MUGELLO – Oggi il “Filo di Perle” curato da Giampiero Giampieri propone un estratto dal testo “Tempo di seconda mano, la vita in Russia dopo il crollo del comunismo” di Svetlana Aleksievic.
Nelle nostre conversazioni, raramente ci dicevamo tutto con schiettezza. Lui (il padre) cercava di risparmiarmi. Ma l’ho fatto abbastanza anch’io? Mi è difficile rispondere … In generale coi nostri genitori siamo stati spietati. Credevamo che la libertà fosse una faccenda molto semplice. Non è passato molto tempo e abbiamo potuto sperimentare noi stessi quanto pesi invece il suo fardello, perché nessuno ci ha insegnato la libertà. Ci hanno soltanto insegnato come morire per essa.
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Nella “Leggenda del Grande Inquisitore” di Dostoevskij si discute di libertà. Di come il cammino per raggiungerla sia impervio, pieno di sacrificio, tragico … “A che pro questa dannata conoscenza del bene e del male se il prezzo da pagare è così alto?” L’uomo deve scegliere a ogni passo: tra la libertà e il benessere di una vita ordinata, tra la libertà nelle sofferenze o la felicità senza libertà. E la maggioranza delle persone sceglie la seconda via.
Il Grande Inquisitore dice a Cristo che è ritornato sulla terra: “Perché sei venuto a disturbarci? Sei infatti venuto a disturbarci, lo sai anche Tu.”
“Stimandolo tanto [l’uomo], Tu agisti come se avessi cessato di averne pietà, perché troppo pretendesti da lui … Stimandolo meno, avresti anche meno preteso da lui, e questo sarebbe stato più vicino all’amore, perché più leggera sarebbe stata la sua soma. Egli è debole e vile … Che colpa ha l’anima debole, se non ha la forza di accogliere così terribili doni?”
“Non c’è per l’uomo rimasto libero più assidua e più tormentosa cura che quella di trovare al più presto qualcuno dinanzi a cui inchinarsi … e a cui rimettere quel dono della libertà col quale questa infelice creatura nasce.”
Da Svetlana Aleksievic, Tempo di seconda mano, la vita in Russia dopo il crollo del comunismo
Nata in Ucraina nel 1948 da padre bielorusso e madre ucraina. Giornalista e scrittrice, è nota soprattutto per essere stata cronista per i connazionali dei principali eventi dell’Unione Sovietica del XX secolo. Fortemente critica nei confronti del regime dittatoriale in Bielorussia, è stata perseguitata dal presidente Aleksandr Lucašenko e la sua opera bandita dal paese. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 2015.
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 luglio 2025



