diversi itinerari esistenti. In alcuni punti strategici il percorso si collega direttamente alla Via degli Dei, contribuendo a rafforzare la relazione tra i cammini escursionistici e il sistema urbano del fondovalle. All’interno del sistema della ciclopedonale di progetto vengono inoltre individuati cinque itinerari tematici. Questi percorsi non rappresentano semplicemente delle direttrici di attraversamento, ma strumenti capaci di collegare i diversi nuclei abitati e valorizzare il sistema paesaggistico del Mugello.
Gli itinerari si sviluppano lungo la dorsale ciclopedonale e si diramano mettendo in relazione centri abitati, aree produttive, sistemi ambientali e tracciati storici, come la Via degli Dei. Ciascun percorso è pensato per evidenziare una particolare matrice del paesaggio — naturale, agricola, storica o infrastrutturale — offrendo all’utente esperienze differenti ma complementari. La struttura degli itinerari consente così di trasformare la ciclopedonale in una vera e propria infrastruttura narrativa, capace di raccontare il territorio attraverso le sue permanenze storiche, le trasformazioni contemporanee e le relazioni tra paesaggio e infrastruttura. Allo stesso tempo, la presenza di più percorsi tematici rafforza la capillarità del sistema, migliorando l’accessibilità e favorendo una fruizione quotidiana e inclusiva. Nel complesso, i cinque itinerari contribuiscono a consolidare il ruolo del progetto come dispositivo di connessione territoriale, capace di integrare mobilità sostenibile, valorizzazione del paesaggio e costruzione di una nuova identità locale fondata sulla continuità tra passato e contemporaneità.
Infine il progetto viene rappresentato all’interno di una reale carta escursionistica del territorio, aggiornata con il sistema dei percorsi CAI e con l’inserimento della nuova ciclopedonale. Questa rappresentazione permette di immaginare concretamente l’infrastruttura non soltanto come intervento locale, ma come parte integrante della rete escursionistica e della mobilità lenta del Mugello, capace di mettere in relazione paesaggio, centri abitati e percorsi storici all’interno di un unico sistema territoriale continuo. La ricerca, sviluppata in collaborazione con lo Studio di Ingegneria Miniati, integra dimensione tecnica e progetto di paesaggio, proponendo un approccio capace di mettere in relazione infrastruttura, mobilità attiva e identità territoriale.
Teresa Falchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Maggio 2026





