BORGO SAN LORENZO – E’ deceduto questa notte, tra lunedì 30 Settembre e martedì 1 Ottobre, Giuliano Marchese, uno dei personaggi più noti e caratteristici di Borgo San Lorenzo. “Amava – scrive il sindco Laonardo Romagnoli – il dialogo sulle questioni di attualità e anche attraverso i social non faceva mancare il suo contributo di idee. Quando lo incontravi non faceva mancare un sorriso e un saluto affettuoso”.
Così lo ricorda Mattia Guidi:
Caro Giuliano, ci mancherai. Sei stato un caro amico per tanti, per tutti, per il paese. Sei arrivato a Borgo come Trinità nel film di Bud Spencer e Terence Hill e nella città di confine sei diventato un borghigiano da “Caro Vecchio Borgo”. Ricordi insieme ne ho moltissimi, e li terrò gelosamente. Discussioni infinite in cui non arrivavamo a niente e lo facevamo solo per il gusto di chiacchierare di “politica ciclismo e storie vere”; alle feste delle vergini; ai canta’ maggio, alla mia festa di compleanno in cui mi venisti incontro felice come un ragazzo quando si fidanza. A te piaceva l’allegria e stare in compagnia, eri un cultore della convivialità. Ho sempre invidiato la tua cultura e la tua capacità di analisi che indossavi come un abito elegante ad un ricevimento. Amavo il tuo essere pirandelliano e per questo sei il “personaggio in cerca d’autore” che preferisco. Te ne sei andato in silenzio, come eri arrivato. Soffrendo, con dignità esemplare, con tante persone che ti sono state vicine in molti modi. Hai fatto bene ad andartene adesso, il mondo non era più a misura tua, sta diventando piccolo, l’eternità ha una dimensione più adatta a te, adesso potrai parlare coi grandi del giornalismo e della storia e della politica.
Così invece Alessio Barletti:
Te ne sei andato in un giorno di pioggerella e nebbiolina. Era inevitabile. Quante volte ti ho preso in giro e scherzato sulle tue origini lombarde, quanto tu ti definivi toscano al 100%, malgrado si leggesse sulla tua carta d’identità nato a Milano, e cognome e focosità interiore emanassero l’odore di zagare della terra siciliana, che con nostalgia citavi, come se l’avessi lasciata pochi giorni prima, malgrado non ci tornassi da decenni. Era una delle tante occasioni di dibattito, di presa in giro, che a volte prendevi bonariamente, rispondendo da par tuo, altre ti adombravano, e magari ti portavano a non parlarmi per un mese, tranne poi finire, sempre, con un abbraccio ed una risata. Faceva parte di te, questa duplicità in tutto, scontroso ma affettuoso; brontolone ma conciliante; divisivo ma sempre aperto; capace di mandarti a quel paese in malo modo, o di citarci passi di pura poesia o disquisizioni storiche degne di un letterato. Ma ci volevi bene, come noi ne volevamo a te. Eri arrivato a Borgo in modo rocambolesco, come buona parte di quella tua vita fatta di viaggi e notti passate in stazione, dopo un’infanzia ricca, severa e di grande studio. Borgo, certe persone e certi gruppi in particolare, a differenza di altri posti ti aveva accolto, ti aveva voluto bene e tu questo l’avevi percepito, fermandoti in pianta stabile. Come se fosse casa tua. Come se i personaggi del dopoguerra di questo “Borgo dalle cento case” (ed anche quelli precedenti, antecedenti alla tua nascita) fossero stati tuoi compagni di gioco e di discussioni. Olmi, inizialmente, era divenuta la tua casa, i bar e il giornalaio il tuo primo appuntamento, gli eventi, culturali e non solo, nel quale non facevi mancare i tuoi interventi, il tuo teatro, la Biblioteca il tuo ufficio. Un gruppo degli Amici delle Biblioteche, di cui eri divenuto presidente onorario, era divenuta la tua famiglia, cosi come noi Maggiaioli. Quanto attendevi quella data, in cui passare ore di spensieratezza, in cui rispondere con le tue rime non rime ai “fiori” nei quali eri sempre protagonista, nel quale volare durante “il di di lune”, protagonista, come controparte, con il tuo momento di poesia, a volte toccante, del Figaro del Cia. Quante volte abbiamo fatto insieme i video di avvicinamento al maggio, nel quale invitavi tutti a partecipare, tu, maggiaiolo da sempre, anche quando eri lontano. Quante volte ci hai accompagnato in case di riposo o eventi e la gente si accostava a te come il “sindaco del maggio” e tu decantavi la bellezza e l’importanza di mantenere viva questa tradizione. Volevi, me lo avevi sempre detto, che il maggio e le campane a festa di accompagnassero anche in quest’ultimo minuto. Te lo abbiamo cantato anche nella tua ultima dimora, quella Villa Ersilia dove ti eri ricavato “lo studiolo” ed eri diventato il bibliotecario, tra quei libri, le cartoline o i siti di storia e tradizioni che erano per te ossigeno. Ci mancherà tutto questo. Mi mancherà quando ci dicevi: siete voi la mia famiglia, non mi lasciate. Mi mancherà il sentire il tuo “dov’è l’Alessio?” che tradiva quella tua origine che con forza rinnegavi. Te ne vai in un giorno di pioggia, che fa crescere quei fiori e quei frutti che a maggio cantavamo. E continueremo a cantare, il 30 aprile, e stavolta, senza durare fatica, ti permetterà di accompagnarci dall’altro. E se sentiremo una rima stonata sapremo che anche stavolta sei qui con noi, come un maggiaiolo, da sempre, deve fare! Fiore, fiore di grano, ti sia lieve la terra, o buon Giuliano!
Alessio
Il Partito Democratico di Borgo San Lorenzo si unisce al cordoglio per la scomparsa di Giuliano Marchese, da sempre iscritto e militante del nostro circolo: la sua visione arguta e critica sulla realtà e sulla politica locale e nazionale ci accompagnerà sempre.
Giuliano regalava sempre riflessioni stimolanti e credeva in una politica che fosse vicina alle persone: Giuliano aveva a cuore la nostra Borgo.
Ho letto solo adesso della triste dipartita, sono il suo cugino diretto ed infatti porto lo stesso suo nome e cognome. Lo ricordo più che altro da bambino e da poco meno che adolescente, quando viveva a Catania,dopodicchè non l’ho più rivisto, penso che l’ultima volta risalga ad almeno 50 anni fa. Nonostante tutto, ho un dolce ricordo di Giuliano grande, come lo chiamavano tutti in famiglia, per differenziarlo da me, Giuliano piccolo. Di lui ricordo la stranezza della persona, i cambiamenti di umore improvviso, ma l’enorme cultura e, sapendolo prendere, il suo grande affetto e il bisogno di averlo dagli altri. Oggi, nell’apprendere la notizia, mi è rimasto tanto amaro in bocca e quindi penso che è vero e pure se vogliamo inspiegabile. Puoi non vedere più una persona per mezzo secolo, non sapere più nulla di lei, ma se ci hai condiviso parte dell’infanzia e sei unito da quei vincoli di parentela di una volta, dove per le feste, volente o nolente, si doveva stare tutti insieme fra parenti, la persona non la scordi più e forse te la porti nel profondo del cuore, in modo silente quando non sai più nemmeno dove viva e cosa faccia e sapere della sua dipartita, peraltro a distanza di mesi e per puro caso, ti lascia tanta, ma tanta tristezza. Leggendo il bell’articolo che gli è stato dedicato, immagino che Giuliano abbia lasciato un bellissimo segno in chi lo frequentava e lo ha accompagnato in questa stagione della sua vita, ciao cugino Giuliano
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Ho letto solo adesso della triste dipartita, sono il suo cugino diretto ed infatti porto lo stesso suo nome e cognome. Lo ricordo più che altro da bambino e da poco meno che adolescente, quando viveva a Catania,dopodicchè non l’ho più rivisto, penso che l’ultima volta risalga ad almeno 50 anni fa. Nonostante tutto, ho un dolce ricordo di Giuliano grande, come lo chiamavano tutti in famiglia, per differenziarlo da me, Giuliano piccolo. Di lui ricordo la stranezza della persona, i cambiamenti di umore improvviso, ma l’enorme cultura e, sapendolo prendere, il suo grande affetto e il bisogno di averlo dagli altri. Oggi, nell’apprendere la notizia, mi è rimasto tanto amaro in bocca e quindi penso che è vero e pure se vogliamo inspiegabile. Puoi non vedere più una persona per mezzo secolo, non sapere più nulla di lei, ma se ci hai condiviso parte dell’infanzia e sei unito da quei vincoli di parentela di una volta, dove per le feste, volente o nolente, si doveva stare tutti insieme fra parenti, la persona non la scordi più e forse te la porti nel profondo del cuore, in modo silente quando non sai più nemmeno dove viva e cosa faccia e sapere della sua dipartita, peraltro a distanza di mesi e per puro caso, ti lascia tanta, ma tanta tristezza. Leggendo il bell’articolo che gli è stato dedicato, immagino che Giuliano abbia lasciato un bellissimo segno in chi lo frequentava e lo ha accompagnato in questa stagione della sua vita, ciao cugino Giuliano