SCARPERIA E SAN PIERO – Già dall’otto Dicembre scorso, nella Pieve di San Pietro a San Piero a Sieve, la famiglia Bini (Antonella, Franco e il figlio Marco, ideatore e progettista) ha allestito per il terzo anno consecutivo un presepe, che riproduce lo scenario tipico della nascita del Bambino Gesù in un’ambientazione locale (per gli articoli degli anni passati cliccare qui).
Ogni volta il presepe viene arricchito di un nuovo elemento che ne caratterizza la scenografia di base, composta dalla piazza Colonna dov’è riconoscibile la torre di Scoronconcolo dell’Albergo La Felicina, la via Provinciale con il mercato in corso, il castello del Trebbio e – dal 2023 – la stazione ferroviaria e la Fortezza di San Martino, all’interno della quale Maria e Giuseppe stanno aspettando il Bambinello, che vi sarà adagiato la notte fra il 24 e il 25 dicembre.
Quest’anno i realizzatori, con l’ausilio di volontari dei gruppi “Mani di Donna” – con l’amica Renza Maiani – e “INPS” (così chiamato per la composizione di pensionati dalle mille risorse e sempre disponibili), si sono concentrati su una ricostruzione dell’antico ponte sulla Sieve, prendendo a modello un’incisione di Giuseppe Zocchi. Un lavoro di precisione, che riesce a coinvolgere anche sul piano affettivo, in continuità con le iniziative di valorizzazione del patrimonio storico-artistico del paese, come quella – ancora in corso – che vede protagonista proprio la Fortezza. “Non a caso – dicono gli organizzatori – abbiamo scelto di posizionare la natività fra quelle mura antiche, che hanno sempre accolto la popolazione sanpierina nei momenti di difficoltà, come sta scritto anche su una targa apposta all’interno. Un concetto – aggiungono i Bini – che quest’anno trova corrispondenza nei valori di apertura e accoglienza insiti nel Giubileo”.
Il pievano, don Daniele Centorbi, ha accolto favorevolmente l’idea del presepe sanpierino fin dalla sua prima edizione, come strumento per sentirsi ancora più vicini alla straordinarietà della nascita di Gesù, un Dio che si è fatto bambino e vuole essere nella vita di ognuno, nelle nostre case, come lo è davvero in questo scenario.
Chi si trovi a passare da quelle parti, adulti e bambini, faccia una sosta in Pieve anche per ammirare il Presepe e i suoi particolari, che ne testimoniano l’attenzione e la cura che gli vengono dedicate. Quindi, per tanti motivi, è auspicabile che l’iniziativa possa continuare, come ulteriore tassello che unisce un popolo attorno alla sua storia e al miracolo del divino.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Dicembre 2024






