
FIRENZUOLA – C’è anche il parco eolico del Carpinaccio, a Firenzuola, tra i “Parchi del Vento” segnalati in Toscana da Legambiente, raccontati nella quarta edizione della guida turistica “Parchi del Vento”. Impianti che, secondo Legambiente, “ben raccontano come sia possibile coniugare innovazione e turismo facendo scoprire territori ricchi di storia, arte e prelibatezze culinarie fuori dai circuiti turistici consueti”.
Sì, perché secondo le nota associazione ambientalista, “gli impianti eolici, se ben fatti e integrati con il territorio, possono essere anche un importante volano turistico”. E ricordano che è “fondamentale realizzare nuovi impianti, a terra e in mare, snellendo e velocizzando gli iter normativi e coinvolgendo tempestivamente le comunità locali”.
Insomma, questi impianti, che altri definiscono “impianti eolici industriali”, per Legambiente, che ha realizzato una guida turistica con il contributo anche delle società proponenti, tra cui Agsm, ben raccontano “il connubio vincente tra innovazione, energia pulita e turismo”.
Legambiente nella sua guida così descrive ad esempio il parco del Carpinaccio, a Firenzuola: “un’area naturalistica tutta da esplorare. A piedi, lungo i sentieri della linea gotica, o in bicicletta. O magari seguendo percorsi tematici che raccontano la storia dei luoghi. L’ultimo ideato in ordine di tempo è “Il Cammino delle Terre di Giotto e Dante”, un percorso a tappe di 149 chilometri che ricalca con rigore storico gli itinerari di Giotto di Bondone, nato proprio da queste parti, precisamente a Vicchio, e di Dante, che il Mugello lo frequentò specialmente nel suo lungo esilio”.
“Per contrastare l’emergenza climatica e migliorare le condizioni sociali del nostro Paese – commenta Katiuscia Eroe responsabile energia di Legambiente – è fondamentale non solo far crescere la produzione da rinnovabili e rendere finalmente il nostro sistema energetico libero da carbone, petrolio e gas, escludendo l’inutile e costoso ritorno al nucleare, ma anche fare in modo che queste tecnologie portino sempre più vantaggi ai territori e alle comunità. Gli impianti eolici non sono né ecomostri né impianti mostruosi come affermato da alcune amministrazioni locali. Con la nostra guida turistica Parchi del Vento, grazie alla collaborazione di diversi partner, raccontiamo a cittadini, turisti, curiosi ma anche imprese e amministrazioni come ciò sia possibile perché un parco eolico, se ben integrato con il territorio, può essere un volano per attirare curiosità verso i territori in cui sono ospitati, valorizzando le attività esistenti. Non dimentichiamo inoltre che, per completare la rivoluzione energetica, è fondamentale spingere sempre più sulle rinnovabili snellendo gli iter normativi e coinvolgendo le comunità locali”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Ottobre 2025



2 commenti
Lega? NEGA!
Certo, come no!!
Le pale eoliche, tutte più o meno uguali a vedersi, banalizzano tutti i contesti che vanno a colpire.
E adesso chi ci guadagna ci vuole convincere che luoghi e paesaggi ne vengono valorizzati.
A questa stregua, potremmo valorizzare tutte le borgate d’Italia piazzandoci in mezzo una riproduzione del campanile di Giotto: visto che è bello, sta bene ovunque, no?
Sembra di tornare a quando insistevano a dirci che la Fiat Multipla era bella.
Comunque, paesaggio o meno, sarebbe bene che, in una gita all’impianto di cui si parla nell’articolo, si desse uno sguardo, 150 metri a nord del cimitero del Peglio, anche al bel risultato della frana che si è aperta allo sbocco della strada d’accesso all’impianto stesso, dopo che è stata pavimentata.
Frane? What’s “frane”? Ne abbiamo già avuta una anche lungo la pista di cantiere dell’impianto del Monte Giogo di Villore, poco sotto la sommità del monte Peschiena.
In Veneto si specula, si progettano danni… e in Toscana si paga.