MUGELLO – Ancora un angolo di Mugello. Un monte sul crinale appenninico, da dove, nel 1821, l’astronomo Giovanni Inghirami poté osservare il mare. Anzi due mari, il Tirreno e l’Adriatico. Una storia d’altri tempi, il fascino per un’impresa da replicare.
Prima furono le “Alpes Ubaldinorum”, le Alpi della famiglia Ubaldini, feudatari in Mugello. Poi divennero le “Alpes Fiorentinae”, quando la Repubblica di Firenze sconfisse gli Ubaldini e ne incamerò i territori. Dal punto di vista geografico, la dorsale appenninica, lo spartiacque fra la conca mugellana, a Sud, ed il Comune di Firenzuola, a Nord, nel tratto fra il passo della Futa ed il passo del Giogo, è meglio definita dai rilievi che ne contraddistinguono il profilo. Da Ovest verso Est, il Monte Gazzaro (1125 m.), il Monte Faggio all’Ombrellino (1056 m.), poi il Monte di Castel Guerrino (1117 m.). Un crinale ricco di storia, uno dei polmoni verdi dell’intera zona. Così Monte di Castel Guerrino, non è di certo la cima più alta. E neppure rientra nei percorsi escursionistici più frequentati, quelli che si snodano sui tracciati della “Via degli Dei” (clicca qui per articolo) e della “Flaminia Minor, militare” (clicca qui per articolo). Eppure ci si sbatte contro percorrendo il sentiero, in parte strada forestale, che collega il passo della Futa a quello del Giogo. Insomma, a prima vista e nella bibliografia storica dei luoghi, un posto di seconda fascia, di minor interesse.

Tuttavia Monte di Castel Guerrino rappresenta molto di più. Probabilmente, trasportati anche dal toponimo, fu sede di un qualche fortilizio. Poi, è stato palestra per studi geodetici e topografici, ove sperimentare le prime tecniche di livellazione trigonometrica. In effetti, ha una peculiarità. Dalla sua vetta si vedono i due mari, il Tirreno e l’Adriatico. Per il primo la costa di Livorno, per il secondo quella di Ravenna. Almeno secondo gli studi documentati nella relazione dell’astronomo e geodeta Giovanni Inghirami. Così scrisse, “Correva il dì primo d’ottobre dell’anno ultimamente caduto 1821, di poco era passato il sole oltre il meridiano del luogo, il termometro all’ombra era su di quel monte a 8°,4.”. Quando, “a Castel Guerrino (nel Comune di Firenzuola, n.d.a.) incontrai una sorte anche più rara che non avrei saputo aspettarmi giammai, la vista cioè dei due mari che bagnano le due opposte parti della nostra penisola, l’uno di fronte a Livorno l’altro di fronte al litorale di Ravenna, ambedue nettissimi, in perfettissima calma, e che talmente bene si presentavano da potersi con tutta facilità tentare il paragone dei loro livelli.”. Prosegue, “Io non dirò con qual’estrema avidità fosse tosto da me afferrata la tanto propizia occasione, né con quanto scrupolo e cura disponessi la macchina (teodolite, n.d.a.) all’osservazione, né qual nutrissi viva speranza di un risultato corrispondente al favore di circostanze sì belle.”.
Tutto pubblicato nel volume, “Elevazione sopra il livello delle principali eminenze e luoghi più importanti della Toscana determinata trigonometricamente” di Giovanni Inghirami, delle Scuole Pie, socio corrispondente della Reale Società Astronomica di Londra, uno dei quaranta della Società Italiana delle Scienze, Firenze, nella Stamperia Calasanziana, 1828. Lo studio, di per sé, è ricco di dati e del dettaglio dei calcoli per la determinazione dei dislivelli. Risultati notevoli. Altezza rilevata, mediata in cinque osservazioni a punti diversi, in tese francesi 572,51 (unità di misura lineare pari a 1,949 m.), equivalenti a 1115,82 m. (contro il valore cartografico, di precisione inferiore, arrotondato a 1117 m.).
Una descrizione accurata, fatta da uno scienziato, nel rigore e per le conoscenze in materia di quell’epoca. Sicché tutt’altro di un anonimo “sentito dire” o di un’emotiva suggestione. Evidenza di fatto. La prova certificata che da un punto dell’Appennino mugellano si vedono i due mari. Di nuovo, Mugello, fra storia, ambiente e anche scienza.
Gianni Frilli
(Monte di Castel Guerrino, da http://www.progettoubaldini.it/)

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 dicembre 2015




