SCARPERIA E SAN PIERO – Dal 22 al 31 marzo il comune di Scarperia e San Piero ha accolto 24 rappresentanti di organizzazioni no-profit provenienti da otto paesi europei: Italia, Spagna, Francia, Germania, Bulgaria, Romania, Grecia e Portogallo.
“La società attuale è progettata per il burnout: ci viene chiesto sempre di più, senza mai essere considerati abbastanza, con una produttività continua. Lo stress è ormai diventato cronico. C’è un urgente bisogno di connessioni sane, di cura emotiva, di supporto reciproco. Non possiamo caricarci da soli un peso che è, invece, sociale. È necessario un cambiamento sistemico”, osserva Giacomo Zoffoli, sostenitore di un nuovo modo di vivere, che insieme a Genny Carraro ha svolto il ruolo di trainer e facilitatore del corso.
Il burnout, in italiano “esaurimento”, è un termine vasto che consiste nella perdita delle energie e funzionalità necessarie a partecipare attivamente alla società, in particolare nel contesto lavorativo. Questa esperienza è sempre più diffusa in una società che chiede all’individuo sempre di più, fornendo poco o nessun sostegno comunitario. Il burnout è un fenomeno molto diffuso anche nel contesto sociale e di volontariato, dove il carico di stress e le responsabilità si sommano all”intensità emotiva delle attività, la difficoltà nel raggiungere risultati e le risorse limitate.
“Oggi in Italia aprire un’associazione no-profit è quasi come avviare un’azienda: servono statuto, bilanci, verbali, PEC, registrazioni, burocrazia. Spesso, soprattutto per i gruppi di giovani, tutto questo diventa un ostacolo difficile da sostenere” racconta Nicolò Michelini, uno degli ideatori e coordinatore del progetto. “In più, molte associazioni scelgono di prendere decisioni in modo collettivo, senza capi e gerarchie imposte. Ma farlo davvero non è semplice: nessuno ci insegna come gestire i conflitti, come ascoltare davvero, come trovare il consenso quando ci sono idee diverse. E questo, col tempo, può diventare fonte di frustrazione, stanchezza, e portare al burnout. Per questo abbiamo creato questo progetto: vogliamo dare ai leader e ai membri delle associazioni strumenti pratici per affrontare questi aspetti. Tecniche di facilitazione, gestione del tempo e delle emozioni, modelli decisionali orizzontali, cura del gruppo… Tutto quello che serve per continuare a fare attivismo con gioia, senza consumarsi.”
Attraverso i progetti Erasmus+ come questo, l’Unione Europea punta a rafforzare la qualità del lavoro con i giovani, promuovendo la formazione di chi opera nel sociale. Lo scambio di pratiche tra paesi diversi favorisce lo sviluppo di competenze utili ad affrontare sfide comuni, e contribuisce a costruire una cittadinanza europea più consapevole, cooperativa e solidale. Durante il corso, i partecipanti hanno lavorato con metodi di educazione non formale, attività esperienziali, momenti di riflessione individuale e collettiva, condivisione di buone pratiche e confronto interculturale. Senza internet, immersi nella natura, si è creato uno spazio sicuro in cui persone di età e background diversi si sono ascoltate, sostenute, viste davvero.Al centro, un’idea semplice ma rivoluzionaria: prendersi cura delle persone che compongono le organizzazioni, non solo dei risultati da raggiungere. Imparare a dire di no. A riconoscere i propri bisogni. A rallentare. A creare accordi chiari. A gestire l’impatto delle proprie parole. A sognare insieme e a contribuire ai sogni dell’altro. La visione di Genny Carraro, counselor, facilitatrice e formatrice, va oltre il singolo progetto. Da anni lavora per costruire comunità in cui le persone possano riconoscersi davvero: accogliere la diversità, incontrarsi nella vulnerabilità, prendersi cura le une delle altre e dell’ambiente che le circonda. Crede in uno spazio umano dove il supporto reciproco permetta alle persone non solo di stare bene, ma anche di tornare a sognare insieme. Come ama ricordare: “Nulla si materializza se non c’è un sogno che muove”.
Il progetto Tool Up è solo l’inizio. Un seme piantato sulle montagne di Scarperia che, con il tempo e la cura, potrà far crescere un nuovo modo di essere gruppo, associazione, comunità. Tutto questo è stato possibile grazie al sogno di “Tra una luna e l’altra” , l’associazione di Pontassieve promotrice di “Tool Up”. TULELA è un’associazione relativamente “giovane” che da qualche anno si impegna nell’educazione non formale e nella promozione di progetti Erasmus+ che favoriscono la crescita personale e professionale dei giovani, con un forte focus sul benessere mentale e la sostenibilità ambientale. Con l’obiettivo di rendere le esperienze di questo progetto accessibili anche ad altre realtà, Tulela organizzerà un evento di disseminazione online e pubblicherà un toolkit in formato PDF, raccogliendo le attività realizzate e le risorse sviluppate, affinché possano essere utilizzate e adattate da altre associazioni in tutta Europa. Un modo per continuare a diffondere conoscenza, pratiche positive e la visione di un futuro più cooperativo e sostenibile.
Sabrina Anghinelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 aprile 2025


