
BORGO SAN LORENZO – Di recente si è tornato a discutere del futuro della biblioteca comunale di Borgo San Lorenzo. Che la precedente giunta aveva progettato di trasferire dall’attuale sede del Palazzo del Podestà, ormai troppo piccola, a villa Pecori Giraldi, oggetto per questo di importanti lavori di ristrutturazione. La nuova giunta ha cambiato indirizzo, optando per creare due sedi della biblioteca, Palazzo del Podestà e Villa Pecori. Con l’assessore alla cultura Silvia Notaro abbiamo fatto il punto.
Da tempo questa amministrazione ha espresso la volontà di spostare solo una parte della biblioteca Comunale a Villa Pecori, a che punto siamo?
“Dal punto di vista dei lavori, il cantiere sta procedendo rispettando i tempi stabiliti dal cronoprogramma. Rispetto al progetto funzionale, del quale si è parlato in più occasioni, abbiamo avuto qualche settimane fa un incontro in commissione consiliare, nel quale è stato presentato il progetto del polo culturale di Villa Pecori. Questo prevede che nella Villa sia ospitata una delle due sedi della biblioteca, mantenendo, quindi, la sede storica in Piazza Garibaldi. La nuova sede nella Villa si caratterizzerà ospitando tutto il patrimonio archivistico del Comune che potrà così essere valorizzato e integrato ma anche alcuni fondi e sezioni specifiche, tra cui anche quelle dedicata a infanzia e adolescenza.
Il progetto originario, con il trasferimento integrale della biblioteca, infatti prevedeva spazi piuttosto piccoli per la sezione dedicata a bambini e ragazzi. In questo modo, invece, potremo ampliare l’offerta sia di materiali per la lettura e il gioco, ma anche svolgere attività dedicate. La vicinanza del Museo dei bambini e del Parco, renderanno la Villa un luogo maggiormente vissuto anche dalle famiglie e dalle ragazze e i ragazzi”.
E nel centro storico?
“Fin da subito abbiamo espresso la volontà di non togliere dal centro storico la biblioteca, perché di fatto è un riferimento irrinunciabile per la nostra comunità. Da questa premessa abbiamo costruito sempre più concretamente un progetto complessivo del servizio bibliotecario che, prevedendo le due sedi, valorizzerà al meglio gli spazi e potrà aumentare le attività e i servizi offerti.
In centro, nella sede storica, rimarrà sicuramente il punto prestito, elemento essenziale a rendere la sede di i Piazza Garibaldi un logo vivace e di incontro. Ma rimarrà anche la possibilità sia di consultazione che di studio, con spazi finalmente più ampi e adeguati”.
Perché la scelta di strasferire gli archivi a Villa Pecori?
“Prima di tutto per poterli finalmente valorizzare e integrare, facilitandone la consultazione e lo studio. Una parte della biblioteca di Villa Pecori sarà infatti molto orientata a un’utenza interessata alla ricerca e all’approfondimento, anche con il supporto di strumenti digitali, l’accesso a riviste specializzate e a banche dati”.
Rimarrà in villa anche una sala per la convegnistica?
“Sì, questo è uno spazio che abbiamo deciso di recuperare rispetto al progetto “ereditato”. A Borgo manca una sala per convegni, e in questi mesi di lavori se ne è sentita la mancanza. Inoltre, prevedendo che Villa Pecori diventi un centro di studio e ricerca, avere ambienti adatti alla formazione e alla divulgazione diventa una risorsa fondamentale”.
Possiamo fare il punto sugli importi dei lavori?
“Certo, stiamo parlando di tre diversi lotti: la Villa, con lavori che riguardano prevalentemente il tetto e il consolidamento strutturale (circa 3 milioni e 150 mila euro), il parco (circa 762 mila euro) e le aree esterne, fra cui il parcheggio antistante la Villa (850 mila euro). A questi si aggiungono 393.000 euro per gli arredi dalla Regione di finanziamento PR FESR 2021/27 (finanziamento Regionale per le Aree Interne) per la biblioteca, oltre a 495.000 euro per la rifunzionalizzazione della componente vegetale del parco storico (finanziamento del MIC). Stiamo parlando, quindi, di un investimento che nel complesso impegna oltre 5 milioni e 600 mila euro”.
Si era però parlato del rischio di perdere il finanziamento regionale per gli arredi…
“Questa non è un’informazione corretta, il finanziamento per gli arredi c’è e verrà utilizzato per la sede della biblioteca nella Villa, come detto in precedenza. Si tratta, tra le altre cose, di compact per il materiale archivistico, tavoli per lo studio, scaffalature, l’allestimento degli spazi informali”.
Come saranno organizzati gli spazi?
“Oltre alla biblioteca e alla sala convegni che si sviluppano nell’ala sinistra della Villa, il progetto prevede il riallestimento e il rilancio del Chini Museo valorizzando le opere di Galileo e della Manifattura, la creazione un centro di ricerca sul Liberty, una caffetteria e spazi informali interni ed esterni con la possibilità di organizzare mostre, il Museo dei bambini con l’atelier creativo, il Parco che potrà ospitare concerti ed eventi oltre che essere pensato per poter essere vissuto per lo studio o il riposo all’aria aperta”.
Insomma, come vede la futura bilioteca e la futura villa pecori?
“Vediamo Villa Pecori come un sistema integrato, un vero e proprio Polo Culturale, con iniziative e servizi che dialogano tra loro. Un sistema che tende, anche dal punto di vista gestionale e finanziario, a raggiungere un buon livello di autonomia. Un aspetto, questo, che va costruito e sviluppato con attenzione da chi ha competenza in materia di gestione dei beni culturali. Intanto, occorre analizzare quali forme di gestione siano le più appropriate e funzionali”.
Per due sedi servirà però più personale, forse quasi il doppio dell’attuale. Come affronterete il problema? Con quale sistema e con quali risorse?
“Come dicevo, gli aspetti gestionali e quindi economici legati alle diverse funzioni del Polo culturale di Villa Pecori (biblioteca, attività museali, ricerca e documentazione, convegnistica ed eventi) devono necessariamente essere affrontati in un’ottica di sistema, anche rispetto al personale. Il piano gestionale su cui stiamo richiedendo una consulenza darà risposte specifiche. Segnalo comunque che già attualmente (e ormai da anni, a dire il vero) il personale della biblioteca fa fronte a un carico di lavoro rilevante, ragione per cui abbiamo già previsto un’integrazione dell’orario delle operatrici e degli operatori.
Partiamo da un presupposto: se si vogliono più servizi per i cittadini occorre necessariamente investire più risorse. Non è detto però che si debbano trovare tutte dal bilancio comunale. Il Polo culturale di Villa Pecori potrà infatti accedere a bandi regionali ed europei, collaborare con altri enti e università, sviluppare partnership con associazioni del territorio. Puntiamo a sviluppare una gestione attenta del Polo che mira negli anni a raggiungere la massima sostenibilità del progetto: una sfida non da poco, ne siamo consapevoli. Ma siamo convinti sia l’unico approccio sensato e corretto, vista anche l’importante mole di risorse pubbliche investite sulla Villa”.
Nel palazzo del podestà andranno eseguiti lavori di adeguamento antincendio. Come e quando saranno eseguiti? Quanto costeranno e con quali fondi? Ci saranno interruzioni del servizio?
“Sì, quello dell’adeguamento dell’impianto antincendio è un problema purtroppo che si trascina da anni e che va risolto, ma questo a prescindere dal fatto che nel Palazzo del Podestà si sia deciso di mantenere la Biblioteca. Quando abbiamo ripreso in mano la questione, contestualmente alla revisione del progetto di Villa Pecori, l’unico riferimento per quantificare i costi era un preventivo di oltre dieci anni fa, al quale non è stato mai dato seguito. Oggi, anche per poter intercettare risorse da bandi, ci stiamo muovendo per una riquantificazione dei costi che, necessariamente, dovrà attendere la riprogettazione definitiva degli spazi della biblioteca. I lavori non dovrebbero comportare comunque particolari interferenze col servizio: nei mesi scorsi abbiamo già gestito quelli alla centrale termica senza interruzioni se non di qualche giorno”.
Come concludere?
“Il progetto del Polo Culturale di Villa Pecori, compresa la realizzazione della nuova e ulteriore sede della biblioteca, è sicuramente complesso e di grande portata. Abbiamo la certezza, però, che il Polo sarà una risorsa per le nostre cittadine e i nostri cittadini ma anche per l’intero territorio, del Mugello e dell’intera regione. Lo immaginiamo come un luogo in cui cultura (intesa nel senso più ampio del termine) e benessere personale e sociale si incontrano, alimentandosi a vicenda. Un luogo dinamico, di crescita e sperimentazione. Sono obiettivi ambiziosi ma su cui stiamo già lavorando da mesi, come amministrazione e struttura tecnica”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Agosto 2025



