VICCHIO – Il Tribunale di Firenze, con sentenza dello scorso martedì 4 Novembre, ha riconosciuto il risarcimento di 150 mila euro complessivi agli eredi di Aurelio Menicucci, che fu fucilato il 10 Luglio 1944 nella strage nazista di Padulivo. Una sentenza importante, perché dopo i casi di Crespino Sul Lamone, ormai numerosi (qui un articolo) si tratta del primo risarcimento riconosciuto per i fatti vicchiesi.
Nel 1944 Aurelio Menicucci allora aveva 44 anni e due figlie. Il 10 Luglio di quell’anno un reparto di SS era andato alla fattoria di Padulivo per requisire del bestiame; ma ne nacque una contesa intorno ad un cavallo che non si trovava e che era stato in realtà già preso dai partigiani di stanza sul Monte Giovi (qui). Secondo le ricostruzioni storiche, i tedeschi mandarono una donna a cercare il cavallo, i partigiani furono però in questo modo avvisati, e tesero un’imboscata ai soldati, nella quale cadde un soldato ed uno rimase ferito.
La rappresaglia fu tremenda: tra il 10 e l’11 Luglio furono fucilate 14 persone: 13 uomini e una donna, tra i quali c’era appunto anche Aurelio Menicucci. Non solo, dato che a Padulivo in quei giorni erano sfollate più di 150 persone, i tedeschi arrestarono cento di loro, che rilasciarono solo dopo una notte di prigionia (qui un articolo sulla vicenda).
La notizia del risarcimento riconosciutio è riportata oggi, giovedì 6 Luglio, sul quotidiano La Nazione. “Le figlie di Aurelio, Roberta e Licia – spiega nell’articolo uno dei legali, l’avvocato Iacopo Casetti, che ha seguito la causa insieme alla collega Vittoria Hayun – hanno promosso la causa per chiedere l’ammissione al fondo di garanzia per le vittime del Terzo Reich”. Fu il Governo Draghi, con un decreto legge, a istituire nel 2022 questo fondo. “E quella delle figlie di Menicucci, nell’Ottobre dello stesso anno – spiega Casetti – fu una delle prime cause a partire”. Purtroppo una delle due, Licia, è deceduta nel Settembre del 2023, quindi sono subentrati nel procedimento i figli Luca ed Andrea Bolognesi; che ieri, insieme alla zia, hanno visto il Tribunale di Firenze riconoscere il loro diritto al risarcimento per un totale, come detto, di 150 mila euro.
Adesso il termine per il pagamento di quanto stabilito è fissato in sei mesi dalla presentazione della documentazione al ministero. Conclude l’avvocato Casetti: “La sentenza è importante a prescindere dalla cifra, perché a differenza di altri casi più conosciuti, di questo eccidio finora si era parlato relativamente poco”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Novembre 2025


