MUGELLO – Voglio raccontare in questa breve narrazione di una pratica agricola ed arboricola, comune in tutta la nostra splendida Italia. Insieme alla vendemmia delle uve, la raccolta delle olive rappresenta tutt’oggi il momento più alto, più bello, più condiviso di tutte le pratiche e non solo agricole. Nelle campagne e sulle colline di mezza nazione, fervono incessanti i preparativi per la Raccolta delle Olive. La vendemmia è appena conclusa,terminata,finita. Le uve ben ammostate giacciono nei tini a fermentare. Nelle località più precoci, in fase avanzata, i mosti enologici sono già maturi e sono stati tolti dai loro ricettacoli di rovere dai quali poi vengono imbottigliati nel vetro, pronti per la vendita in Italia e all’estero. Quest’anno la produzione è stata leggermente inferiore all’anno precedente ma di qualità superiore. Nonostante ciò abbiamo sopravanzato la produzione di Francia e Spagna. Adesso,in questi giorni di fine Ottobre, in anticipo sui giorni dello scorso 2024, si è iniziata la Raccolta delle Olive. Adesso dirò in particolare della produzione della nostra Regione. Toscana. La nostra Regione per le Olive, come per il Vino è suddivisa in aree delimitate geomorfologicamente. Vi sono le zone montuose appenniniche dove gli olivi sono assenti, poi le zone immediatamente sottostanti collinari dove le piante sono abbondanti e producono olio di qualità superiore poi le zone pianeggianti come nella Valle della città di Firenze dove gli olivi non prosperano troppo volentieri ed infine le zone collinaricome le colline fiesolane oppure le colline del Chianti dove nuovamente le piante di Olivo danno un prodotto di qualità superiore. Ma volevo soffermarmi su un aspetto comune alla viticoltura ed alla olivicoltura: la condivisione, lo stare insieme, il ritrovarsi, scambiarsi idee ed opinioni senza lui, senza beghe senza invidie. Vedere le mattine presto con le nebbie che salgono dalle valli e dai fiumi, le comitive di persone, quasi sempre maschi, che a decine si ritrovano in più auto, riempite fino all’eccesso anche di arnesi per la raccolta : reti,rastrellini,abbacchiatori, sacchi di iuta, ceste di legno, spesso stipati in un carrello trainato dall’auto o dal suv. Oppure intere famiglie composte dai due coniugi, le figlie i figli, le nonne i nonni, gli zii se ci sono, uscire di casa, bardati, vestiti con giubbotti, sciarpe e cappelli per difendersi dai freddi dell’incipiente inverno. Abbracci e teneri baci fra persone che da tempo non si vedevano ne sentivano, un rinnovarsi di tenerezze e benevolenze. Finiti i convenevoli si passa all’azione, si preparano i sacchi e le ceste, ci si avvicina alle piante, si controlla lo stato delle piante e la quantità di olive presenti sulle fronde. Infine si inizia con l’operazione più amorevole nei confronti delle piante stesse. Io l’ho chiamata “pettinatura”, perché il gesto di brucatura delle drupe è in tutto e per tutto simile o addirittura uguale alla pettinatura di una folta capigliatura. Ultimamente chi possiede olivete numerose con centinaia di piante è costretto ad usare abbacchiatori meccanici per alleggerire il lavoro che si rivela comunque pesante. Il passo successivo alla Brucatura è la Molitura ovvero l’operazione di Spremitura presso i Frantoi allo scopo attrezzati.Se la brucatura ( raccolta) è faticosa ma eseguita in allegra comitiva, la frangitura al frantoio è spesso eseguita da un numero esiguo di persone : una massimo due. Se poi gli orari del Frantoio sono notturni, dato che i frantoi lavorano ventiquattro ore su ventiquattro gli sfortunati avventori possono trascorrervi le ore più sconvenienti. A me una volta è successo di sostarvi dalle 23 della sera alle 5 di mattina. Il sacrificio è compensato con l’olio extravergine riportato a casa dopo aver trascorso le ore notturne con i frantoiani in servizio, sempre gli stessi.
Rubrica: Dai Lettori – Luca Tagliaferri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 ottobre 2025



