
VICCHIO – Valutare ipotesi alternative alla realizzazione del sottopasso per eliminare il passaggio a livello di Vicchio, tra le quali uno spostamento della strada per poi incrociare la ferrovia, con un sovrapasso, qualche chilometro più avanti in direzione Borgo San Lorenzo. È la richiesta del sindaco di Vicchio Francesco Tagliaferri per sbloccare l’impasse che si è creato dal 2019, quando cioè con il nuovo piano strutturale intercomunale è stato modificato il livello di rischio idraulico del torrente Muccione, rendendo più complicata, e di fatto bloccando, l’ipotesi del sottopasso, per la quale comunque non esisteva ancora un progetto. Intanto lo stesso passaggio a livello nei giorni scorsi è stato al centro di una riunione alla quale hanno partecipato un delegato del prefetto di Firenze Francesca Ferrandino, il sindaco di Vicchio e Rfi. Nella quale si è parlato, naturalmente, di quanto accaduto lo scorso 2 luglio (articolo qui); quando un tronco di piccole dimensioni finito sui binari ha fatto scattare i sensori e lasciato l’impianto chiuso per oltre un’ora mezzo, bloccando allo stesso tempo la circolazione ferroviaria e quella stradale.
Proprio sulla delicata questione del passaggio a livello abbiamo rivolto a Tagliaferri alcune domande. Iniziamo da quanto accaduto il 2 Luglio, situazione risolta solo dall’intervento dei Vigili del Fuoco, cosa dire in merito?
“La prolungata chiusura del passaggio a livello – ricorda il sindaco – ha determinato code di quasi 5 km, costringendo numerosi mezzi a sostare incolonnati sotto alberi e rami in piena allerta meteo aggravando così i rischi in una situazione che ha visto varie criticità sul territorio. Ho voluto rappresentare al Prefetto una situazione inaccettabile e la preoccupazione dell’Amministrazione riguardo a fatti di estrema gravità che hanno messo seriamente a rischio la sicurezza dei cittadini vicchiesi e hanno evidenziato, ancora una volta, le criticità legate alla gestione del passaggio a livello”.
Veniamo alla questione di fondo. Di eliminare il passaggio a livello di Vicchio si parla fin dal protocollo d’intesa del 2017 tra Ministero, Regione, Rfi ed enti locali. A che punto siamo? È tutto bloccato?
“Purtroppo – afferma – ad oggi di pronto c’è niente. Esiste, dal 2017, un disegno di un’ipotesi di variante della diabilità con la costruzione di una rotonda per fare un sottopasso. Ma tutto venne fermato nel 2019, quando il Comune di Vicchio adottò il piano strutturale intercomunale che spostava la zona del passaggio a livello da un livello di rischio idraulico a un altro, più elevato”.
Cosa si può fare per mettere in sicurezza il torrente e superare questo rischio?
“Esiste una progettazione da circa un milione di euro, ma non è mai stata finanziata nonostante il Comune abbia fatto domanda varie volte alla Regione. L’intervento prevederebbe di abbassare in sostanza di circa 70 centimetri il livello del Muccione”
Perché chiedi invece di valutare soluzioni alternative?
“Come detto, nonostante in campagna elettorale si parlasse di fine lavori nel 2026 non c’è neanche un progetto, ma solo un primo disegno. Dato lo stato della situazione, allora, mi permetto di avanzare i dubbi che già avevo sull’ipotesi sottopasso, legati principalmente ai rischi idraulici. Anche se si abbassasse davvero il livello del Muccione di 70 centimetri, basterebbe nel caso di precipitazioni eccezionali come quella dello scorso 15 Marzo? E poi c’è un altro problema”.
Quale?
“Quello della viabilità alternativa durante i lavori. Un aspetto molto complicato nel caso del sottopasso, per il quale in 8 anni non è mai stata trovata una soluzione. E che rischierebbe di bloccare il Mugello per almeno due anni”.
E allora?
“Ho chiesto a Rfi se avevano valutato l’ipotesi di una variante della viabilità e di un attraversamento sopraelevato qualche chilometro più avanti, più o meno in corrispondenza del rettilineo dove si trova la zona industriale. Visto che questa valutazione non era stata fatta, ho chiesto che si prenda in considerazione l’ipotesi. Ovviamente la mia è stata soltanto una richiesta di valutazione, perché non so se tecnicamente possa essere fatto. Siamo ancora in attesa di una valutazione. Credo però che politicamente serva una riflessione, capire se vogliamo andare in questa direzione”.
Cosa aggiungere?
Vorrei ricordare che nel memorandum del 2017 era previsto anche l’ammodernamento delle stazioni, come è stato fatto per quella di Dicomano. Ho chiesto perché alla stazione di Vicchio non sia stato fatto nessun intervento. Mi è stato risposto che anche quello era legato al rischio idraulico, ma ho dimostrato che non è vero. Il vincolo del rischio idraulico finisce prima della stazione”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Luglio 2025






