
BORGO SAN LORENZO – Non si placa il contrasto all’interno del Pd di Borgo San Lorenzo, dopo la traumatica rottura interna che ha provocato la sconfitta del partito alle ultime elezioni comunali. E la parte che non ha accettato la candidata del Pd e ha formato e votato un raggruppamento antagonista, decisivo per l’elezione del sindaco Romagnoli adesso mira, com’era prevedibile, a riprendere in mano anche la sezione, ormai da un decennio a maggioranza “riformista”. E potrebbero trovare sponda e appoggio dal Pd metropolitano, guidato dall’ex Sindaco di Pontassieve Monica Marini e dal segretario regionale Fossi, entrambi della sinistra Pd e del gruppo Schlein.
La partita comunque è tutta da giocare, perché il gruppo intorno a Cristina Becchi non ha intenzione di dare spazio alla parte che ha portato il Pd borghigiano, per la prima volta, in minoranza in Comune. Tanto più che nel partito borghigiano detiene una maggioranza piuttosto solida. Così se la segretaria Giorgia Baluganti aveva pensato di dare le dimissioni, ha poi preferito attendere per evitare la possibile mossa, da parte dei vertici metropolitani del partito, di commissariare il circolo borghigiano.
Il messaggio che viene da questo “congelamento” della situazione è chiaro: niente commissariamento, ma un congresso comunale. “Non c’è alcun motivo di farci esautorare da Firenze – dicono gli esponenti del gruppo di Becchi -, il segretario e la segreteria lo devono scegliere gli iscritti di Borgo San Lorenzo. E se ci fossero forzature siamo pronti a incontrare e chiedere l’intervento anche dela segretaria nazionale Shlein.”
Peraltro non parteciperanno alla vita del partito né la vicesindaco Silvia Notaro, né l’assessore Gabriele Timpanelli, espulsi, insieme ad alcuni altri che si sono candidati nella lista Progressisti in contrapposizione al Pd.
Si è tenuta intanto nei giorni scorsi una riunione, dove non sono mancate scintille con due ex-sindaci, Antonio Margheri e Luciano Baggiani, che hanno sostenuto la parte “scissionista”.
E la tenzone borghigiana ha sullo sfondo i turbolenti equilibri del Pd provinciale, la posizione di Giani, oggi senza rivali per la candidatura in Regione, ma osteggiato dalla sinistra, e l’apertura a Cinque Stelle e Rifondazione, che a Borgo San Lorenzo si è già voluta sperimentare, con la spaccatura del partito. Sicuramente saranno mesi caldi, quelli che attendono il Pd.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Agosto 2024

